Il corpo umano: “Macchina Imperfetta”

La Macchina Imperfetta” andrà in scena a Mestre, presso il Centro Culturale Candiani, fino all’1/12/2013.

Macchina Imperfetta

I protagonisti di questo appuntamento saranno Dosaka Maike, Federica Palmarin, Andrea Tagliapietra e Fabrizio Vatta, che porteranno lavori recenti, e in buona parte inediti, avviando un confronto sul tema del corpo umano nella sua condizione di “macchina imperfetta”, in balia di complesse dinamiche comportamentali e sociali. Continua…

Colori in Laguna

mostra, san marco, mestre, pitturaSabato 9 febbraio alle ore 11:00, presso il Palazzo delle Prigioni a San Marco, l’assessore comunale alle Attività culturali, inaugurerà la mostra “Colori in Laguna”; una collettiva d’arte contemporanea dell’associazione culturale pittori e scultori di Mestre “La Torre”. 

L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato comunale alle Attività culturali, è organizzata in collaborazione con “Il Circolo Artistico di Venezia”, che organizza e gestisce le attività che si svolgono nelle sale del Palazzo delle Prigioni.

“Colori in Laguna”, sarà visitabile gratuitamente fino al 26 febbraio, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. La mostra propone paesaggi lagunari, scorci veneziani, mosaici, riproduzioni e sperimentazioni di Aldo  Caselli, Alfredo Castellani, Elisa Baraldi, Daniele Cabianca, Giovanna  Candeago, Eros Cazzaro, Federico Desanti, Oronzo Giannuzzi, Luciano Idi, Sandro Pavan, Enrico Oselladore, Franco Rossato, Annamaria Salvadori, Michele Serena, Toni Serena, Gianni Simionato e Luigino Tenderini.

“La Torre di Mestre”, associazione attiva dal 1974 rappresenta la più longeva realtà collettiva di artisti ed è un riferimento della cultura in terraferma. Oltre alle tradizionali mostre mensili in centro a Mestre nella storica via Palazzo, lo spirito di impegno sociale nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte, ha visto il gruppo impegnarsi in diverse manifestazioni in tutta la regione.

 

Progetto Biennale College-Cinema

3691604158.jpgL’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, si era chiusa con qualche strascico di polemiche, niente di nuovo direte, ma queste in particolare riguardavano il calo degli incassi, e la scarsa presenza di registi giovani.

Se la prima questione si potrebbe anche liquidare con un generico “c’è crisi”, la seconda merita maggiore approfondimento.

Infatti una scarsa presenza di voci giovani in una delle maggiori rassegne cinematografiche italiane e mondiali, si può spiegare anche con la cancellazione della sezione Controcampo italiano dedicata alle opere prime degli emergenti, sezione che era stata reintrodotta durante la direzione artistica di Marco Müller, e che il suo successore Alberto Barbera ha invece liquidato definendola una “riserva indiana”.

Quest’anno si riparte, con un nuovo progetto, il 2013, è bene ricordarlo, sarà l’anno in cui la Mostra compie 70 anni, e sono molte le novità previste. Tra queste il progetto Biennale College-Cinema, concorso dedicato alle opere prime e seconde, che per la prima volta nella storia del festival lagunare si propone come laboratorio creativo e di produzione.

In tutto sono stati 433 i registi, di 77 paesi diversi, che hanno partecipato al concorso come emergenti, tra questi hanno superato la prima soglia della selezione soltanto in 15. I team di ciascun progetto composti da un regista e un produttore, hanno appena concluso il primo workshop di 10 giorni che si è svolto proprio a Venezia, durante il quale hanno anche avuto modo di presentare le loro opere alla presenza della stampa, del presidente Paolo Baratta e del direttore Alberto Barbera. Solo tre di essi accederanno al secondo workshop di 15 giorni che si terrà entro il mese di marzo, e alla fine del quale cominceranno le produzioni dei tre lungometraggi vincitori di un finanziamento di 150 mila euro, messo a disposizione dalla Biennale con il sostegno di altri sponsor.

Questo progetto è la strada giusta per aiutare i giovani creativi? Beh di sicuro è una delle possibili strade.

 

Tempo, letture e profezie

san giorgio, libri, mostra, Fondazione Giorgio CiniSiamo scampati alla nefasta profezia Maya e ci apprestiamo già a far festa con il colorato carnevale veneziano, ma in laguna diamo sempre spazio alla cultura, con mostre ed eventi, grandi e piccoli, per tutti i gusti.

Oggi vi parlo di una piccola mostra, visitabile fino al 13 febbraio, e ideata con il preciso scopo di valorizzare e far conoscere al pubblico il prezioso patrimonio conservato presso l’Isola di San Giorgio Maggiore.

Lo staff del Coordinamento Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini ha allestito un’interessante  esposizione con alcuni degli esemplari più significativi delle loro preziose raccolte antiche, creando un percorso dedicato al concetto di tempo. 

La mostra è stata pensata ed organizzata in bacheche tematiche: nella prima, si affronta la misurazione scientifica del tempo; nella seconda, i pronostici; nella terza, le profezie e i libri di ventura; nella quarta, la medicina e le ricette per il “buon vivere”; nella quinta, l’arte del “ben morire”; nella sesta: il ritorno all’Assoluto. 

Il tempo, inteso come la dimensione nella quale si verificano gli eventi, ha la necessità di essere misurato per poter concepire e determinare il passato, il presente e il futuro. Dopo alcuni esempi di studio e misurazione del tempo, la mostra prosegue documentando un aspetto rilevante della cultura del Rinascimento: la convinzione di poter guardare al futuro per affrontare profeticamente gli avvenimenti che in quegli anni risultavano essere spesso poco rassicuranti (guerre, epidemie, eclissi solari). 

Vengono a tal proposito esposti alcuni splendidi esempi dei più famosi libri di ventura, di profezia e di chiromanzia. Insomma, basta Maya, sull’argomento profezie anche noi italiani ne abbiamo parecchie da raccontare.

Sul tema del tempo, mi viene poi in mente un bel pensiero di Daniel Pennac, con il quale vi lascio (per ora) “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.

Lo dedico a tutti quelli che dicono che non leggono, libri, giornali, e magari anche il mio blog, perché non hanno tempo.

 

Atto primo, quattro tempi

Zattere, John Cage, Giorgio Faletti, squero, accademia, mostra, galleriaNasce l’Officina delle Zattere in Fondamenta Nani, a due passi dal mio ex liceo. L’inaugurazione del nuovo spazio espositivo è fissata per il 30 novembre.

L’Officina delle Zattere nasce difronte allo Squero di San Trovaso, e si va ad aggiungere alle altre prestigiose sedi situate all’interno del “chilometro della cultura”, dal Ponte dell’Accademia alla Punta della Dogana.

L’apertura dell’Officina delle Zattere coincide con l’inaugurazione di ben quattro mostre, tutte visitabili gratuitamente fino a fine gennaio e racchiuse sotto il nome di “Atto primo, quattro tempi”.

Primo tempo: “John Cage 100 anni. Silenzio” di Emanuel Dimas de Melo Pimenta.

Secondo tempo: “Da quando a ora”, mostra personale di Giorgio Faletti curata da Tiziana Leopizzi.

Terzo tempo: “Il suono delle cose” di Massimo Donà.

Quarto tempo: “Sinestetiche visioni, sound digital art” di Giorgio Merigo, a cura di Roberta Semeraro.

Gestita dalla società Arte Eventi Venezia, l’Officina delle Zattere è un ambiente unico nel suo genere, grazie al contrasto tra la semplice e tradizionale architettura industriale del luogo, e il complesso conventuale degli Artigianelli nel quale è inserita. 

Gli ambienti sono stati recuperati nella loro struttura originaria, con un restauro dell’architetto Fulvio Caputo, che ne ha evidenziato gli elementi tipici dell’architettura industriale veneziana dei primi ‘900.

L’Officina delle Zattere vuole affermarsi nell’ambito culturale veneziano come fondamentale punto d’incontro di arte e cultura: la volontà è quella di valorizzare l’arte contemporanea, grazie anche alla Direzione Artistica, affidata al maestro Marco Agostinelli, che si è affermato nel panorama artistico veneziano per  le sue numerose iniziative a Palazzo Zenobio. 

L’Officina ha un’area coperta di circa 600 metri quadrati, composta da otto sale espositive e gallerie, due aree riposo, per consultazione e internet-point, uno spazio esterno di oltre 100 metri quadrati, in parte coperto e in parte scoperto, che può ospitare esposizioni di sculture e installazioni.

 

The Moleskine Party

architettura, serra, Moleskine, mostra, festaVenerdì 16 novembre dalle 18:00 alle 23:00, si terrà il The Moleskine Party, presso il Moleskine Temporary Store alla Serra dei Giardini, Via Garibaldi 1254, Venezia.

Sarà una festa tra design e musica, nell’ambito dell’Evento Collaterale “A Better World” della 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale. 

In occasione del lancio del libro “Detour”, a cura di Raffaella Guidobono, sarà allestita anche una mostra visitabile fino al 26 novembre, con cinque taccuini originali di Formafantasma, Paula Scher, Gamfratesi, Rebec Hohoho, Sirene Elise Wilhelmsen, presenti nel volume, accanto ai tre autori BCXSY, Corentin Dombrecht e Gianni Gebbia, che hanno donato nell’ultimo mese il taccuino alla Fondazione lettera27, per il futuro del progetto Detour.

Rappresentati in Detour ci sono grandi esponenti di tutte le principali professioni creative dei nostri giorni: architetti, designer, musicisti, registi, curatori, fotografi, artisti, graphic novelist e anche blogger, che hanno donato i loro taccuini alla fondazione non profit lettera27, partner del progetto, dando così vita, con Moleskine, a una mostra itinerante che ha viaggiato intorno al mondo, toccando: Londra, New York, Parigi, Berlino, Istanbul, Tokyo, Shanghai, e ora Venezia.

In tutto sono stati 275 i taccuini raccolti in questo viaggio, organizzati poi nel libro in 5 categorie: Visionari, Semantici, Virtuosi, Romantici e Ironici. 

Ogni taccuino tiene traccia di storie, visioni, viaggi, progetti, mostrando il dietro le quinte del processo creativo degli autori.

L’allestimento della festa prevede diverse postazioni dove sperimentare, giocare, disegnare e raccontarsi con matite, album e taccuini.

Chi mi conosce sa che io uso molto lo strumento tecnologico, e come negli ultimi anni, nonostante abbia ancora per casa un sacco di libri cartacei, mi sia concentrato sugli ebook, tuttavia nulla può ancora sostituire, e forse non lo farà mai, la praticità e la bellezza di prendere un appunto su carta e/o di fare un rapido schizzo, o se preferite scarabocchio. Infatti, assieme a computer, smartphone ed ereader, tra i miei più fedeli compagni c’è proprio una Moleskine.

 

Mockba Underground

università, ca foscari, mosca, mostra, pitturaCon il tempo il peso della cortina di ferro li trasformò negli autori dell’arte non ufficiale, dell’underground moscovita. Oggi nelle loro opere si può leggere anche una prima timida espressione del “disgelo”, portato dalla scomparsa di Stalin nel 1953, dal nuovo indirizzo politico di Nikita Chrušcëv, prima della successiva “stagnazione”, con l’avvento al potere di Brežnev.

Loro erano gli artisti “senza orientamento” che crescevano e si confrontavano negli spazi angusti dei loro appartamenti in condivisione, nel silenzio e nelle censure che li tennero nell’ombra fino a metà degli anni Settanta.

Oggi, molti dei loro nomi sono arrivati per la prima volta in Italia, grazie a un’interessante mostra realizzata in esclusiva per l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e curata da Giuseppe Barbieri, Silvia Burini, Nikolaj Kotrelev e Sergej Aleksandrov. La mostra, visitabile fino al 19 novembre, propone 110 opere della collezione privata del magnate russo Aleksander Reznikov, e ripercorre la genesi e l’evoluzione della pittura astratta russa dagli anni Sessanta in poi. 

Negli spazi di Ca’ Foscari Esposizioni, ci sono opere di Elij Bljutin, Julo Sooster, Vladimir Jankilevskij, artisti che nel 1962, durante la celebrazione dei trent’anni del Manež – la più prestigiosa istituzione artistica sovietica – il leader Chrušcëv insultò pesantemente, solo perché erano originali, irriverenti, coraggiosi, distanti dai canoni “ufficiali” del realismo socialista.

Eppure, come spesso capita nell’arte, proprio da un insulto nacquero opere di valore, così come di valore è l’allestimento che le propone ora a Venezia, in modo audace e coinvolgente.

La mostra è a ingresso libero, durerà fino al 19 novembre, e sarà aperta dalle 10:00 alle 18:00, tutti i giorni, tranne il martedì.

 

La collezione Schulhof è arrivata a Venezia

peggy guggenheim, mostra, Schulhof, Alexander Calder, Lucio Fontana, Andy WarholVenezia non è solo uno straordinario scrigno che custodisce infinite bellezze di epoca gotica, rinascimentale e barocca, ma anche una delle città italiane dove maggiore è la quantità e qualità di opere d’arte contemporanea, grazie a numerose realtà internazionali, come la Collezione Peggy Guggenheim.

La casa-museo di Peggy a Venezia, s’è arricchita in questi giorni di nuove opere di alto profilo, grazie ad una donazione del tutto eccezionale.

Per volontà della Sig.ra Hannelore B. Schulhof, le opere che ha donato alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, dovranno infatti essere esposte in maniera permanente a Palazzo Venier dei Leoni, e saranno riconosciute come “Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof”. Si tratta di ben 83 opere d’arte italiana, europea e americana del secondo dopoguerra.

Un generoso lascito proveniente dalla collezione privata della ricca collezionista americana, scomparsa lo scorso 23 febbraio, e del marito Rudolph B. Schulhof, scomparso invece nel 1999.

Per avere un assaggio di parte di questo patrimonio unico, giunto nei giorni scorsi in laguna, è in programma per il 12 ottobre 2012, dalle 17:00 alle 20:00, un’apertura gratuita del museo. Un’occasione davvero da non perdere.

La collezione Schulhof potrà però essere goduta nella sua interezza solo a partire dalla fine di maggio 2013, in occasione della 55^ Esposizione Internazionale d’Arte.

Ecco i nomi di alcuni artisti che grazie a questa collezione andranno a dare ulteriore lustro al Peggy Guggenheim: Afro, Alberto Burri, Alexander Calder, Giuseppe Capogrossi, Frank Stella, Willem de Kooning, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Jasper Johns, Donald Judd, Mark Rothko, Claes Oldenburg, Cy Twombly, Sol Lewitt, Anish Kapoor e Andy Warhol.