Nuova vita per la materna di Sant’Alvise

salvise.jpgUn tempo a Sant’Alvise, c’erano l’asilo e la scuola elementare, in cui io e molti miei amici e coetanei abbiamo studiato. Da parecchi anni la scuola elementare ha chiuso, ma l’asilo ha resistito fino ad oggi, rappresentando per molte famiglie un punto di riferimento importante.

Purtroppo però con il passare degli anni, la crisi delle vocazioni ha impedito il ricambio generazionale tra le suore Canossiane, che sono sempre più anziane e meno numerose. Nonostante questo però la scuola materna delle Canossiane non getta la spugna, anzi in un recente incontro con i genitori, ha risposto alle loro preoccupazioni, confermando che l’istituto, attivo dal 1848, non chiuderà e continuerà ad offrire ai piccoli ampie aule attrezzate, la cucina, il grande giardino, il teatro, e tutti gli altri servizi.

I dubbi sul futuro della materna sono stati fugati da Adriano Doria, vicepresidente dell’agenzia patriarcale “La Fontaine”: «Purtroppo anche le suore Canossiane vivono la crisi di molte congregazioni per mancanza di vocazioni – ha piegato – ma assicuro l’impegno della diocesi affinché la materna di Sant’Alvise continui ad esistere. Questa è la volontà del patriarca Angelo Scola, che si prodiga affinché le scuole cattoliche permangano attive. D’altronde, proprio le nostre materne assorbono il 65% della domanda e questo istituto si presenta perfetto allo scopo ed in posizione centrale, tale non solo da servire il territorio, ma anche favorire l’utenza che proviene da Murano».

Un’ottima notizia e non ci si ferma qui, non solo la materna non lascia, ma raddoppia e presto verrà attivato anche l’asilo nido.

Aperte le selezioni per le Marie

1945451871.jpgIniziano i preparativi per il Carnevale di Venezia, uno dei più importanti appuntamenti dell’anno nella città lagunare. Tra gli eventi storicamente legati al carnevale veneziano, uno dei più noti è sicuramente la cosiddetta Festa delle Marie.

Anticamente, nel giorno della Purificazione di Maria, il 2 febbraio, era usanza far benedire tutti i matrimoni nell’allora sede vescovile di San Pietro di Castello. Nello stesso giorno venivano anche benedette le nozze di 12 fanciulle di umili origini che, per l’occasione, venivano sfarzosamente vestite e adornate con preziosi gioielli. Durante una di queste cerimonie ci fu un attacco da parte di pirati che rapirono le spose e rubarono loro i gioielli. La popolazione insorse per liberare le ragazze e recuperare i preziosi. La missione riuscì, ed è proprio in onore di questa vittoria sui pirati che venne istituita la Festa delle Marie.

Dodici anni fa, il regista veneziano Bruno Tosi, dato che la Festa cadeva nel periodo di Carnevale, d’accordo col Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, ha deciso di recuperare questa antica tradizione.

In questi giorni si sono aperte le iscrizioni per le aspiranti “Marie” dell’anno. L’idea di questo particolare concorso di bellezza è venuta nel 1999 a Bruno Tosi, insieme a Venezia Marketing & Eventi, in collaborazione con il quotidiano più letto del nordest, “Il Gazzettino”.
Potranno iscriversi alla selezione tutte le ragazze italiane dai 18 ai 26 anni, residenti nella provincia di Venezia. Le selezioni si terranno il 18 febbraio a Ca’ Vendramin Calergi.

Anche quest’anno verrà eletta da una giuria la Maria dell’Anno, mentre ci sarà una Maria eletta con un apposito coupon dai lettori de “Il Gazzettino”, ed entrambe saranno incoronate in piazza San Marco.

Per la Maria dell’anno inoltre sono in palio due importanti premi: una crociera e l’accesso alle finali di Miss Italia.

 

De l’inverno semo fora

candelora.jpgOggi, mercoledì 2 Febbraio, la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della “Madonna Candelora“, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo (luce per illuminare le genti).

La festa della Candelora è anche detta della Purificazione di Maria, perché secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi, e il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre.

A questa festività a Venezia è associata una celebre credenza popolare, riassunta in un antico detto che ha delle versioni simili in altre zone del nord Italia.

Esistono poi detti diversi, sempre relativi alla Candelora, in molte località sparse per la penisola.

Tutti a Venezia sanno che:

A la Madona Candelora
de l’inverno semo fora,
ma se piove o tira vento
de l’inverno semo drento

Ovvero, se il 2 febbraio il tempo è buono l’inverno è agli sgoccioli, in caso contrario si protrarrà ancora.

Oggi, così come negli ultimi giorni, il tempo è decisamente buono, anche se è molto freddo. Speriamo quindi che la saggezza popolare non si sbagli.