Poveri viaggiatori

treno.jpgIn questi giorni di freddo polare e di neve o, peggio, di pioggia ghiacciata, tv e giornali hanno raccontato molte storie di viaggiatori e pendolari bloccati per giorni in stazioni o aeroporti, spesso al freddo, quasi sempre in attesa di informazioni che non arrivano. La sventura che vi racconto ora è capitata a circa 200 viaggiatori che sabato notte sono saliti a Venezia sul regionale 2474 delle 23.56, l’ultimo treno della giornata per Treviso, Pordenone e Udine.
I guai sono iniziati già alla partenza, il treno infatti, pare a causa di problemi ai sistemi di chiusura e apertura delle porte, lascia Venezia a mezzanotte e mezza. Arriva regolarmente a Mestre e dopo pochi minuti riparte.
Duecento metri fuori dalla stazione, però, i passeggeri intravedono un bagliore sospetto provenire dalla linea elettrica. Il capotreno spiega che si è formato un “arco elettrico”. In pratica un eccessivo deposito di elettricità ha provocato la rottura del cavo, che infatti penzolava dalla linea aerea.
La mancanza di elettricità, oltre a costringere il treno a fermarsi, fa spegnere luci e riscaldamento. Fuori la temperatura intanto aveva raggiunto i 10 sotto zero.
Dopo un po’ arrivano le squadre di operai per ripristinare la linea. Non arrivano, però, generi di conforto per i passeggeri che chiedono insistentemente di essere riportati a Mestre per proseguire con altri mezzi. Alle 3 e mezza circa arriva un locomotore diesel, che aggancia il treno, non senza difficoltà, e lo fa tornare in stazione. Al punto di partenza.

Poveri viaggiatoriultima modifica: 2009-12-23T08:30:00+01:00da admin
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