06/02/2012
Isola di Santa Cristina
Eccoci alla seconda puntata della rubrica dedicata alle isole della laguna di Venezia, oggi, mentre cerco di sopravvivere al congelamento, come molti altri in ogni parte d’Italia, vi voglio parlare dell’isola di Santa Cristina e, nel farlo, permettetevi una piccola dedica a mia madre, che appunto si chiama Cristina.
Quest’isola si trova nella laguna nord-orientale, a nord di Treporti, un tempo era conosciuta anche come San Marco per via di una chiesa con un monastero di benedettine fondativi nel VII secolo. Il nome dell’evangelista non fu più usato a partire dal 1325, quando vi furono collocate le reliquie di Santa Cristina, come in altri celebri casi, trafugate dai veneziani a Costantinopoli.
Nel 1340, viste le difficoltose condizioni ambientali dell’isola, alla maggior parte delle monache fu concesso di trasferirsi a Murano. Il complesso continuò comunque a funzionare sino al 1452, dopo che anche l'ultima monaca rimasta, la badessa Filippa Condulmer, passò a Sant'Antonio di Torcello. Le reliquie di Santa Cristina furono quindi portate anch’esse a Torcello, ma in seguito passarono a San Francesco della Vigna, a Venezia, dove sono tutt'ora. La chiesa resistette per qualche tempo e, secondo quanto dice lo storico Paoletti, conservava anche tele di Paolo Veronese.
L'isola fu dunque abitata da alcune famiglie di contadini e poi abbandonata dagli anni trenta, per venire recuperata solo di recente, quando un privato l'ha acquistata costruendovi un villino con giardini, orti e valli da pesca.
08:30
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30/01/2012
San Lazzaro degli Armeni
Mentre scrivo questo post ho un gran bel raffreddore, e forse anche qualche linea di febbre, quindi spero di non scrivere troppe cavolate, nel caso confido nella vostra comprensione.
Venezia, come ben sapete, è uno straordinario scrigno di bellezze e ricchezze d'ogni tipo. Molte sono note, tantissime altre sostanzialmente sconosciute, nascoste, in alcuni casi addirittura perdute e dimenticate. Questo discorso si amplifica in modo esponenziale se non prendiamo in considerazione solo Venezia, ma tutte le isole ed isolette della sua laguna.
Oltre alle ben note Murano, Burano e Torcello, meta di molti turisti, esistono infatti tante altre isole, spesso sconosciute agli stessi veneziani, difficili o, in alcuni casi, impossibili da raggiungere, anche perché tra queste ce ne sono alcune di proprietà privata.
Già in alcuni vecchi post vi avevo parlato di alcune isole, come Torcello, Burano o San Francesco del Deserto, ma ora ho deciso di avviare una vera e propria rubrica, nella quale, ogni settimana, vi presenterò uno di questi veri e propri gioielli che affiorano dalle acque.
In molti casi si tratta di isole che conosco poco anche io, nonostante viva in laguna da 34 anni. Quindi, se vorrete accompagnarmi in questo viaggio, le sorprese non mancheranno, per tutti, in primis proprio per me che vi scrivo.
Entriamo quindi subito nel vivo della questione, con la prima delle isole che ho deciso di presentarvi, ovvero: “San Lazzaro degli Armeni”.
Si tratta di una piccola isola nella laguna veneziana, che si trova ad ovest del Lido; completamente occupata da un monastero che è la casa madre dell'ordine dei Mekhitaristi. L'isola è uno dei primi centri al mondo di cultura armena, e la sua posizione rispetto al centro storico di Venezia, l’ha fatta individuare come luogo ideale per lo stazionamento in quarantena. Fu perciò usata dal XII secolo come lebbrosario (lazzaretto), ricevendo il relativo nome da San Lazzaro, patrono dei lebbrosi.
Abbandonata nel XVI secolo, nel 1717 fu donata dalla Repubblica di Venezia ad un gruppo di monaci armeni che erano fuggiti dalla persecuzione turca ad Istanbul. Mekhitar ed i suoi diciassette monaci restaurarono la chiesa e costruirono un monastero, ingrandendo di ben quattro volte l'isola fino alla sua attuale estensione di circa 3 ettari.
La Chiesa di San Lazzaro degli Armeni ospita una biblioteca con circa 200.000 volumi, tra i quali 4.000 manoscritti armeni e molti manufatti arabi, indiani ed egiziani, come la mummia di Nehmeket del 1000 a.C., raccolti dai monaci o ricevuti come dono. Il monastero ed i relativi giardini possono essere raggiunti dal vaporetto una sola volta al giorno, in circa 15 minuti da San Marco, concordando una visita guidata.
08:30
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27/01/2012
Il Giorno della Memoria 2012
Oggi, 27 gennaio è il "Giorno della Memoria", istituito per legge nel 2000. Questo giorno è l’anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Ricordare è importante: la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, non devono e non possono essere dimenticati, così come tutti quelli che hanno sofferto a causa di ideologie abberranti.
Venezia, come molte altre città, si impegna da tempo per celebrare al meglio il "Giorno della Memoria", e lo fa con un poderoso sforzo collettivo: un lavoro che ha visto coinvolti il Comune accanto alle molte associazioni diffuse sul territorio e che ha prodotto un articolato calendario di iniziative, concentrate in particolare il 29 gennaio, ed indirizzate ad un pubblico davvero variegato, per età, formazione, ed interessi.
Accanto alle molteplici occasioni di approfondimento, spicca il ricco carnet di interventi musicali e di spettacoli teatrali. Il cuore dell’evento sarà il 29 gennaio al teatro Malibran, alle ore 10:00. Si tratta dello spettacolo "Shoah la musica racconta" del Conservatorio Agostino Steffani. Al Teatro Goldoni, lo stesso giorno, andranno invece in scena i luoghi dell'orrore e della rimozione collettiva, come il "campo modello" di Terezin e gli scritti di Anna Frank, che forniranno nuova linfa per la messa in scena di parole ed azioni per nulla scontate.
In fine segnalo un gesto di notevole valore simbolico, la consegna al Sindaco di Venezia della bandiera del Popolo Rom, accanto al contributo straordinario proveniente dai registri matricolari del carcere di Santa Maria Maggiore, recanti la storia dei perseguitati che di lì sono transitati. Un lavoro preciso e puntuale, durato anni e svolto in condizioni disagevoli.
Completano il quadro le iniziative dell'Ateneo veneto e della Biblioteca Nazionale Marciana.
08:30
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28/11/2011
Intrecci di cultura tra Venezia ed Istanbul
Quando si pensa a dei manufatti tipicamente veneziani, oggi come oggi vengono in mente i vetri di Murano, i merletti di Burano, le maschere di carnevale e poco altro, a pochi viene immediato associare Venezia alla produzione di tessuti, ma anche in questo campo la Serenissima vanta una lunga tradizione, recentemente ricordata e celebrata ad Istanbul.
L’antica Bisanzio, poi Costantinopoli, con cui Venezia ha avuto intensi rapporti commerciali e culturali per oltre otto secoli. Rapporti che sono sfociati anche in reciproci influssi nelle tecniche di tessitura.
Proprio ad Istanbul, presso le Scuderie Imperiali del Museo del Palazzo di Topkapi, il ministro degli Affari esteri Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, e il suo omologo turco Ahmet Davutoglu hanno in questi giorni inaugurato una importante mostra dedicata ai tessuti veneziani.
A pochi metri dalle sale del Palazzo di Topkapi, dove sono custoditi gli splendidi manufatti appartenenti al Tesoro del Sultano, vengono esposti preziosi tessuti provenienti dall'Archivio storico della Casa Bevilacqua di Venezia, una delle più antiche tessiture italiane, insieme a manufatti di produzione contemporanea. I raffinati tessuti veneziani sono presentati insieme ad alcuni caftani prodotti con velluto veneziano, che fanno parte della collezione permanente del Museo del Palazzo di Topkapi e che testimoniano la grande ammirazione dei Sultani Ottomani per le tecniche di tessitura ed i materiali veneziani.
Esposti anche un caftano in velluto con disegni ottomani e un Salvar italiano con i disegni adattati allo stile ottomano. La mostra, organizzata con la collaborazione della Casa Bevilacqua e con il sostegno di Unicredit, della Regione del Veneto e dell'Associazione di Amicizia Italo-Turca, rimarrà aperta fino all'8 gennaio 2012.
08:30
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31/10/2011
Spettacoli di Mistero
Che festeggiate o meno Halloween penso che questa iniziativa vi piacerà, in fin dei conti streghe, fantasmi ed antichi misteri affascinano un po’ tutti, e non solo in questi giorni.
In occasione della terza edizione di "Spettacoli di mistero" ci saranno ben 200 eventi dedicati alla scoperta di luoghi leggendari e oscuri, sulle orme di racconti popolari in collaborazione tra Regione Veneto e Pro Loco.
La manifestazione vedrà coinvolte 83 location diverse, tra piazze, ville, teatri, castelli e giardini, sparse su tutto il territorio della regione, con ben 142 appuntamenti che comprendono spettacoli teatrali, visite guidate, serate letterarie, cene a tema, mostre, performance artistiche, concerti, proiezioni di film e rievocazioni in costume, messi in scena da artisti di strada, attori, cantastorie e danzatori.
Spettacoli di Mistero è un lungo viaggio alla riscoperta delle tradizioni e degli aspetti più nascosti dell’antica tradizione veneta.
Io vi riporto solo alcuni eventi in corso in questi giorni, in particolare a Venezia e dintorni, ma sul sito: spettacolidimistero.it trovate il programma completo.
Lunedì 31 ottobre
VENEZIA – Ghetto
I Misteri del Ghetto e della Qabbalah
Itinerario guidato
Lunedì 31 ottobre
CHIOGGIA – Centro Storico
Chioggia e le Streghe
Itinerario guidato
Lunedì 7 novembre
VENEZIA – Ca’ Zanardi
Venezia Misteriosa atto 3°
Inaugurazione mostra (fino 30 novembre)
Mercoledì 9 novembre
VENEZIA – Ca’ Vendramin Calergi
Misteri di Venezia
Presentazione libro
Sabato 12 novembre
ANNONE VENETO – Sala Teatro
Strighe! Racconti dal scuro
Spettacolo teatrale
Sabato 12 novembre
CHIOGGIA – Laguna
Il mistero della Valle
dei Sette Morti
Itinerario guidato in barca
Gran parte degli eventi in calendario sono gratuiti e a ingresso libero, molti però richiedono la prenotazione.
08:30
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30/09/2011
Pietre e futuro
Mercoledì 28 settembre, alle ore 11:30, sono stato invitato ad una interessante visita guidata al cantiere per il consolidamento della balaustra del ponte di Rialto, di fronte a Palazzo Camerlenghi.
Il restauro è stato avviato dal Consorzio dei Tajapiera (restauratori ed artigiani veneziani da secoli attivi in città), la Confartigianato di Venezia, in accordo con la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici e in collaborazione con il Comune. Il costo del restauro sarà di circa 80 mila euro, ma già si pensa (anche grazie a sponsor privati) ad un intervento più ampio sul ponte che rappresenta una delle infrastrutture più importanti della città, oltre che una delle sue architetture più note.
Alla visita sono intervenuti l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, il presidente e il segretario di Confartigianato, Gilberto Dal Corso e Gianni De Checchi, il presidente del Consorzio Tajapiera, Giovanni Giusto e il direttore dei lavori, Antonio Girello.
La presentazione del cantiere è stato un momento molto interessante per avviare un dibattito sul ruolo degli artigiani in città. In particolare i taglia pietra, che con la loro maestria nella creazione e conservazione di manufatti lapidei hanno creato gran parte delle bellezze oggi visibili a Venezia.
Il restauro del ponte di Rialto infatti non è solo un restauro delle pietre, come spiegato enfaticamente da più voci intervenute all'incontro, ma vuole essere una riscoperta di antiche professionalità e di tecniche costruttive che, senza bisogno di resine o cemento, sono le sole in grado di garantire un futuro a manufatti che per secoli, in molti casi fino ad interventi di restauro contemporanei, non hanno avuto particolari problemi.
Infatti, alcune delle maggiori criticità dal punto di vista statico, attualmente riscontrabili sul Ponte di Rialto sono dovute proprio ad infiltrazioni di cemento o all'uso di resine che non hanno nessuna funzione legante, ma hanno solo portato ad un pericoloso irrigidimento della struttura.
Gran parte del lavoro affidato alla maestria dei taglia pietra è infatti proprio rappresentato dalla rimozione di materiali moderni, per ritrovare gli antichi assetti basati su compressioni, carichi e scarichi.
La stessa macchina messa in opera per permettere la rimozione delle colonnine della balaustra è un perfetto esempio di questa tecnica, che permette di lavorare sul ponte senza alterarne l'assetto statico, alzando un pesantissimo corrimano ma mantenendolo in sito, in modo che le sollecitazioni verticali ed orizzontali restino pressoché invariate.
I taglia pietra sono fieri della loro storia e il loro lavoro va valorizzato, perché questi antichi saperi artigiani sono di vitale importanza per il futuro di Venezia, oltre a poter dare interessanti prospettive lavorative ai giovani che vorranno continuare questo glorioso percorso.
Non sono mancati, da parte di artigiani ed architetti, anche divertenti riferimenti ad altri ponti veneziani, più moderni di quello di Rialto, ma già in peggiori condizioni, proprio perché creati senza quel bagaglio di conoscenza che ha permesso, in una città così particolare, di dar vita ad opere di grande complessità dal punto di vista statico.
Ma l’aspetto su cui s’è focalizzata l’attenzione di tutti, è che più che di un recupero delle pietre, questo, ed altri interventi condotti in città dal Consorzio dei Tajapiera, rappresenta un recupero di antichi saperi, che vanno valorizzati e tramandati alle nuove generazioni. E’ l’unico modo per garantire a Venezia un futuro.
08:30
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10/08/2011
Il giardino dei sentieri che si biforcano
Venezia, per chi non la conosce bene, può risultare davvero labirintica, tutti quelli che l’hanno girata a piedi, che poi è il modo migliore per scoprirne la bellezza, ci si sono persi almeno una volta, ma non è di questo che voglio parlarvi.
A 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges, avvenuta il 14 giugno 1986, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini promuovono una serie di iniziative volte a ricordare la straordinaria carriera dello scrittore. L’evento più interessante riguarda il Labirinto Borges, un giardino-labirinto progettato dall’architetto Randoll Coate, e inaugurato il 14 giugno. Si tratta di un'opera permanente che rimarrà accessibile al pubblico tramite visite guidate.
Il giardino-labirinto, progettato dall’architetto inglese tra il 1979 e il 1986, si ispira al famoso racconto borgesiano "Il giardino dei sentieri che si biforcano".
Quella di Venezia è una ricostruzione della prima versione realizzata nel 2003 a San Rafael, in Argentina. Il labirinto ora ha trovato posto proprio nella città lagunare, luogo particolarmente amato da Borges e significativamente legato alla sua opera.
Il Labirinto è collocato nell'isola di San Giorgio, nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di "terzo chiostro" di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due, che diverrà nel tempo sede per eventi di natura didattica o artistica.
Per prenotare una visita o ricevere ulteriori informazioni:
Civita Tre Venezie
041-2201215
segreteria@civitatrevenezie.it
08:30
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06/05/2011
Nuovi Nizioleti
I Nizioleti sono la tipica indicazione stradale veneziana. Il termine nizioleto significa piccolo lenzuolo e infatti queste indicazioni sono generalmente scritte in nero su fondo bianco. Si tratta di un piccolo rettangolo dipinto di bianco sugli intonaci delle case.
Insieme ad indicazioni più moderne, ma non sempre chiare e precise, sono uno strumento estremamente utile per i turisti, ma anche per gli stessi veneziani.
Grazie ai nizioleti sappiamo i nomi di ponti, calli e campi, oltre che la parrocchia in cui ci troviamo e, naturalmente, il sestiere.
Da tutta la vita ho sempre visto a Venezia due tipologie di nizioleti, quelli toponomastici e quelli di direzione, che oltre ad indicare i nomi riportano delle frecce e, in alcuni casi, invece di avere testo nero su fondo bianco, sono scritti in rosso scuro. Esistono poi dei cartelli metallici che riprendono forme e stile dei nizioleti, ma con diverse colorazioni.
Ad ogni modo i nizioleti sono un elemento estremamente radicato nel complesso tessuto urbanistico veneziano, a questa peculiarità cittadina si sono ispirati anche gli ideatori di una fortunata serie di fumetti storici dal titolo “I nizioleti raccontano”.
Di recente alcuni nizioleti sono stati, come avviene di continuo, ridipinti, per preservarne la leggibilità, questa volta però i caratteri sono stati modificati. Alcuni di questi nuovi nizioleti sono apparsi nelle vicinanze di casa mia, ma personalmente non me ne sono accorto, ho scoperto la cosa su Facebook, dove diversi veneziani, molti dei quali tra i miei contatti, commentavano le nuove indicazioni e, quasi unanimemente, le bocciavano per scarsa leggibilità del carattere scelto, e anche per la “bruttezza” dello stesso.
In realtà pare che la scelta del carattere non sia un’audace sperimentazione del Comune, quanto piuttosto frutto di una ricerca filologica che ha riproposto font del ‘700.
Operazione di recupero di cui effettivamente non si sentiva il bisogno, decisamente bocciata dai veneziani.
Nella foto i nuovi nizioleti.
08:30
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18/04/2011
Riapre il negozio Olivetti
Il negozio "Olivetti" nelle Procuratie Vecchie di piazza San Marco a Venezia riaprirà le sue porte, dopo un accurato restauro, e sarà affidato per la sua seconda vita, al FAI, Fondo per l'ambiente italiano.
Lo storico negozio venne progettato nel 1958 da Carlo Scarpa su incarico di Adriano Olivetti e, nonostante le ridotte dimensioni del fondo, Scarpa riuscì a dar vita ad un'opera di grande respiro, giocando con le trasparenze che contribuirono a farla presto considerare una delle architetture veneziane più significative del ventesimo secolo.
La cerimonia di consegna dei locali al FAI si terrà il 20 aprile con un incontro a Palazzo Ducale. L’immobile attualmente è di proprietà delle Assicurazioni Generali che ne hanno curato il restauro in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia.
Un altro spazio restituito alla città, una buona notizia.
08:30
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18/03/2011
Auguri Italia
Quando vado in giro per l’Italia, in particolare nel centro e nel sud, molte persone con cui mi trovo a parlare danno quasi per scontato che, essendo veneto, io sia leghista, forse lo dicono scherzando, ma in più di qualche caso ho avuto il dubbio, e anche qualcosa più di questo, che in realtà fossero convinti di questa affermazione.
Intanto chiariamo subito che non intendo dare nessun giudizio su quel partito o altri, ne parlare in nessun modo di politica su questo blog, ma ieri, girando per Venezia e vedendo tantissime bandiere tricolore sventolare dalle finestre di case, negozi, ristoranti e alberghi, m’è venuta in mente questa strana, almeno per me, generalizzazione.
Non si può associare una regione o una città ad un partito o ad un’ideologia, ogni luogo è abitato da persone di tutti i tipi e, da quel che ho visto ieri, e che devo dire mi ha molto emozionato, Venezia si sente fortemente italiana, non che ci fossero dubbi, almeno per me.


08:30
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