Ladri e antiquari d’accordo per saccheggiare il cimitero

san-michele.jpgL’isola di San Michele era deserta fino al 1212, quando i monaci camaldolesi vi edificarono un monastero e la chiesa, ricostruita poi nel 1500, primo esempio di architettura rinascimentale a Venezia. Il cimitero di San Michele in Isola è nato 1813 per volontà di Napoleone: in precedenza i morti venivano sepolti nelle chiese o nei piccoli Campi “santi” o “dei morti” nelle varie parrocchie.

Oggi l’isola di San Michele, cimitero di generazioni di veneziani, si sta, come denuncia la pittrice e scrittrice Fiora Gandolfi avviando ad un morte lenta, ma certa. L’allarme sullo stato del cimitero di Venezia arriva dalla vedova di Helenio Herrera, allenatore dell’Inter ai tempi del padre di Moratti e sepolto anch’esso a San Michele.

Fiora Gandolfi descrive, in una lettera al Gazzettino, la situazione dell’isola e del suo cimitero, preda di saccheggi e decadenza.

Tra le denunce della scrittrice la più grave ci pare: «Ladri e antiquari d’accordo per saccheggiare il cimitero». Secondo la vedova di Herrera infatti, alcuni «antiquari hanno facilitato l’opera», effettuando prima un vero e proprio censimento dei reperti e fornendo poi ai ladri mappe dei luoghi e foto di sculture, iscrizioni e altri ornamenti da rubare. I frati che abitano nell’isola sono pochi e molto anziani e non possono compiere una sorveglianza sufficiente, soprattutto la notte.

 

Ladri e antiquari d’accordo per saccheggiare il cimiteroultima modifica: 2009-09-23T08:30:00+02:00da admin
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