11/01/2012
L’acqua salverà Venezia dall’acqua
Ieri stavo tornando a Venezia in aereo da Catania e un signore davanti a me leggeva il giornale. L’occhio m’è caduto su una notizia curiosa e decisamente interessante, ora non ricordo esattamente il titolo, riportato dal quotidiano, ma l’ho tenuto a mente il tempo necessario per poter, una volta fatto ritorno a casa, approfondire la questione cercando informazioni online.
Come noto Venezia ha una rapporto molto particolare con l’acqua, è una città che vive come sospesa, l’acqua è la sua forza, la sua particolarità, la sua ricchezza, ma è anche il suo peggior nemico, e non parlo del fenomeno dell’acqua alta, fastidioso o poco più, ma di un progressivo rischio per la vita stessa della città, specie se il livello medio del mare aumenterà, come previsto da molti studi, a causa del riscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacci.
Questo problema peraltro non riguarda solo Venezia, ma moltissime città costiere, in ogni parte del mondo.
Tornando al capoluogo lagunare, come noto, da tempo si mettono in atto interventi ordinari e straordinari, per rubare centimetri alla laguna e al mare, ma spesso si tratta solo di soluzioni temporanee o di dubbia efficacia.
Ora però un nuovo studio condotto da Giuseppe Gambolati dell'università di Padova, insieme all'Ismar del Cnr, sembrerebbe aver trovato una nuova strada, forse risolutiva.
La cosa sorprendente è che alla base di questa nuova “ricetta” c’è proprio l’acqua. L’acqua per salvare Venezia dall’acqua, sembra un controsenso, ma non è così.
Per sollevare Venezia fino a 30 centimetri basterebbe infatti, secondo lo studio, pompare acqua nel sottosuolo attraverso appositi pozzi. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Water Resources Research, secondo cui sarebbero necessari 150 milioni di metri cubi d'acqua salata iniettati a 650-1000 metri di profondità.
Sarà questa la soluzione che salverà Venezia? E’ presto per dirlo, anche perché non mancano i rischi e vanno naturalmente valutati anche i costi. In ogni caso, ogni nuova idea che prenda in considerazione nuove strade per salvaguardare Venezia, merita sempre attenzione.
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11/11/2011
Energia dall'acqua alta
A ben pensarci è l’uovo di Colombo, ma come spesso capita con le idee semplici, la loro effettiva realizzazione spesso si scontra con innumerevoli problemi e scarsa fiducia.
Da qualche mese in tre punti della laguna e di fronte al Lido di Venezia sono in funzione dei congegni che stanno sperimentando la possibilità di ricavare energia elettrica dai flussi di marea.
Questi strumenti sperimentali inoltre, in alcuni casi, come per quelli installati lungo il canale della Giudecca, traggono energia anche da uno dei mali della città lagunare, che letteralmente se la mangia, il moto ondoso provocato dalle imbarcazioni a motore.
Il sogno di sfruttare il mare per produrre energia elettrica potrebbe essere ormai davvero molto vicino.
L’interesse per le energie rinnovabili è in costante aumento e idee come questa sono davvero brillanti, si tratta infatti di sfruttare un’energia già presente, che va solo valorizza, naturalmente non è semplice, bisogna tenere d’occhio i costi e molti altri aspetti, ma la direzione è quella giusta, bisogna sperimentare, per poi decidere.
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26/10/2011
L'acqua alta in webcam
Mentre scrivo questo post fuori piove a dirotto, o come diciamo noi a Venezia, “scravassa”. Ieri mattina ero nei pressi del Ponte delle Guglie e, come spesso capita in quella zona, c’era un po’ di acqua alta, ma nulla di allarmante. Questo però m’ha fatto ricordare che presto il noto, fastidioso, ma ormai caratteristico fenomeno, tornerà a presentarsi in tutta la sua umidità.
Per tenere meglio d’occhio la situazione il Centro maree ha recentemente installato nuove webcam, che trasmettono le loro immagini alle pagine del sito del Comune di Venezia per informare i cittadini sulla situazione del fenomeno.
Da ieri sono infatti visibili, oltre alle ormai rodate due webcam di Piazza San Marco (dal Museo Correr) e di Rialto (dal balcone di Ca' Farsetti), altre telecamere che consentiranno di visionare Piazza San Marco, e la Piazzetta dei leoncini con riprese dalla Torre dell'Orologio, e il Canal Grande verso Ca' Foscari e verso Rialto, dalla terrazza di Palazzo Cavalli.
Un modo nuovo ed efficace per dare una rapida occhiata alla situazione e decidere se indossare o meno gli stivali prima di uscire.
Cambiando discorso, per chi fosse in vena di investimenti, nonostante la crisi, segnalo che l’isola di Santo Spirito nella laguna di Venezia, a circa dieci minuti di motoscafo da piazza San Marco e cinque dal Lido, è in vendita.
L'isola ha una storia millenaria e ha ospitato nei secoli diverse congregazioni religiose, nel suo futuro forse un mega albergo o un centro direzionale, il costo non è al momento noto, ma di sicuro saranno in pochi, quasi sicuramente stranieri, a potersela permettere.
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13/04/2011
IL GATTO SENZA STIVALI
Cosa fanno i gatti di Venezia quando calli, campielli e fondamente vengono sommersi dall'acqua alta? Si potrebbe pensare che se ne stiano rintanati nelle loro soffitte, sprofondati in morbidi cuscini. Ma se il gatto in questione è un gatto innamorato, attraverserà impavido la città, saltando da briccole a cornicioni, da ponti a barconi, osservando meravigliato i veneziani che, muniti di stivali, affrontano l'invasione della marea.
20 illustrazioni per raccontare, attraverso la storia di un gatto, cosa succede a Venezia quando c'è l'acqua alta!
Oggi, mercoledì 13 Aprile, alle 17:30 presso il ristorante – bar – enoteca Bistrot de Venise (bistrotdevenise.com) sarà presentato il volume "IL GATTO SENZA STIVALI" di Roberto Bottazzo, con introduzione del maestro Giorgio Cavazzano.
Sarò presente perché trovo interessante l’opera sia da un punto di vista visivo che narrativo, ma anche perché ho il piacere di conoscere personalmente da molti anni l’autore.
Poco distante dal Bistrot de Venise, almeno per i canoni veneziani, che scarpinando si muovono ovunque in città, spesso in pochi minuti, alle 16:30 presso il cinema Giorgione, aprirà «Incroci di civiltà», festival letterario giunto alla sua quarta edizione, che ha come obbiettivo far incontrare nella città considerata crocevia di saperi e culture, le voci, le parole, le pagine raccontate dagli scrittori di ogni angolo del globo.
Il festival, di cui già avevo parlato in questo blog, si concluderà sabato 16 aprile.
Concludo questo post con una notizia curiosa che spero possa essere d’esempio, spingendo magari qualcuno a mettere mano al portafogli per sostenere concretamente il nostro immenso patrimonio storico artistico, e non parlo ovviamente solo di Venezia ma dell’Italia intera.
Alessandrina Tamburini, presidente onorario del Colorificio San Marco, ha festeggiato da poco i suoi 90 anni e nel farlo ha voluto donare alla città il restauro della Settecentesca scala del Massari, uno dei tre esempi di scala ovale presente in centro storico, che è così tornata al suo antico splendore dopo l'usura e le manomissioni che ne avevano alterato la bellezza.
E siccome i grandi vecchi sono tali perché ancora capaci di progettare e di guardare con entusiasmo e tante idee verso il futuro, la presidente Tamburini ha anche annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà la creazione di due premi in collaborazione con lo Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia): uno dedicato agli architetti e uno ai laureandi.
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27/12/2010
Anno bagnato anno fortunato?
Anno bagnato anno fortunato? Beh speriamo sia così, anche se sicuramente la pensano diversamente i tanti commercianti, albergatori, ristoratori e turisti che in tutto o in parte si son visti le feste di natale rovinate da pioggia ed acqua alta, che ieri ha concesso una tregua, ma ha caratterizzato in modo importante sia la vigilia che il giorno di Natale.
Ora, come detto, il fenomeno dovrebbe rientrare, ma in compenso tornerà il freddo e magari, chi lo sa, anche la neve.
Il 2010 che sta per chiudersi è stato un anno davvero nero per le acque alte, mai così numerose e capaci di creare grossi problemi e disservizi.
Bisogna al più presto pensare a delle soluzioni che possano limitare il più possibile questo fenomeno, il MOSE, ammesso che funzioni, molto probabilmente da solo non basterà, alzare le rive serve solo in parte, aumenta i percorsi pedonali “asciutti”, ma non risolve i problemi degli esercizi commerciali che restano allo stesso livello, si alza infatti solo la strada davanti a loro. Pensare a mini MOSE, come quello che sta dando buoni risultati a Chioggia, potrebbe essere un’idea, ma la morfologia Veneziana lo rende complesso.
Oggi idea è ben accetta e andrebbe attentamente valutata da chi di dovere. Se avete soluzioni o semplici proposte, per quanto bislacche vi possano sembrare segnalatemele pure, via email o lasciando un commento.
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06/12/2010
Venezia come Atlantide?
Vista da fuori, da chi non la conosce, Venezia con l’acqua alta può dare un’impressione piuttosto lontana dalla realtà. Il fenomeno è molto diverso dalle alluvioni che ultimamente hanno causato seri problemi in altre zone del Veneto e in altre regioni italiane, quasi tutte a serio rischio di dissesto idro-geologico.
L’acqua alta è un fenomeno limitato, generalmente, ad alcune aree della città e con cui i veneziani sono abituati a convivere, anche se, soprattutto nell’ultimo anno, i problemi non sono mancati.
Piazza San Marco è una delle zone dove per prime arriva l'acqua alta, così come a Rialto, in particolare, in Piazza, nell'ultimo anno, sono stati ben 200 i giorni in cui il fenomeno ha fatto la sua comparsa.
Qualche giorno fa ha raggiunto i 136 cm sul mediomare allagando molti negozi, bar e abitazioni al piano terra.
I veneziani che lavorano in piazza San Marco, iniziano ad essere davvero stanchi della situazione, nel 2009 sono andate perse, in tutto o in parte, 120 giornate di lavoro a causa di maree sopra gli 80 cm, quota sufficiente per iniziare ad allagare la Piazza. Nel 2010 sono stati superati i 180 giorni e, prima dell’imminente fine dell’anno si potrebbe arrivare a 200.
Gli esperti dicono che il mare in 10 anni è salito di circa 15 centimetri a causa del surriscaldamento, ma qualunque sia il motivo, i disagi stanno diventando sempre più difficilmente sopportabili.
Dal 2014, salvo imprevisti, sarà attivo il MOSE, che dovrebbe mettere al riparo la città da queste situazioni, ma tutti, favorevoli e scettici concordano che non si possa, e non si deva, puntare tutto solo su questo sistema di paratie mobili. Vanno innalzate le rive e vanno previsti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per impedire che il mare si riprenda la città.
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22/11/2010
Il baby Mose salva Chioggia
In questi giorni a Venezia sono tornati pioggia ed acqua alta. Il fenomeno dell'alta marea ha colpito anche Chioggia, ma ieri in questa città qualcosa è cambiato, è stato azionato il cosiddetto baby Mose, che funzionando a dovere ha permesso di eliminare l'acqua dal centro storico in circa 15 minuti.
Il baby Mose di Chioggia è una paratia sul Canal Vena che permette di difendere il centro storico.
Ieri mattina, verso le 8:30 il centro di Chioggia vedeva 115 centimetri di marea sul mediomare, ma dopo che la paratia è stata alzata e sono state azionate le pompe, il centro storico, con le sue tante attività commerciali, s'è presto ritrovato all'asciutto, causando non poco stupore e soddisfazione, sopratutto tra i commercianti.
Questa è la prima sperimentazione sul campo del sistema realizzato dal consorzio Venezia Nuova e azionato, già nella notte, dal Magistrato alle acque su richiesta del Comune.
Presto verranno completati i lavori anche per una seconda paratia a Chioggia, mentre per Venezia ci sarà ancora da aspettare, d'altra parte il Mose è ben più complesso di una singola paratia che blocca un canale. Il sistema che dovrebbe difendere Venezia dall'alta marea dovrebbe infatti bloccare il mare sulle varie bocche di porto.
In attesa che si possa ripetere il successo di Chioggia anche a Venezia, i disagi in questi giorni sono davvero notevoli.
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02/08/2010
Troppo sole fa male
Sicuramente è un buon consiglio per adulti e bambini, l’esposizione ai raggi solari è gradevole, ma va fatta con moderazione, ma non stiamo parlando di questo, da recenti studi, di cui si discute proprio in questi giorni sui media, pare che il sole faccia male a Venezia.
In particolare pare che un nuovo studio, pubblicato sul New scientist, dimostri che non sono solo le fasi lunari ad influenzare, come noto, le maree, ma anche l’attività solare.
I picchi di attività solare, facendo cambiare i percorsi delle ondate di maltempo sull'Europa, riescono quindi ad incidere sul livello delle acque in Laguna.
Quindi, semplificando l’equazione è, se fa più caldo ci saranno più acque alte.
I ricercatori dell'Università di Lisbona, studiando i livelli delle maree negli ultimi 60 anni, hanno messo in relazione le acque alte di Venezia con il comportamento del Sole, in particolare è stato dimostrato che le alte maree seguono un ciclo uguale a quello della nostra stella e che la presenza di macchie solari coincide con i picchi di allagamento in città.
Che il riscaldamento globale peggiorasse la situazione dell’acqua alta a Venezia non è una novità, ma che ci fosse una relazione diretta tra l’attività del sole e le maree questo lo è.
Visto l’andamento delle ultime estati, speriamo si trovi presto una soluzione capace di arginare il fenomeno e di salvaguardare le bellezze di Venezia, che sia il MOSE o altro poco importa, basta che funzioni.
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02/06/2010
Il punto della situazione sul MOSE
Il Mose, (acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è il più grande (e discusso) cantiere di ingegneria idraulica del mondo, impiega oltre 3000 operai e, per alcuni, è diventato negli anni un simbolo positivo, una testimonianza di ciò che l’Italia è in grado di fare e di esportare. Non a caso il Mose è tra le realtà che rappresentano l’Italia all’Expo di Shanghai.
Ora anche il nuovo presidente della Regione Veneto Luca Zaia annuncia una sua visita, la prima, al Mose che aprirà le sue porte alla stampa nazionale e internazionale il prossimo 9 giungo. Il cantiere si concederà alle telecamere e i giornalisti potranno avere accesso ad una visita molto articolata dell’intera struttura.
Al termine ci sarà una conferenza stampa sullo stato di avanzato dei lavori, arrivati dopo molti anni al 63% circa.
Ad accompagnare Zaia ci saranno l'ingegnere Patrizio Cuccioletta, presidente del Magistrato alle Acque e l'ingegnere Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova.
Il Mose prevede un sistema di paratoie mobili a scomparsa in grado (teoricamente) di isolare la Laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante l’alta marea, limitando (o forse risolvendo) così il problema dell’acqua alta. La discussa struttura rientra nel piano di interventi per la salvaguardia di Venezia e della Laguna avviato nel 1987 grazie al Ministero delle Infrastrutture e al Magistrato delle Acque di Venezia in collaborazione con il Consorzio Venezia Nuova.
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06/01/2010
Il MOSE nel presepe
Ormai tutti sanno che a Napoli entrano nei presepi le statuine dei personaggi dell'anno, come ha fatto, a tempo di record, la versione del "Cavaliere ferito" nella bottega di Marco Ferrigno, figlio del famosissimo Giuseppe.
Il premier però non è l’unico ad essere trasformato in statuetta, infatti tutto il mondo politico, come è già successo negli ultimi anni, ha avuto una sua rappresentazione natalizia. Il presidente del Consiglio con la corona in testa era in buona compagnia con Gianfranco Fini inginocchiato, Patrizia D’Addario seduta sulla poltrona di Porta a Porta, il ministro dell’economia Giulio Tremonti nei panni di Robin Hood, Brunetta che porta in mano un cartello con scritto "abbasso i fannulloni" e, Marrazzo circondato da trans.
A Venezia invece è stato il Mose a fare il suo ingresso nella natività.
Il sistema di paratie mobili contro l'acqua alta, è stato infatti ricreato in miniatura all'istituto scolastico Cavanis di Chioggia. Così le statuine della Sacra famiglia, in barcone, cullate dalle onde del mare nei pressi di una Chioggia futuristica, sono le prime a sperimentare il funzionamento del sistema di dighe mobili.
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