Tarantino presidente alla Mostra del Cinema

tarantino.jpgAnche se il tempo è davvero pessimo, non si può negarlo, basta una rapida occhiata al calendario, l’estate si avvicina.
E naturalmente, tra i tanti appuntamenti dell’estate veneziana uno dei più attesi è quello con la Mostra del Cinema, al Lido, a settembre.

La prima notizia di rilievo sull’argomento è già arrivata, e riguarda il nome del presidente della giuria.
La prossima Mostra del Cinema di Venezia, la numero 67, in programma dall’1 all’11 settembre avrà come suo presidente infatti Quentin Tarantino.

C’è chi già ipotizza che questo fatto potrà assicurare una manifestazione rinnovata e anticonformista. La presenza, nel gruppo di esperti che assegnerà il Leone d’oro, di Tarantino: regista, sceneggiatore e star, amatissimo da fan e cinefili di mezzo mondo, aprirà forse una finestra sulla sua personale idea di cinema. Quella di un autore, attore e spettatore onnivoro, amante delle più rischiose ma appaganti commistioni tra generi alti e bassi, attento ai film, tutti i film, di serie A, B… e Z.
Sempre, volutamente anticonformista, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi, in un gioco continuo di citazioni.

E’ prevedibile insomma, che la parola d’ordine (tarantiniana) di questa edizione della mostra del cinema sarà: contaminare.
Senza limiti, senza neppure la paura di cadere nel trash, che poi se toccato da Tarantino spesso diviene Cult. Come dimostrano sia le sue passioni cinematografiche, che i film da lui diretti.

Inoltre, al potenziale rinnovamento portato da un così particolare presidente di giuria, non va sottovalutato l’aspetto mediatico. Perché Tarantino, infatti, è uno dei pochi registi della sua generazione che sono anche attori di fama internazionale. Una vera star che forse, nel suo lungo soggiorno veneziano, potrebbe anche scegliere di tenere un profilo non particolarmente basso, sul piano delle apparizioni pubbliche ad esempio, mostrando ancora una volta uno degli aspetti caratteristici della sua vita e della sua arte: “genio e sregolatezza“.

Ritrovata la testa di Rioba

fiore-rioba.jpgS’è chiusa in tempi davvero rapiti la brutta vicenda della decapitazione della statua di Rioba in Campo dei Mori.

La testa sottratta è stata ritrovato ieri mattina, da uno spazzino, dentro un sacchetto, in una calle nei pressi della Madonna dell’Orto. L’operatore ecologico stupito e felice ha accarezzato e baciato la testa prima di consegnarla alle autorità; presto, si spera, tornerà al suo posto, chiudendo definitivamente questa brutta vicenda, che ha però avuto anche un risvolto positivo, ha infatti risvegliato una sorta di orgoglio di essere veneziani e un senso di sdegno e indignazione in tutti quelli che amano Venezia.

Su blog, giornali e tv s’è parlato molto del furto della testa, perché di questo pare si sia trattato e non di semplice vandalismo, e tutti sono tornati anche sul suo ritrovamento, ma tra i tanti contributi che ho letto quello che meglio esprime i sentimenti delle persone che vivono in zona o che mi hanno contattato anche da altre città per avere notizie, è stato un articolo di Carolina Bertaggia su quotidianonet de il sole 24 ore.

La Bertaggia parla dello degno della popolazione verso un gesto che non è stato visto come una semplice bravata, ma come un oltraggio e una mancanza di rispetto. Il vuoto lasciato dalla testa mancante del Sior Rioba – scrive – ha commosso e offeso tutti, scalfendo il nostro placido temperamento levantino e innescando un tam tam feroce, la cui pressione, forse, ha fatto desistere il “ladro-vandalo” dalla sua vergognosa impresa. Se così fosse, sarebbe un grande successo; di nuovo Venezia ha chiamato e i veneziani hanno risposto per proteggerla.

Condivido pienamente questa lettura e sono molto felice che la testa sia stata recuperata in tempo breve, molto probabilmente chi l’aveva sottratta, vedendo i sommozzatori cercarla nei canali e le persone comuni portare fiori e lettere al corpo decapitato di Rioba, avrà capito che sarebbe stato meglio sbarazzarsi della testa restituendola a Venezia e ai veneziani che sentono Rioba, quel mercante di spezie venuto dalla Grecia quasi 1000 anni fa come uno di loro, una parte importante della nostra storia.

Cercasi Rioba disperatamente

rioba.jpgQuando ho sentito la notizia quasi non ci credevo e mi sono affrettato a raggiungere Campo dei Mori, a pochi minuti da casa mia, per vedere con i miei occhi cos’era successo e quello che ho visto era davvero desolante.

Nella notte fra il 30 aprile ed il primo maggio probabilmente, stando al racconto di abita nella zona, intorno alle 2, è stato decapitato Rioba.

Il più celebre dei mori dell’omonimo campo veneziano a Cannaregio, vicino alla Madonna dell’Orto.

Il Sior Rioba è un simbolo di Venezia tra i più caratteristici ed amati dai residenti e dai turisti, oltre ad un soggetto estremamente fotografato.
Campo dei Mori, senza il suo moro d’angolo non è più lo stesso, il “Sior Antonio Rioba” – come scrive Tassini – dal naso di ferro era, come il romano Pasquino, il portavoce dei veneziani nella satira contro la Repubblica.

Originario della Morea assieme con i suoi due fratelli, Sandi ed Afani, Rioba giunse a Venezia intorno al 1112 e commerciò in spezie. Oltre ad essere ricordato dalla statua ora vandalizzata, fu omaggiato anche da “L’ombra de Sior Antonio Rioba“, un giornale popolare edito nel 1848 che contribuì a renderlo notissimo tra i veneziani.

Molte le leggende e gli episodi legati alla sua figura, si racconta, ad esempio che in passato era piuttosto comune burlarsi dei fattorini richiedendo la consegna di plichi per il Sig. Antonio Rioba, Campo dei Mori, Madonna dell’Orto, Venezia.
La statua di Rioba, nel secolo scorso perse il naso che le venne sostituito con una caratteristica placca in ferro che lo rese ancora più riconoscibile.

In periodi più recenti fu ancora vittima di atti vandalici, ma mai così gravi. Dopo averlo decapitato i colpevoli hanno danneggiato la vetrata di una trattoria nelle vicinanze, che porta il suo nome, e che ora si fa promotrice tramite il sito rioba.it e con un gruppo su Facebook chiamato: “Cercasi Rioba disperatamente” di una mobilitazione affinché questo pezzo di storia di Venezia venga restituito, nella sua interezza, alla città.

 

Rivogliamo la sua testa, lo rivogliamo integro!

 

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