30/09/2011

Pietre e futuro

restauro,rialtoMercoledì 28 settembre, alle ore 11:30, sono stato invitato ad una interessante visita guidata al cantiere per il consolidamento della balaustra del ponte di Rialto, di fronte a Palazzo Camerlenghi.

Il restauro è stato avviato dal Consorzio dei Tajapiera (restauratori ed artigiani veneziani da secoli attivi in città), la Confartigianato di Venezia, in accordo con la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici e in collaborazione con il Comune. Il costo del restauro sarà di circa 80 mila euro, ma già si pensa (anche grazie a sponsor privati) ad un intervento più ampio sul ponte che rappresenta una delle infrastrutture più importanti della città, oltre che una delle sue architetture più note.

Alla visita sono intervenuti l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, il presidente e il segretario di Confartigianato, Gilberto Dal Corso e Gianni De Checchi, il presidente del Consorzio Tajapiera, Giovanni Giusto e il direttore dei lavori, Antonio Girello.

La presentazione del cantiere è stato un momento molto interessante per avviare un dibattito sul ruolo degli artigiani in città. In particolare i taglia pietra, che con la loro maestria nella creazione e conservazione di manufatti lapidei hanno creato gran parte delle bellezze oggi visibili a Venezia.

Il restauro del ponte di Rialto infatti non è solo un restauro delle pietre, come spiegato enfaticamente da più voci intervenute all'incontro, ma vuole essere una riscoperta di antiche professionalità e di tecniche costruttive che, senza bisogno di resine o cemento, sono le sole in grado di garantire un futuro a manufatti che per secoli, in molti casi fino ad interventi di restauro contemporanei, non hanno avuto particolari problemi.

Infatti, alcune delle maggiori criticità dal punto di vista statico, attualmente riscontrabili sul Ponte di Rialto sono dovute proprio ad infiltrazioni di cemento o all'uso di resine che non hanno nessuna funzione legante, ma hanno solo portato ad un pericoloso irrigidimento della struttura.

Gran parte del lavoro affidato alla maestria dei taglia pietra è infatti proprio rappresentato dalla rimozione di materiali moderni, per ritrovare gli antichi assetti basati su compressioni, carichi e scarichi.

La stessa macchina messa in opera per permettere la rimozione delle colonnine della balaustra è un perfetto esempio di questa tecnica, che permette di lavorare sul ponte senza alterarne l'assetto statico, alzando un pesantissimo corrimano ma mantenendolo in sito, in modo che le sollecitazioni verticali ed orizzontali restino pressoché invariate.

I taglia pietra sono fieri della loro storia e il loro lavoro va valorizzato, perché questi antichi saperi artigiani sono di vitale importanza per il futuro di Venezia, oltre a poter dare interessanti prospettive lavorative ai giovani che vorranno continuare questo glorioso percorso.

Non sono mancati, da parte di artigiani ed architetti, anche divertenti riferimenti ad altri ponti veneziani, più moderni di quello di Rialto, ma già in peggiori condizioni, proprio perché creati senza quel bagaglio di conoscenza che ha permesso, in una città così particolare, di dar vita ad opere di grande complessità dal punto di vista statico.

Ma l’aspetto su cui s’è focalizzata l’attenzione di tutti, è che più che di un recupero delle pietre, questo, ed altri interventi condotti in città dal Consorzio dei Tajapiera, rappresenta un recupero di antichi saperi, che vanno valorizzati e tramandati alle nuove generazioni. E’ l’unico modo per garantire a Venezia un futuro.

29/07/2011

Vicino l'accordo con Diesel per restaurare il ponte di Rialto

1019987931.jpgNe avevo già parlato, le condizioni del Ponte di Rialto non sono per nulla buone e urge un restauro, ma anche se potrebbe sembrare strano da credere, mancano i soldi. Nonostante si tratti di una delle architetture più note di Venezia e di un’opera fondamentale dal punto di vista urbanistico per la città.

La scorsa primavera, era crollata una colonnina della balaustra; l'altro giorno, è stata la volta di un masegno sconnesso, nella parte alta del ponte e di marmi consumati che, a causa della pioggia han fatto scivolare e cadere un gran numero di turisti. Non si può più aspettare, bisogna intervenire, e come avviene ormai di consueto, si cerca uno sponsor.

Dopo aver stanziato 200.000 euro in due anni, per il monitoraggio di Rialto, di concerto con lo Iuav (l’Istituto universitario di Architettura di Venezia), e dopo averne previsti 500.000 per riqualificare le rive adiacenti al ponte, ora il Comune parla di 4/5 milioni di euro per un intervento più radicale. Ma naturalmente non è facile reperirli, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Ecco quindi l'appello alla generosità dei grandi imprenditori privati. Come ha funzionato per il Colosseo, che rinascerà con il contributo di Diego Della Valle, anche Rialto avrà il suo mecenate: Renzo Rosso di Diesel.

Non è ancora ufficiale, ma sembrerebbe proprio che Diesel sarebbe pronta a sborsare la somma necessaria per dare nuova vita al più noto ponte sul Canal Grande.

Dopo François Pinault, con Palazzo Grassi e poi Punta della Dogana, la Fondazione Prada a Ca' Corner de La Regina, Bulgari a Palazzo Ducale, Replay a Ca' Rezzonico, Louis Vuitton e Arzanà Navi al padiglione Venezia ai Giardini della Biennale, e tanti altri che hanno investito, a vario titolo, nella città lagunare, ora anche Diesel scende in campo per Venezia e naturalmente anche per il proprio tornaconto, vista l’enorme visibilità internazionale che un intervento del genere può dare.

27/05/2011

Restauri sbagliati a Rialto

1019987931.jpgAvevo parlato in recenti post sul blog della situazione critica di molte rive e del Ponte di Rialto, ora pare emergere che dietro questi gravi problemi non ci sia solo la sostanziale assenza di ordinaria manutenzione, ma anche interventi di restauro errati.

In particolare è sotto accusa l’uso indiscriminato del cemento, in particolare usato nelle pavimentazioni, per velocizzare i tempi e ridurre i costi, in sostituzione dei tradizionali e decisamente più belli, masegni.

Su molti ponti “minori” capita di vedere zone cementate su cui campeggia la scritta “provvisorio”, peccato che si tratta di una provvisorietà di mesi, se non addirittura di anni.
Ma nel caso del Ponte di Rialto, uno dei simboli della città, si sarebbe andati oltre, usando il cemento al posto del piombo per fissare delle colonnine in pietra d’Istria che, inesorabilmente, non hanno retto ai carichi.

La colonnina della balaustra del Ponte di Rialto, a Venezia, crollata circa un mese fa, potrebbe aver ceduto proprio a causa di restauri effettuati in modo a dir poco approssimativo. Questo il responso di Giovanni Giusto, presidente degli artigiani 'tagiapiera', come è definita in veneziano l'antica categoria di maestri tagliatori. La notizia decisamente poco rassicurante è stata riportata dal quotidiano “La Nuova Venezia”.

Per evitare il ripetersi di queste incresciose situazioni s’è tenuto in questi giorni un incontro a Palazzo Ducale con il Consorzio dei 'tajapiera' che ha presentato al Comune un piano di restauri delle balaustre del ponte, per ristrutturare il lato che guarda verso palazzo dei Camerlenghi. Intanto, il sindaco Giorgio Orsoni sta cercando finanziamenti privati per il Ponte di Rialto. Nel frattempo i tagliapietre faranno partire un primo intervento sul ponte il prossimo 15 giugno.

16/05/2011

Ricette per Appartamento

LAGONove artisti, una fondazione, un appartamento. Ricette per Appartamento, Manuale di cucina azionista nasce nell’estate 2010, quando i 9 artisti ospiti del Lagostudio ideano alcune “istruzioni d’artista”, ricette che i tenant degli Appartamenti LAGO possono personalizzare con i propri ingredienti.

Il 20 maggio 2011 alle ore 20.00 presso l’Appartamento LAGO di Venezia a Rialto, Sestiere di San Polo 205, si terrà Dinner Two, gli ospiti che parteciperanno (su prenotazione) assisteranno alle istruzioni dell’artista Daniele Zoico che, grazie alla partecipazione del gruppo d’archi Fraglia dei Musici, trasformerà la serata in un concerto di musica da camera. La seconda ricetta in programma saranno le istruzioni SENZA TITOLO di Elisa Caldana che poterà gli ospiti in un’atmosfera straniante e surreale; il tutto sarà condito dal design Lago e dall’immancabile tradizione di sfruttare ogni mobile della casa come tavoli e sedute su cui far cenare gli ospiti.

Per maggiori informazioni sul progetto dell’Appartamento Lago, attivo in varie città italiane, e per informazioni su tutte le iniziative visitate il sito: appartamentolago.com.

15/04/2011

Ponti, pietre e “scoasse”

riva.jpgGiorni fa molti telegiornali nazionali hanno riportato la notizia di un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, avvenuto a Venezia.
Una donna anziana e il suo nipotino sono inciampati su delle pietre dissestate e sono caduti in acqua. Per fortuna sono stati prontamente soccorsi e tratti in salvo da dei camerieri di un vicino ristorante affacciato sulla riva.
Uno degli aspetti evidenziati però, proprio dai camerieri, è che la riva era in pessime condizioni e che il rischio di altri incidenti simili era tutt’altro che remoto.

Ieri, molti quotidiani regionali e nazionali hanno riportato una notizia molto diversa, ma riconducibile alla stessa tematica. Molti, dei 400 ponti veneziani, sono in cattive condizioni e avrebbero bisogno di interventi urgenti, e non si parla di piccoli ponti, magari in legno, su qualche canale secondario, in periferia, ma di ponti importanti, in pieno centro storico, tra cui il più monumentale ed iconico di tutti, il ponte di Rialto.
Io mi sono laureato a Venezia in Conservazione dei beni Culturali, quindi la tematica mi sta particolarmente a cuore, che si tratti di ponti, di rive, o di ogni pietra di Venezia, quello che sostanzialmente manca, e si tratta di un problema nazionale, non veneto, è il concetto di “ordinaria manutenzione”.

In Italia purtroppo, è da anni che lo ribadisco sempre più convintamente, il concetto di ordinaria manutenzione è alieno, si interviene solo quando il monumento di turno cade a pezzi o viene pesantemente vandalizzato, si riasfalta una strada solo quando ci sono buche capaci di inghiottire un pulmino.

Non si capisce che la manutenzione ordinaria non è una spesa inutile, non si tratta di soldi buttati, ma di un investimento, un modo per evitare interventi straordinari ben più costi, senza poi contare anche il danno di immagine per il nostro Paese, che è una meta turistica di prim’ordine e non dovrebbe permettersi di fare certe figure.

Altra questione, e poi chiudo, perché non vorrei essere troppo polemico, cosa che non mi si addice granché. Un mio amico giorni addietro ha pubblicato su Facebook una foto che ha suscitato molto sdegno, misto ad un po’ di incredulità. L’immagine ritraeva un cumulo di rifiuti infilati nella grata di una finestra al piano terra, in pieno centro storico a Venezia, c’erano cartacce, lattine di bibite, ecc… Uno spettacolo indecoroso che spesso si può vedere in varie zone della città. La questione è articolata e complessa, generalmente i veneziani incolpano i turisti e, devo dire, nel 90% dei casi lo fanno a ragione, infatti i Veneziani hanno, come tutti, molti difetti, ma a distinguerli è nella quasi totalità dei casi un grande amore per la loro città, quindi difficilmente la imbrattano.

Tornando alla manutenzione però, vorrei riflettere sul fatto che non basta non sporcare o farlo il meno possibile, bisogna anche pulire, impedire che la lordura dei turisti, o chi per loro, si stratifichi nei mesi o negli anni, così come andrebbe impedito che danni strutturali a pavimentazione, ponti, o altre strutture continuino a peggiorare fino a punti assolutamente critici. Bisogna intervenire per tempo, bisogna assistere Venezia ed amarla giorno per giorno, non solo correre ai ripari quando sta morendo.

28/01/2011

Rialto cade a pezzi

riva.jpgLe rive di Venezia si sgretolano a causa del moto ondoso e in assenza di una manutenzione costante, anche il ponte di Rialto è ora a rischio.

Recenti foto scattate da Marco Zanon, gondoliere da sempre in prima linea nel denunciare il degrado che minaccia Venezia, sono state riportate da quotidiani locali ed hanno avviato un acceso dibattito. Molte rive della città sono in pessime condizioni a causa del moto ondoso che lentamente le divora. Tra queste anche quelle nei pressi del Ponte di Rialto, uno dei simboli della città lagunare. Servirebbero interventi urgenti, ma molto difficilmente ci saranno, mancano infatti i fondi.

«Purtroppo non abbiamo fondi per un intervento di manutenzione straordinaria come questo, ma solo per far fronte a piccole emergenze – ha dichiarato il presidente di Insula, Paolo Sprocati - quando siamo intervenuti per riposizionare le colonnine della balaustra accanto al Fontego dei Tedeschi la situazione, per quanto non così grave, era stata evidenziata dai tecnici: gli interventi sulle gradinate rientrano nel piano straordinario per le rive, per il quale però non ci sono fondi di Legge speciale a disposizione».

Mancanza di fondi che non ha mai fatto partire neppure l'annunciato studio sulle condizioni statiche del ponte di Rialto che il Comune, già nel 2009, aveva commissionato allo Iuav, l’istituto universitario di architettura di Venezia.

«A parte un finanziamento iniziale di circa 20 mila euro per organizzare il progetto, non siamo mai stati in grado di partire, perché i fondi previsti nella convenzione non ci sono mai stati assegnati - dichiara Salvatore Russo, docente dello Iuav e coordinatore del monitoraggio - l'assessore Maggioni si è dimostrato molto disponibile e partecipe al problema, ma purtroppo i fondi non ci sono».

Servirebbero almeno 250 mila euro.

 

05/01/2011

News postali

poste280.jpgIl 14 Dicembre la mia ragazza m’ha spedito un pacco che, in teoria sarebbe dovuto arrivare prima di Natale. C’ho messo le mani invece, solo il 3 Gennaio e con non poche difficoltà.
Dopo che il pacco s’è “perso” a Bologna mi è arrivato un primo avviso il 29 Dicembre, alle ore 15 il postino è passato e, effettivamente on ero in casa. Il giorno seguente però, son rimasto di proposito a casa tutto il pomeriggio… Alle 16 scendo a vedere e trovo il secondo avviso, nonostante non mi sia stato suonato il campanello.
Sull’avviso c’era scritto di ritirare il pacco a Rialto (senza nessuna indicazione di sede o numero di sportello) due giorni lavorativi dopo la data dell’avviso, quindi il 3 Gennaio.

Lunedì 3 Gennaio mi incammino verso le poste di Rialto, al Fontego dei Tedeschi, e le trovo chiuse. Non vedo nessun avviso e/o cartello e, un po’ incavolato me ne torno verso casa.
Alla chiesa di San Felice giro per la Misericordia e la mia attenzione è catturata da alcuni lenzuoli con delle scritte contro le poste italiane appesi fuori da delle finestre. Noto poco dopo, che sotto quelle finestre c’è un portone e, dietro di questo intravedo delle scatole gialle delle poste, alche intuisco che si tratta di una sede che non conoscevo, faccio il giro e trovo l’ingresso in calle Priuli. Sulla porta c’è scritto buone feste, entro, ma noto che non c’è nessuno sportello per il pubblico e, nonostante l’accoglienza della porta ci sono solo sedie vuote schedari ed una donna delle pulizie che neanche si accorge di me. Dopo un po’ arriva una signora a cui chiedo informazioni sul mio pacco e gentilmente mi dice di tornare a Rialto, ma non al Fontego dei Tedeschi, storica sede delle Poste Centrali di Venezia, bensì nella nuova sede, a me sconosciuta, alle mercerie, dove una volta aveva sede il gazzettino, prima di trasferirsi a Mestre.

Torno verso Rialto, raggiungo la nuova sede delle poste e noto con disappunto che è piena di gente in attesa… Mi guardo attorno e individuo un totem per prendere il numeretto, scelgo il tasto pacchi e raccomandate e attendo il mio turno. Dopo pochi minuti fortunatamente arriva, questo grazie alle molte chiamate andate a vuoto, probabilmente molti avevano rinunciato. Arrivato allo sportello mi fanno notare che il numero serve solo per spedire i pacchi, non per ritirarli. Per il ritiro vige l’anarchia.

Ad ogni modo, vado allo sportello del ritiro, fortunatamente senza coda, e finalmente metto mano sul mio pacco e me ne torno a casa, avendo perso “solo” un’ora della mia vita e avendo atteso “solo” 20 giorni (di cui almeno 14 lavorativi) per un pacco che sul sito delle Poste si legge arriva in 3gg lavorativi. Capisco che il periodo delle festività natalizie è critico e che a Venezia si sommano altri problemi, soprattutto logistici, ma naturalmente non posso essere soddisfatto del servizio che peraltro ha un costo piuttosto elevato. Non è questo il caso, ma spesso la spedizione di un pacco costa di più del suo contenuto, dovrebbe almeno arrivare per tempo.

 

poste-case.jpg


Diamo qualche voto?

Tempistiche Pacco Celere3 (non rispettate) VOTO 1

Organizzazione generale delle Poste (bastava un cartello al Fontegho dei Tedeschi) VOTO 3

Servizio e cortesia del personale VOTO 8

Media voto: 4

 

09/08/2010

Il gobbo di Rialto

gobbo-rialto.jpgIl gobbo di Rialto è una delle tante figure, uno dei tanti personaggi spesso inattesi che emergono dalle pietre della città lagunare, e come i suoi simili racconta una storia tra leggenda e verità. Questo “personaggio” si trova in Campo San Giacometto, al mercato ortofrutticolo di Rialto, nel sestiere di San Polo, ed è una statua in marmo che rappresenta una figura maschile nell’atto di sorreggere una scalinata che porta ad una pietra riservata ai banditori, anticamente usata come postazione di lettura di editti e leggi della Serenissima.

Il gobbo di Rialto fu scolpito nel 1541 da Pietro Grazioli da Salò e venne restaurato nel 1836, come testimonia l'incisione presente sulla parte superiore del complesso, costituito da una bassa colonna in porfido databile alla fine del 1200, una scaletta che porta alla pietra del bando e, a sorreggerla una figura maschile ricurva, per questo detta “Il gobbo”.

Questo gruppo marmoreo era anche uno dei tanti luoghi della città dove trovavano spazio denunce e proteste spontanee, che spesso la popolazione rivolgeva ai potenti e ai loro abusi, non era raro che sul gobbo venissero attaccati foglietti con testi sarcastici e antenate delle moderne caricature o vignette a sfondo politico. Anche per queste ragioni questa scultura è paragonata da alcuni al Pasquino di Roma.
Per cercare di limitare l’uso popolare del gobbo e preservarne l’uso istituzionale, oltre che ovviamente per censurare eventuali contestazioni troppo forti e punirne i colpevoli, nei pressi della scultura e nel campo vicino stazionavano spesso degli agenti del temutissimo Consiglio dei Dieci.

Durante il Medio Evo invece, il gobbo segnava la fine del percorso a cui erano costretti i ladri che camminavano nudi da San Marco a Rialto mentre due ali di folla li frustava e insultava. Generalmente arrivati esausti al gobbo lo abbracciavano e baciavano come fosse il loro salvatore.

Dopo aver svolto per secoli la sua funzione oggi la statua del Gobbo di Rialto è stata quasi dimenticata, e relegata ad essere un immobile testimone di un tempo ormai andato, solo poche guide e qualche curioso la notano e hanno voglia di approfondire la sua storia. Spero con questo mio breve post di aver incuriosito qualcuno a cercare di andare oltre l’immagine patinata della Venezia da cartolina e approfondire storia ed aneddoti che spesso si celano dietro opere poco celebrate ma di estremo interesse, bellezza e valore.

Ogni pietra a Venezia ha mille storie da raccontare, basta volerle ascoltare.

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03/03/2010

Rialto cuore della città

rialto.jpgRialto è una zona del sestiere di San Polo, conosciuta in particolare per il suo mercato e per l’omonimo ponte.

Le prime notizie riguardo la zona risalgono al IX secolo, quando sulle isole Realtine, su entrambe le sponde del Rio Businiacus, sorgeva un piccolo villaggio noto come Rivoaltus ("riva alta"). Oggi invece Rialto è una delle zone più basse della città e più soggette, quindi, all’acqua alta.
Inizialmente il centro cittadino veneziano era localizzato sulla sponda occidentale del canal Grande, ma il seguente sovraffollamento dell’area costrinse a decentrare le attività verso quella che oggi è l' area di San Marco, che divenne poi il centro politico e mercantile della città, subordinando Rialto.

Rialto rimase comunque una zona importante, specie dopo il 1097, quando vi fu trasferito il mercato di Venezia, ancora oggi estremamente vitale. Nel secolo successivo nei pressi del mercato un ponte di barche venne costruito sul Canal Grande. Questo ponte venne presto rimpiazzato da un ponte di legno, e poi, in seguito a vari crolli, dall'attuale Ponte di Rialto, una delle icone della città.

L’area del mercato di Rialto è caratterizzata da un tessuto urbano estremamente articolato e ricco di edifici monumentali, abitazioni, attività artigiane, negozi, bar e osterie. L'Assessorato comunale alle Attività produttive, in collaborazione con le associazioni di categoria Confcommercio, Ascom Venezia, Confartigianato Venezia, Confesercenti Venezia, Cna e Apt, ha presentato in questi giorni, durante una conferenza stampa, a Ca' Farsetti, il progetto di marketing territoriale denominato "Rialto cuore della città". Il progetto si colloca nella più generale azione di promozione e sostegno dello sviluppo economico dell'area, che da tempo è oggetto di un piano di ridisegno e sostegno delle attività del mercato da parte dell'Amministrazione comunale. Tra gli obbiettivi, il rilancio dell'immagine del mercato e la promozione di Rialto nel turismo internazionale di qualità.