02/03/2012

Giovani e lavoro

lavoroNegli ultimi giorni "Il Gazzettino", maggiore quotidiano del Nord Est, ha ospitato una serie di articoli che hanno dato vita ad un’interessante discussione, nata dalla lettera di un ragazzo di 20 anni che si chiedeva quali opportunità lavorative offra oggi Venezia alle nuove generazioni.

Non so se posso parlare a nome dei giovani, visto che tra non molto compirò 35 anni, ma senza dubbio l’argomento mi interessa e lo sento mio.

Credo che Venezia, così come ogni altra città italiana, possa offrire delle opportunità a chi ha la voglia, la forza e magari, perché no, il coraggio e, a volte, l’imprudenza, di cercarle, con fiducia o, addirittura, con fede. Fede nelle proprie possibilità, nel proprio Paese e nelle nuove tecnologie che rendono, giorno dopo giorno, il mondo un luogo sempre più piccolo, nel quale è possibile lavorare per un’azienda americana o giapponese senza necessariamente doversi spostare da casa propria, in Italia.

Dei giovani si parla tanto, quasi sempre in modo inappropriato, spesso si tende ad offenderli, nel migliore dei casi a compatirli.

Personalmente, per quella che è la mia esperienza, credo che per ogni “bamboccione” ci siano almeno dieci ragazzi in gamba, che non avranno difficoltà, se non perdono la fiducia, a trovare lavoro, o magari ad inventarsene uno.

Quando frequentavo le superiori e, in parte, anche mentre ero all’università, molti docenti guardavano la mia generazione con sufficienza, facendo intendere, in modo neanche tanto sotteso, che non avremo combinato granché nella vita. Oggi, tra i miei amici e coetanei, ci sono persone di successo, quasi tutti sono sposati o, ad ogni modo, non vivono più in famiglia, molti hanno dei buoni stipendi e ottime prospettive di carriera, ma soprattutto, un buon numero, tra i quali anch’io, fanno un lavoro che amano e che riserva soddisfazioni, non solo economiche, che comunque restano ovviamente molto importanti.

Credo che i ventenni di oggi, tra qualche anno, potranno voltarsi indietro e fare quello che ora faccio io, uno sberleffo e un “alla faccia vostra” a chi gli derideva anziché puntare sull’innovazione vera, non quella tecnologica, ma quella delle giovani menti.

Bisogna sicuramente rimboccarsi le maniche, ma la cosa più importante è non rinunciare ai propri sogni. Mai arrendersi ragazzi! Le opportunità ci sono, e se non riuscite a vederle, cercate altrove e aguzzate la vista.

 

08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in opinioni, sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lavoro | OKNOtizie |  Facebook

12/10/2011

Vivere e studiare a Venezia: il lavoro

lavoroAmici miei,

se vi ho fatto spendere tutti i quattrini raccomandandovi buone osterie e suggerendovi qualche corso formativo, è giunto anche il momento di consigliarvi il modo per mettere via qualche soldino. Se siete studenti, non sarà forse facile trovare qualcosa di appassionante e travolgente, ma è tutto ripagato con l'antidolorifico del part-time. Girando Venezia in lungo in largo e intorno, è molto facile scorgere tra le vetrine dei locali la richiesta di baristi, camerieri e collaboratori vari per bar, ristoranti e pizzerie al taglio. La cosa migliore è strappare un contratto, dove così non è, assicuratevi di non essere sfruttati per nulla, purtroppo qui non siamo in Olanda, dove fino a 23 anni il giovane lavoratore deve avere una soglia minima di guadagno. In questo campo, non è sempre richiesta l'esperienza, può essere molto utile la conoscenza di altre lingue e può servire una gran dose di spigliata simpatia, giusto per strappare qualche mancia (agli stranieri, ovviamente!).

Per chi non ha voglia di fare il giro dei bar con il curriculum in mano, c'è il sito di Bakeca, sempre aggiornato su lavori di ogni tipo e dove voi stessi potete proporvi per qualcosa con un annuncio (http://venezia.bakeca.it/offerte-di-lavoro-0). E ancora, visitando il sito dell'ESU (Diritto allo studio), troverete mensilmente diverse proposte di lavoro che variano dalla ricerca di architetti neo-laureati a quella di promoter nei negozi (link). Infine, e mi rivolgo in special modo alle ragazze, a Venezia sembra piuttosto semplice trovare un lavoretto da baby-sitter, sarà che non ci sono le automobili e tutti si sentono particolarmente legittimati ad avere un sacco di bimbi. In questo caso, vale spesso il passaparola, ma se non sapete da chi farlo fare perché per voi è la prima volta, fatevi un giro di asili ed elementari e appendete i vostri bei annunci con orsetti disegnati e quant'altro. Assicuratevi – vale la pena ricordarlo –  che vi piacciano i marmocchi, va bene che non ci sono le automobili, ma perdersi un piccoletto tra le calli suscita spesso coccoloni (forse in entrambi i sensi).

Roberta

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