14/09/2011
I Misteri del Sotoportego
In mostra alla Scuola Grande della Misericordia, in questi giorni, venti opere di grande formato (due metri per tre e oltre) dell'artista svizzero Pierre Casè, realizzate con tecniche e materiali misti, ispirate ai tipici sottoportici veneziani.
Prendendo spunto dal nome evocativo di molti di loro, Alberto Toso Fei, su sollecitazione dello stesso Casè, ha selezionato e presentato, a suo modo, dieci aneddoti fantastici che riguardano altrettanti dei venti sottoportici veneziani oggetto dell’attenzione dell’artista.
Pierre Casè, Misteri del Sotoportego con dieci storie di Alberto Toso Fei
Scuola Grande della Misericordia, Cannaregio 3599, Venezia - ingresso libero dalle ore 10:00 alle 18:00 fino al 30 ottobre (chiuso lunedì).
Pierre Casè
Pierre Casè, 67 anni, è un artista ticinese la cui attività è apprezzata sia a nord, nei cantoni tedeschi e francesi, che a sud, in Italia, ma è anche figura significativa in ambito culturale per aver ricoperto a lungo la carica di presidente nazionale della Società dei Pittori scultori e Architetti Svizzeri e per aver tenuto con grande professionalità, dal 1990 al 2000, la direzione artistica della Pinacoteca Casa Rusca di Locarno.
Alberto Toso Fei
Alberto Toso Fei, 43 anni, è discendente di una antica famiglia di vetrai di Murano, ed è un esperto di storia veneziana e di misteri. Ha scritto alcuni libri che costituiscono una sorta di antologia del mistero su Venezia e la sua laguna.
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12/11/2010
Avvistamento UFO a Venezia
Oggi ho deciso di trattare un argomento insolito per questo blog. Vi racconterò di un avvistamento UFO avvenuto pochi giorni fa a Venezia.
Ho letto la notizia sui giornali e l'ho trovata curiosa, visto che conosco bene la zona dove si sono svolti i fatti.
Verso la mezzanotte del 4 novembre, due ragazze, dopo essere scese alla fermata del vaporetto dei Giardini, si incamminarono per far ritorno a casa in direzione di Riva dei Sette Martiri e, poco dopo, videro una coppia di turisti di mezza età che guardavano attoniti verso l’alto. Alzarono incuriosite la testa, e si accorsero della presenza di una luce, molto luminosa, nel cielo.
Si trattava di un “oggetto” sferico, giallo e molto luminoso, che spostandosi lasciava una sorta di scia rossastra. La luce rimase visibile per diversi minuti e, cosa ancora più curiosa, si muoveva alternando momenti di staticità a bruschi spostamenti.
Dopo aver effettuato alcuni movimenti impossibili per un aereo, come delle curve a gomito e delle brusche frenate con stazionamento, l’Ufo, attenzione oggetto volante non identificato, non astronave aliena, ha accelerato muovendosi in direzione del Lido per poi sparire, ma poco dopo, altro fatto curioso, un’altra luce è apparsa poco distante nel cielo e ha, dopo poco, seguito la precedente, per scomparire anch’essa all’orizzonte. Alla fine di questo insolito spettacolo i turisti si sono allontanati e le due ragazze si sono trovate a chiedersi cosa avessero realmente visto. In particolare una delle due era molto scossa e turbata dall’insolita esperienza, tanto da aver non poche difficoltà, una volta arrivata a casa, ad addormentarsi e accusando anche lievi malesseri fisici.
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27/09/2010
Fantasmi veneziani
Venezia è ricca di storia, tradizioni e leggende, è una città che ha mille storie da raccontare, spesso avvolte da un alone di mistero, tra queste ci sono molte storie di fantasmi che farebbero la loro comparsa tra le calli e negli antichi palazzi. La storia che vi racconto oggi risale al 1929, in una sera di Novembre e ha come protagonista il medico personale del Vescovo di allora.
Dopo aver svolto il suo lavoro il dottore tornava verso casa a bordo di una gondola, quando udì delle grida provenire da una casa dalle parti di San Pietro di Castello, vicino al sottoportico Zurlin, il più basso della città. Una ragazza l’aveva riconosciuto e cercava di attirare la sua attenzione. Il medico si affrettò e scoprì che la giovane invocava aiuto per la madre che aveva la polmonite.
La donna in passato era stata una domestica del dottore che si affrettò a soccorrerla e a prestargli le dovute cure. Quando la donna si riprese il medico si congratulò con lei per la figlia che era stata così premurosa e attirandolo l’aveva salvata, ma la donna sentendo quelle parole impallidì, sua figlia infatti era morta circa un mese prima.
Effettivamente della ragazza il medico, guardandosi attorno sconvolto, non trovò più traccia.
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