20/04/2012

Preoccupazione per l’Ultima Cena di Tintoretto

opere,restauro,biennale,san giorgioEssere generosi è importante, bisogna condividere quello che si ha, ma spesso quando si presta qualcosa capita che questa non venga restituita o che al suo rientro presenti dei danni, sicuramente una seccatura, una delusione, una brutta esperienza, se si tratta di un libro o di un cd, ma se parliamo di prestiti come un’importante opera d’arte tra due istituzioni culturali, la questione potrebbe diventare ben più spinosa.

L'Ultima Cena dipinta da Jacopo Robusti, meglio noto come il Tintoretto, dopo essere rientrata nella chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, in seguito ad un prestito fatto alla Biennale, che l'aveva esposta nella sua mostra delle Arti Visive, ai Giardini, è apparsa molto cambiata, e non certo in meglio, nonostante nel frattempo sia stata anche sottoposta ad un restauro.

Come ho già scritto in passato, restaurare un’opera è un processo molto complesso e delicato, ci sono molte variabili da considerare e diversi approcci culturali alla materia. Di certo, quello che un restauro non dovrebbe mai fare è essere distruttivo, ma purtroppo capita anche questo, per fortuna però non in questo caso, infatti l’evidente velo che ha offuscato i colori del Tintoretto, potrà essere rimosso, ma cerchiamo di capire, anche attraverso le tesi degli esperti della Soprintendenza, cosa è accaduto.

Pare che fra gli interventi sull’opera, concordati con la Biennale e gestiti dalla Soprintendenza veneziana, ci sia stata anche la sostituzione del supporto della tela, uno strato di juta che era stato incollato dietro al quadro, e che era gravemente usurato. Nell’operazione per proteggere l’opera è stata usata una vernice che s’è in seguito ossidata, a causa dell’umidità e della reazione con altri elementi, generando l’attuale effetto nebbia.

Un evento che la Soprintendenza da definito come imprevedibile (l’umidità a Venezia?), ma che fortunatamente non ha causato alcun danno ai colori originali stesi dal maestro, che potranno essere recuperati, a quanto si dice, in tempi brevi.

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08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in Arte | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: opere, restauro, biennale, san giorgio | OKNOtizie |  Facebook

10/08/2011

Il giardino dei sentieri che si biforcano

letteratura, san giorgio, Labirinto BorgesVenezia, per chi non la conosce bene, può risultare davvero labirintica, tutti quelli che l’hanno girata a piedi, che poi è il modo migliore per scoprirne la bellezza, ci si sono persi almeno una volta, ma non è di questo che voglio parlarvi.

A 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges, avvenuta il 14 giugno 1986, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini promuovono una serie di iniziative volte a ricordare la straordinaria carriera dello scrittore. L’evento più interessante riguarda il Labirinto Borges, un giardino-labirinto progettato dall’architetto Randoll Coate, e inaugurato il 14 giugno. Si tratta di un'opera permanente che rimarrà accessibile al pubblico tramite visite guidate.

Il giardino-labirinto, progettato dall’architetto inglese tra il 1979 e il 1986, si ispira al famoso racconto borgesiano "Il giardino dei sentieri che si biforcano". 

Quella di Venezia è una ricostruzione della prima versione realizzata nel 2003 a San Rafael, in Argentina. Il labirinto ora ha trovato posto proprio nella città lagunare, luogo particolarmente amato da Borges e significativamente legato alla sua opera.

Il Labirinto è collocato nell'isola di San Giorgio, nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di "terzo chiostro" di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due, che diverrà nel tempo sede per eventi di natura didattica o artistica.

Per prenotare una visita o ricevere ulteriori informazioni:

Civita Tre Venezie

041-2201215

segreteria@civitatrevenezie.it