Venezia tenuta assieme da cartone e scotch

polemiche, chiesaChi ama Venezia, indipendentemente dal suo livello di conoscenza della città, si stupisce di continuo davanti alle tante piccole e grandi sorprese che ha in serbo. Allo stesso modo, chi la ama non può non arrabbiarsi difronte al degrado che si manifesta in molte situazioni diverse, più o meno gravi, con responsabilità diverse, anch’esse di varia gravità.

Una delle chiese più grandi e belle di Venezia è quella dei Santissimi Giovanni e Paolo, che tra i tanti elementi apprezzabili ha una variopinta vetrata quattrocentesca realizzata a Murano. 

L’opera, la cui composizione è stata attribuita a Bartolomeo Vivarini, è di grande pregio ed originalità, nonostante nel tempo sia stata più volte restaurata.

Negli ultimi anni però la sostanziale ignoranza del concetto di ordinaria manutenzione, ha portato ad un graduale distacco di vari elementi vitrei, l’ultimo dei quali era parte del collo del drago ucciso da San Giorgio.

I buchi, causati da infiltrazioni d’acqua e anche da alcuni atti vandalici, sono stati scandalosamente rattoppati con cartone e nastro adesivo, visto che in una città che incassa dal turismo cifre astronomiche, e ne spreca gran parte in colossali ca***te, non si riescono, a quanto pare, a trovare 300mila euro per un restauro completo, che usi materiali un po’ più nobili, di quelli acquistabili per pochi euro in ogni cartoleria.

Il successo della Notte dell’Arte

università, chiesa, eventiMolto bella al prima notte bianca dell’arte a Venezia. Non ho fatto le due del mattino, ma ho comunque visitato diverse mostre ed installazioni interessanti. In particolare, sull’onda della nostalgia ho visitato una mostra nel mio ex liceo, il Liceo Artistico Statale di Venezia e una nella sede di San Sebastiano, dove ho seguito la maggior parte dei corsi negli anni dell’università.

Ne ho anche approfittato, per visitare la mostra The Art of Hard Rock al teatro Goldoni, eccezionalmente aperta in notturna. La mostra ha ottenuto ottimi risultati, essendo visitata in pochi giorni da quasi 2000 persone, complici naturalmente la posizione centrale del teatro e il fatto che sia ad ingresso gratuito.

In generale passeggiare per Venezia la sera è sempre piacevole, ma trovare letture di poesie, concerti e mostre ad ogni angolo lo è stato ancora di più. Naturalmente si può ancora migliorare, coinvolgendo più gallerie ed altri esercizi commerciali e pubblicizzando meglio e di più l’iniziativa, ma era solo il primo anno.

A poche ore dall’Art Nigth, in cui è andata in scena (per parafrasare un noto politico veneziano) la Venezia migliore, purtroppo un duo di imbecilli come un’orda barbarica ha devastato la chiesa di Santa Erosia, nell’isola delle Vignole. Hanno gettato libri sacri a terra, hanno rotto la teca che custodisce il calice con le ostie, buttato in un canale la statua lignea del Cristo e poi, dopo aver mangiato alcuni pacchetti di patatine tra i banchi rovesciati e danneggiati, hanno fatto suonare le campane a morto. Non contenti i due ragazzini di 16-17 anni hanno lasciato la chiesa con addosso dei paramenti religiosi. Mossa ardita quanto stupida che ha portato al loro immediato fermo da parte della polizia che ha bloccato i vandali salvandoli anche dall’inseguimento di alcuni residenti.

Presepi in mostra

maddalena280.jpgVi ho parlato nel precedente post della chiesa di Santa Maria Maddalena, conosciuta dai veneziani semplicemente come La Maddalena, un edificio che si trova a Cannaregio e costituisce uno dei migliori esempi di architettura neoclassica in città.

La chiesa fu eretta nel 1222, ma subì vari interventi e rifacimenti nei secoli, fino ad arrivare agli inizi del Settecento, quando venne completamente rinnovata. Nel 1780 poi, venne interamente ricostruita su disegno di Tommaso Temanza che gli diede l’attuale pianta circolare. Nel 1810 fu revocata dal ruolo di chiesa parrocchiale e nel 1820 fu chiusa, per essere riaperta in seguito come oratorio.

Attualmente è una chiesa rettoriale dipendente dalla parrocchia di San Marcuola e viene spesso utilizzata per l’allestimento di mostre, come nel caso di Giraffe Bottle Gun, a cui ho dedicato un post in occasione della 53a Biennale d’Arte di Venezia.

Questa chiesa inoltre ospita in questo periodo, da diversi anni, una mostra di presepi che merita una visita se vi trovate a Venezia. Vi si trovano presepi grandi e piccoli, italiani e stranieri, antichi e contemporanei, una piccola mostra con una selezione di pochi presepi, ma di alta qualità.

presepi

SPAM sui monumenti

simeon.jpgIl FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano lancia l’allarme, è preoccupato per il fenomeno degli enormi cartelloni pubblicitari che nascondono i monumenti in molte città.

La pratica di ricoprire i monumenti in restauro con grandi immagini degli sponsor che partecipano al finanziamento dell’intervento è una prassi ormai diffusa in molte città tra cui anche Venezia. Ma ora il FAI denuncia “fenomeni come quello che interessa a Venezia l’area del Ponte dei Sospiri, non più visibile a causa di un’imponente copertura pubblicitaria”.

In effetti l’intervento di copertura fatto al ponte dei sospiri, anzi tra palazzo Ducale e i Piombi, incorniciando di fatto il ponte è, come si suol dire, un pugno nell’occhio, ma sono molte altre le presenze pubblicitarie ingombranti in città, alle Gallerie dell’Accademia, sulla chiesa di San Simeon Piccolo, quasi a salutare i turisti che arrivano in treno, e in molti altri siti.

Pur comprendendo la necessità di reperire fondi per la tutela del nostro immenso patrimonio storico e artistico, anche grazie agli sponsor privati, il FAI ritiene però che la tutela venga meno se la pubblicità non resta a livelli “accettabili”.

La discussione è sicuramente interessante e complessa, non sarà facile trovare un equilibrio, ma è giusto provarci e sicuramente interventi come quello del FAI aiutano a tenere sotto controllo la situazione prima che sfugga di mano.

La Notte Famosissima

redentore.jpgSabato a Venezia si festeggia, come ogni anno, la Notte Famosissima. La festa del Redentore, che, come la festa della Madonna della Salute (che si festeggia il 21 Novembre) ricorda un voto fatto per salvarsi da una pestilenza.
La Festa del Redentore ricorda ancora oggi ai Veneziani e al mondo intero il flagello che verso la fine del 1500 colpì l’intera Europa: la peste!
Dal 1575 al 1577 il morbo portò alla morte migliaia di persone, 50000 in meno di 2 anni, nella sola Venezia, tra cui forse anche il pittore Tiziano Vecellio morto nel 1576 quasi centenario.
Il contagio era arrivato in città quasi certamente portato dai topi, arrivati nelle stive delle navi che giungevano dall’Oriente con cui la Serenissima intratteneva intensi traffici commerciali.
All’epoca le pestilenze erano considerate una sorta di castigo divino, fu così che il 21 settembre del ‘576 il Senato Veneziano approvò la proposta del Doge Alvise Mocenigo di fare un voto solenne per invocare la fine della pestilenza e la salvezza della città.
Nel caso il voto fosse stato ascoltato, sarebbe stato costruito un tempio “che i successori anderanno solennemente a visitare […] a perpetua memoria del beneficio ricevuto“.
Fu deciso, dopo numerose discussioni, che il Tempio dedicato al Cristo Redentore sarebbe stato costruito sull’isola della Giudecca. Il 3 maggio del 1577 con funzione solenne fu posta la sua prima pietra.
La terza domenica di luglio dello stesso anno il Doge Sebastiano Venier proclamò finalmente la Serenissima libera dal contagio pestilenziale.
In pochi giorni fu costruita una chiesa provvisoria in legno per celebrare la fine della peste e fu realizzato un ponte di barche per collegare la Giudecca con la riva opposta affinché il corteo guidato dal Doge potesse raggiungere la chiesa per le solenni funzioni di ringraziamento.
Il ponte votivo di barche è, ancora oggi, uno degli elementi caratteristici di questa importante festa cittadina.
Dobbiamo l’aspetto dell’attuale chiesa del Redentore alla genialità di Andrea Palladio a cui fu affidato il compito della progettazione. Il Tempio fu ultimato e consacrato nel 1592 a 15 anni dalla posa della prima pietra. Un tempo record per l’epoca.
I festeggiamenti non sono limitati alla chiesa del Redentore ma si estendono, come da secolare tradizione, a tutta Venezia, con numerose manifestazioni in campi e campielli. La Regata del Redentore è una di queste manifestazioni che, assieme ai fuochi d’artificio, sono tra i momenti più spettacolari per le migliaia di persone che ogni anno vi assistono.
I fuochi artificiali sono una tradizione recente, introdotta nel 1978, per dare un’impronta moderna alla festa antica e, oggi, sono uno degli elementi più amati della ricorrenza.
Lo spettacolo pirotecnico è davvero grandioso sia per la durata di circa 45 minuti ininterrotti, che per la qualità, e per lo scenario davvero unico in cui si svolge.

Durante la notte il Bacino di San Marco e tutta la laguna fra Venezia ed il Lido brulicano di barche cariche di veneziani e turisti che festeggiano mangiando e cantando…
Molti giovani concludono la festa al Lido aspettando l’alba. Ci sono numerose feste e spettacoli, tutta la città si anima per una notte.
Anche quest’anno, in occasione della festa, Actv (Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano) ha istituito servizi speciali sia per le linee di navigazione che automobilistiche.
A partire dalle ore 20 di sabato 18 luglio, in direzione Mestre – Venezia e, per il deflusso, a partire da mezzanotte e mezza di domenica 19 luglio, da Piazzale Roma, sia per le linee verso Mestre che per le linee extraurbane. Questi servizi straordinari termineranno alle ore 4.30 del mattino, quando riprenderà la circolazione degli autobus con orario festivo.