Venezia è sempre più contemporanea

ponte.JPGVenezia, grazie anche alla crescente capacità di attirare investitori privati, sta diventando sempre di più, negli ultimi anni, un indiscusso crocevia mondiale d’arte contemporanea.
Con venti milioni di turisti l’anno, la città lagunare, si conferma punto di riferimento anche per l’arte contemporanea, in grande crescita in città.
La Fondazione Cini all’Isola di San Giorgio, la collezione Peggy Guggenheim, la Fondazione Emilio Vedova ai Magazzini del Sale con l’allestimento di Renzo Piano. François Pinault, che dopo palazzo Grassi ha restaurato la Punta della Dogana per esporre la sua immensa collezione.
Una vera e propria raffica di appuntamenti organizzati dai Musei Civici.
E, soprattutto, la Biennale, già a quota 60.000 visitatori in questa sua 53^ edizione: il 9% in più rispetto al 2007, anno che comunque fu da record.
Il sindaco Massimo Cacciari, è felice di aver cancellato l’immagine stucchevole di una sorta di Disneyland, una città morta, un polveroso museo tutto merletti, vetri e gondole.
La rotta pare proprio essere cambiata, la città guarda sempre più al futuro, pur non dimenticando ovviamente il suo glorioso passato. Ci sono grandi e nuove opere architettoniche, come il discusso ponte di Calatrava e, anche da un punto di vista infrastrutturale e tecnologico siamo all’avanguardia. Dal 3 luglio i residenti possono accedere gratuitamente ad internet tramite hotspot wi-fi pubblici e navigare a banda larga da molti campi e calli della città.
Venezia finalmente non è più una città museo, ma un punto di riferimento per le nuove tendenze dell’arte e della cultura contemporanea.

Venezia è sempre più contemporaneaultima modifica: 2009-07-13T08:30:00+02:00da admin
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Un pensiero su “Venezia è sempre più contemporanea

  1. Sarebbe bello… se fosse vero. Gli investitori privati alla Pinault creano e investono, ma la città. intesa come i suoi abitanti e la loro vita quotidiana, ne viene appena sfiorata. Alle volte queste iniziative, per capacità di investimento e mobilitazione mediatica, sono talmente lontane dai bisogni di chi risiede da suonare vagamente umilianti. Ovviamente meglio averlo Pinault, la Biennale e tutto il resto, ma è più o meno come dare una aspirina a chi ha un cancro. Venezia è ogni giorno un po’ più Disneyland di seconda scelta, meta di un turismo sempre più rozzo, impreparato e (pure) poco redditizio.

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