Il Molino Stucky all’asta

molino stucky,hotel,giudeccaIl Molino Stucky fu costruito nel 1895 per iniziativa di Giovanni Stucky, imprenditore e finanziere svizzero, il cui padre si era spostato nel Veneto con un’italiana della famiglia Forti. La progettazione dell’imponente complesso fu affidata all’architetto Ernst Wullekopf, che realizzò uno dei maggiori esempi di architettura neogotica applicata ad un edificio industriale.

L’edificio colpisce per stile e proporzioni anomale rispetto a quelle delle tradizionali architetture veneziane.

Il complesso alberghiero andrà ora all’incanto, su decisione del Tribunale di Venezia nel quadro di una controversia locale.

Si prevede che la vendita del ex Molino Stucky sarà conclusa entro un paio di mesi, e che l’operazione immobiliare movimenterà qualcosa come 300 milioni di euro.

Dopo l’Hilton sarà un altro gruppo alberghiero ad acquistare questo originale edificio veneziano che pare catapultato dall’Inghilterra, oppure l’ex Molino cambierà ancora destinazione d’uso? Si vedrà.

 

Tempo, letture e profezie

san giorgio, libri, mostra, Fondazione Giorgio CiniSiamo scampati alla nefasta profezia Maya e ci apprestiamo già a far festa con il colorato carnevale veneziano, ma in laguna diamo sempre spazio alla cultura, con mostre ed eventi, grandi e piccoli, per tutti i gusti.

Oggi vi parlo di una piccola mostra, visitabile fino al 13 febbraio, e ideata con il preciso scopo di valorizzare e far conoscere al pubblico il prezioso patrimonio conservato presso l’Isola di San Giorgio Maggiore.

Lo staff del Coordinamento Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini ha allestito un’interessante  esposizione con alcuni degli esemplari più significativi delle loro preziose raccolte antiche, creando un percorso dedicato al concetto di tempo. 

La mostra è stata pensata ed organizzata in bacheche tematiche: nella prima, si affronta la misurazione scientifica del tempo; nella seconda, i pronostici; nella terza, le profezie e i libri di ventura; nella quarta, la medicina e le ricette per il “buon vivere”; nella quinta, l’arte del “ben morire”; nella sesta: il ritorno all’Assoluto. 

Il tempo, inteso come la dimensione nella quale si verificano gli eventi, ha la necessità di essere misurato per poter concepire e determinare il passato, il presente e il futuro. Dopo alcuni esempi di studio e misurazione del tempo, la mostra prosegue documentando un aspetto rilevante della cultura del Rinascimento: la convinzione di poter guardare al futuro per affrontare profeticamente gli avvenimenti che in quegli anni risultavano essere spesso poco rassicuranti (guerre, epidemie, eclissi solari). 

Vengono a tal proposito esposti alcuni splendidi esempi dei più famosi libri di ventura, di profezia e di chiromanzia. Insomma, basta Maya, sull’argomento profezie anche noi italiani ne abbiamo parecchie da raccontare.

Sul tema del tempo, mi viene poi in mente un bel pensiero di Daniel Pennac, con il quale vi lascio (per ora) “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.

Lo dedico a tutti quelli che dicono che non leggono, libri, giornali, e magari anche il mio blog, perché non hanno tempo.

 

Gobbe o pissabraghe

strade, tradizioni, venessiaOgni pietra a Venezia ha una storia e un suo perché. Probabilmente passeggiando per la città lagunare avrete notato in qualche angolo nelle “gobbe” in malta o mattoni. Di che si tratta? Sono elementi che servono alla statica degli edifici o hanno altri ruoli?

Ci sono almeno due teorie su questi elementi, piuttosto comuni in città, se ne contano infatti a centinaia. 

Secondo alcuni sarebbero delle “gobbe antibandito”, ovvero elementi che impedivano ai malintenzionati di nascondersi in qualche angolo buio in attesa di sopraffare qualche mal capitato passante.

Altra scuola di pensiero vede in queste “gobbe” le cosiddette “pissotte”, o “pissabraghe”, ovvero un deterrente a chi vedeva in ogni angolo, specie se poco illuminato, un orinatoio.

Farla in un angolo con la “pissotta” oltre a dare minore privacy, rendeva infatti particolarmente vulnerabili agli schizzi d’urina.

E voi che ne pensate? Avete mai notato queste particolari “gobbe” in città?

 

Mockba Underground

università, ca foscari, mosca, mostra, pitturaCon il tempo il peso della cortina di ferro li trasformò negli autori dell’arte non ufficiale, dell’underground moscovita. Oggi nelle loro opere si può leggere anche una prima timida espressione del “disgelo”, portato dalla scomparsa di Stalin nel 1953, dal nuovo indirizzo politico di Nikita Chrušcëv, prima della successiva “stagnazione”, con l’avvento al potere di Brežnev.

Loro erano gli artisti “senza orientamento” che crescevano e si confrontavano negli spazi angusti dei loro appartamenti in condivisione, nel silenzio e nelle censure che li tennero nell’ombra fino a metà degli anni Settanta.

Oggi, molti dei loro nomi sono arrivati per la prima volta in Italia, grazie a un’interessante mostra realizzata in esclusiva per l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e curata da Giuseppe Barbieri, Silvia Burini, Nikolaj Kotrelev e Sergej Aleksandrov. La mostra, visitabile fino al 19 novembre, propone 110 opere della collezione privata del magnate russo Aleksander Reznikov, e ripercorre la genesi e l’evoluzione della pittura astratta russa dagli anni Sessanta in poi. 

Negli spazi di Ca’ Foscari Esposizioni, ci sono opere di Elij Bljutin, Julo Sooster, Vladimir Jankilevskij, artisti che nel 1962, durante la celebrazione dei trent’anni del Manež – la più prestigiosa istituzione artistica sovietica – il leader Chrušcëv insultò pesantemente, solo perché erano originali, irriverenti, coraggiosi, distanti dai canoni “ufficiali” del realismo socialista.

Eppure, come spesso capita nell’arte, proprio da un insulto nacquero opere di valore, così come di valore è l’allestimento che le propone ora a Venezia, in modo audace e coinvolgente.

La mostra è a ingresso libero, durerà fino al 19 novembre, e sarà aperta dalle 10:00 alle 18:00, tutti i giorni, tranne il martedì.

 

Dalla mia scrivania

libro, libreria, viaggi, misteri, Thomas JonglezOggi ho pensato di inaugurare una nuova rubrica di questo blog, dedicata ai libri, naturalmente a quelli su Venezia. Di libri sulla città lagunare ho già parlato in passato, ma il taglio di questi nuovi post sarà diverso e, soprattutto, più personale.

Di libri su Venezia ce ne sono un’infinità e ne vengono sfornati continuamente di nuovi, ma in questa rubrica parlerò solo di quelli che ho letto o che, almeno, ho sfogliato, soppesato e annusato, insomma, dei quali ho una certa esperienza diretta.

Inizio da due libri, che per ragioni diverse, in questi giorni sono sulla mia scrivania. Il primo è Venezia insolita e segreta di Thomas Jonglez e Paola Zoffoli. Questo libro l’ha comprato mia mamma, ma me ne sono ben presto impadronito, in cerca di qualche spunto per futuri post su questo blog.

Si tratta di una guida, organizzata per sestieri, grazie alla quale scoprire tantissime storie, curiosità e leggente, legate a manufatti spesso poco noti agli stessi veneziani.

E’ proprio il caso di dire che ogni pietra di Venezia ha una storia da raccontare, e questo volume ne raccoglie davvero tante. E’ una lettura consigliabile a tutti, compresi i più eruditi conoscitori della città, che di sicuro vi troveranno qualcosa di nuovo.

Il secondo libro è la guida MARCO POLO di Venezia, che mi è stata gentilmente regalata dopo l’intervista di cui avevo parlato in questo post.

Si tratta di un volume che offre tutto quello che ci si aspetta da una tradizionale guida turistica, come l’utile mappa estraibile della città, ma impagina i vari contenuti in modo giovane, fresco e moderno. Inoltre oltre ad esaustive informazioni sulle tante cose da fare e vedere in città, non mancano consigli, redatti con l’aiuto di chi a Venezia ci vive, su come e dove mangiare, e dormire, senza dover accendere un mutuo, che poi di sti tempi (diciamocelo chiaro) non ve lo concede nessuna banca.

A completare la guida poi, ci sono informazioni molto pratiche e, pertanto, davvero utili, su come spostarsi in città.

 

Modern View of Ancient Treasures

mostra, architettura, foto, san marco, Lynn Davis, museoCome vediamo oggi, i tesori del nostro passato, cosa ispirano ad un osservatore moderno la maestosità degli antichi luoghi di culto? Una bella mostra che verrà presto inaugurata a Venezia, indaga proprio questi aspetti, come si evince dal suo titolo: “Modern View of Ancient Treasures”.

La fotografa Lynn Davis porta in mostra a Venezia i luoghi sacri dell’Oriente. Considerata una delle migliori artiste della scena americana, la Davis, con il suo “Modern View of Ancient Treasures”, saprà sicuramente farsi apprezzare anche da chi ne ammirerà le opere esposte al Museo Archeologico Nazionale di Piazza San Marco, dal 22 settembre al 13 gennaio 2013. 

Allieva di Berenice Abbott, un vero e proprio mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, uno dei fotografi alla ribalta newyorkese negli anni Ottanta, la Davis propone una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate su tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, tutto ciò che, in qualsiasi modo, trasmetta all’essere umano un senso di assoluto.

Per questo, l’esposizione possiede un doppio significato: le fotografie non solo entrano in rapporto con lo sguardo dello spettatore, ma anche con i reperti custoditi nel museo, che idealmente fanno parte della ricerca dell’artista, essendo anch’essi una memoria del passato.

Così, il viaggio ideale e fisico di Lynn Davis, trova finalmente il suo luogo d’elezione, che è il luogo della memoria, dove le sue grandi foto possono dialogare con i luoghi che, idealmente, potrebbero ospitarle per sempre.

 

Venezia tra tradizione e innovazione

canal grande, regata storica, gondolieri, future, Terrence MalickHo pensato di intitolare questo post “Venezia tra tradizione e innovazione” in quanto ieri, mentre al Lido venivano presentati nuovi film, che in molti casi danno uno spaccato della nostra contemporaneità e cercano anche di guardare al futuro, a Venezia si teneva la tradizionale Regata Storica, con il sontuoso corteo acqueo e le successive gare.

Venezia è una città sospesa tra passato e futuro, oltre che sospesa tra acqua e cielo. E’ una città che ha saputo, e sa tutt’ora, innovare pur restando sempre fedele a se stessa.

Una città che non dimentica il suo glorioso passato, ma che a differenza di quanto molti credono, non è un museo a cielo aperto, ma un luogo che può essere ancora vitale, innovativo, sorprendente.

Ieri, alla Mostra del Cinema, è stata la giornata di “To The Wonder” di Terrence Malick, film in concorso, di un regista considerato “di culto”. Chi l’ha visto dice che la pellicola sembra una continuazione di “The Tree of Life”, in ogni caso affronta sostanzialmente le medesime tematiche, l’amore divino, l’amore terreno e l’amore puro (quello verso la natura) che vengono sviluppate tramite i personaggi che si raccontano attraverso voci fuori campo.

Il film è stato accolto con qualche fischio dalla stampa, vedremo se il pubblico lo apprezzerà di più

Tornando agli appuntamenti tradizionali, va segnalato che il gondolino Celeste, di Rudi e Igor Vignotto, ha vinto la gara conclusiva della Regata Storica 2012.

I due campioni del remo, non nuovi a questi successi, hanno preceduto, dopo una gara avvincente e non priva di qualche scorrettezza, il gondolino Viola, di due giovani davvero promettenti. 

La tradizionale manifestazione remiera veneziana è stata accompagnata dalla curiosità e dall’entusiasmo di migliaia di persone, stipate lungo le rive del Canal Grande, veneziani e turisti, giovani e meno giovani, tutti affascinati da una manifestazione unica, in una città unica.

Il tempo come al solito non ha tradito e la pioggia non è caduta, regalando una domenica decisamente memorabile.

 

L’Arsenale passa al Comune

1525034616.jpgDa tempo alcune aree dell’Arsenale di Venezia vengono usate dalla Biennale, si tratta di spazi molto belli, oltre che straordinariamente ricchi di storia.

Ora inizia una nuova fase anche per il resto dell’Arsenale di Venezia, che non sarà più zona militare, passando sotto il controllo del Comune.

“Il trasferimento dell’Arsenale al Comune di Venezia è un esempio unico e di grande rilevanza del come si può attuare concretamente un vero federalismo demaniale”. Questa una delle prime dichiarazioni del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che in una conferenza stampa a Ca’ Farsetti ha tracciato un bilancio della sua attività e delineato alcuni obbiettivi prima della pausa estiva.

Fra gli obiettivi già raggiunti, quello di aver seguito di persona l’iter normativo per il trasferimento dell’Arsenale di Venezia al Comune, con il decreto passato in Senato, che attende ora la conferma alla Camera.

Una volta concluso l’iter il trasferimento sarà effettivo e si vivrà un momento storico per la città. Le potenzialità degli spazi che il Comune si troverà a gestire saranno enormi e questo se da un lato entusiasma, dall’altro preoccupa un po’. Il rischio è che tanta ricchezza venga mal sfruttata e poco valorizzata.

Per maggiori informazioni visitate il sito: www.arsenaledivenezia.it

Nordest Capitale europea della cultura 2019

Villa Settembrini, mestreLa Regione del Veneto ha messo a disposizione Villa Settembrini, a Mestre, affinché divenga la sede operativa della candidatura di Venezia, e dell’intero Nordest, a capitale europea della cultura 2019.

Villa Settembrini è un complesso architettonico di fine ‘800, che si trova in centro a Mestre, donato alla Regione del Veneto da Arnaldo Settembrini nel 1980. Attualmente è sede del Centro Regionale di Cultura intitolato a Paola di Rosa Settembrini, che comprende la Segreteria del Premio letterario Settembrini-Mestre; uno spazio multimediale destinato a incontri, dibattiti e seminari; la Mediateca e la Fototeca Regionale, e una Biblioteca specializzata nella storia locale e del territorio veneto.

Il Sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha ringraziato il vicepresidente e assessore alla cultura Marino Zorzato, per la disponibilità della sede che viene ad assumere anche un forte valore simbolico, in quanto segno del concreto coinvolgimento di tutto un territorio nell’impegno condiviso a sostenere questa candidatura. Un impegno che sarà da ora sempre maggiore, e si concretizzerà anche in riunioni mensili del comitato, la prossima delle quali è stata già fissata per il 30 agosto.

Nasce il museo della Gondola

museo, gondola, tradizioni, gondolieri, squero, San TrovasoMentre a Venezia l’Ente gondola ha bandito un nuovo concorso per assegnare 8 licenze da gondoliere, concorso che scadrà il 16 luglio e che si rivolge a chi abbia già lavorato sulle tipiche imbarcazioni veneziane, come sostituto, per almeno 12 mesi, arriva una notizia che molti aspettavano: il Museo della Gondola sarà presto realtà.

Ad ospitarlo, e non poteva esserci a mio avviso sede migliore, sarà lo squero di San Trovaso.

L’annuncio della nascita del museo dedicato a quella che è una delle indiscusse icone veneziane, è stato dato pochi giorni fa, durante una conferenza stampa a Ca’ Farsetti, a cui hanno preso parte gli assessori comunali alla Mobilità e Trasporti, Ugo Bergamo, e ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, il presidente dell’Istituzione per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere, Nicola Falconi, il presidente dell’associazione Bancali, Aldo Reato.

Nello squero, attualmente di proprietà del Comune di Venezia, continuerà l’attività di cantieristica al piano terra, mentre i piani superiori saranno restaurati ed occupati dal Museo e dagli uffici dell’Ente Gondola.
“San Trovaso – ha ricordato l’assessore Maggioni – è lo squero per antonomasia, un simbolo al quale i veneziani sono affezionati. Con questo restauro vogliamo dare un segnale forte di una città viva che recupera e riqualifica i suoi simboli e li offre al mondo intero”.