La prova generale del Mose

moseIl 12 ottobre c’è stato il primo test del MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), il sistema di dighe mobili che dovrebbe salvare la città di Venezia dalle acque alte. Lo stato di avanzamento dei lavori è stato indicato all’80% e tutto dovrebbe essere portato a compimento tra poco più di due anni.

La prova, che da quanto ho visto ha coinvolto solo un paio di paratie, si è svolta alle 15:00 di sabato, dopo anni di dibattiti e polemiche. Ad assistere all’evento il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, oltre ad un centinaio di altri ospiti.

Alla bocca di porto tra il Lido e Tre Porti sono state attivate le barriere dalla 3 alla 7, l’attivazione ha richiesto tempi più lunghi di quelli che si registreranno quando il MOSE entrerà in funzione, nelle tre bocche di porto veneziane, a partire dal 2017 (se tutto va bene).

Le paratie coinvolte si sono correttamente alzate, facendo uscire acqua ed entrare aria, tuttavia questo test è stato decisamente poco entusiasmante, per quanto mi riguarda. Solo quando almeno una bocca di porto verrà completamente “chiusa” dalle paratie si potrà dire se e quanto questa costosa soluzione servirà. Speriamo che i tempi previsti vengano rispettati e che dal 2017 si possano quindi toccare con mano dei risultati, senza limitarsi all’entusiasmo per un paio di paratie che si alzano. I successi ingegneristici a questo punto interessano poco, servono riscontri concreti, con un impatto reale sulla vita di chi a Venezia ci vive, ci studia o ci lavora.

La mamma dei cretini è sempre incinta

rioba, biennale, polemiche, graffitiChi segue da un po’ questo blog probabilmente ricorderà i miei post dedicati alla sparizione e, per fortuna, al successivo ritrovamento della testa del Sior Rioba.

Purtroppo nei giorni scorsi altri atti vandalici hanno colpito a Venezia ben nove sculture.

Si tratta prevalentemente di busti marmorei, realizzati tra il 1700 e il 1800 collocati nei Giardini di Castello, a ridosso della Biennale.

Ad un busto di Richard Wagner è stato rotto il naso, e sorte analoga è toccata ad altre sculture, tra le quali un busto di Giuseppe Verdi.

Dopo i graffiti e vari danneggiamenti, un ulteriore sfregio ad una città che certo non lo merita, da parte di persone che non riconoscono la sua bellezza ed unicità e che, pertanto, più che rabbia mi fanno provare compassione.

Se venissero, come auspico, identificati, più che puniti dovrebbero essere aiutati ed educati al rispetto per la storia e la bellezza.

 

Venezia batte Vienna

2905974702.jpgNon so se avete seguito la polemica di questi primi giorni dell’anno tra Vienna e Venezia, con la RAI che, come d’altra parte avviene ormai da qualche anno, preferisce trasmettere in diretta il concerto di capodanno dalla Fenice di Venezia, limitandosi a mandare in differita quello viennese.

Personalmente la questione non mi appassiona, anzi non me ne frega proprio nulla, la RAI farà le sue considerazioni, e visto che è la Tv pubblica italiana, penso sia giusto che promuova la cultura e le eccellenze italiane.

Naturalmente non bisogna chiudersi in provincialismi o boicottare nessuno, ma non credo che la volontà dell’azienda sia questa.

Trovo poi un po’ ridicola la discussione su diretta e differita degli eventi, ormai esiste l’on-demand, lo streaming, e in ogni caso, parliamo di concerti di musica classica, non di eventi sportivi.

In effetti, forse, l’unico aspetto positivo della questione è che per qualche giorno, si parla un po’ di musica classica, anche se naturalmente questa fa da contorno alle polemiche, ma meglio fare da contorno che non esserci proprio.

Per i più patriottici poi, segnalo, ad ogni modo, che se proprio si vuole vedere la questione come uno “scontro”, beh l’abbiamo vinto noi.

Nella sfida a distanza dei due concerti di Capodanno, quello in diretta dalla Fenice di Venezia in onda su Rai1 ha decisamente avuto la meglio con 4.381.000 spettatori (share del 26.64%) rispetto all’evento in differita su Rai2 da Vienna, visto nella prima parte da 2.849.000 spettatori (con uno share del 15.57%) e nella seconda da 3.072.000 spettatori (con share al 18.1%).

 

Lo scandalo metropolitano

1750891125.jpgSi parla molto, in questi giorni, del futuro politico del nostro Paese, ma ci si sofferma poco su quei provvedimenti che molto probabilmente finiranno in una sorta di limbo, vista la fine dell’esperienza Montiana (almeno per ora).

Ad esempio, per quanto riguarda la città metropolitana di Venezia ora si parla di una “pausa di un anno”, ma alcuni hanno un altro nome, che forse rende meglio l’idea: “scandalo”.

L’accorpamento delle Province in ogni caso pare proprio non ci sarà, così come il taglio di alcuni uffici provinciali, insomma tutto è congelato, almeno in attesa di capire chi governerà nei prossimi anni, e come la penserà a riguardo.

Il presidente dell’Anci, Graziano Derlio e il Coordinatore delle Città metropolitane e sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni hanno inviato nei giorni scorsi al presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti, un appello urgente affinché sia eliminato, nel testo della Legge di stabilità che verrà presentato in aula al Senato, l’emendamento che sospende sino al 31 dicembre 2013 l’attuazione del corredo normativo relativo all’istituzione delle Città metropolitane. L’appello è stato sottoscritto anche dai Sindaci di Roma, Milano, Genova, Bari, Napoli, Torino, Bologna e Firenze.

I Sindaci, nella lettera a Monti, sottolineano che “appare sorprendente che si sospenda un percorso di attuazione già da tempo avviato che contiene elementi di strutturale e profonda innovazione istituzionale, nonché di necessaria semplificazione amministrativa di cui il Paese ha assoluto bisogno”.

Vedremo come andrà a finire, ma non tira una buona aria nei palazzi del potere.

 

Arriva il disco orario per le barche

barche, canal grande, canali, trafficoCapire come funziona la mobilità veneziana, per chi non ha vissuto nella città lagunare, è molto difficile.

Per provarci, dovrete per prima cosa, dimenticare tutto quello che sapete su auto, parcheggi, soste, ecc…

A Venezia, come sottolineato ed apprezzato anche da Le Corbusier, c’è una doppia viabilità, una per via acquea, coi tipici canali, e una per via terrestre, esclusivamente pedonale.

La maggior parte dei veneziani e dei turisti vanno in giro a piedi, ma se questo fosse impossibile, poco pratico, o eccessivamente faticoso, si ricorre ai mezzi pubblici. Le barche private sono poche e spesso circolano per pochi giorni l’anno, concentrati nei mesi primaverili ed estivi.

Naturalmente il Canal Grande, principale arteria della città è, nonostante questo, sempre piuttosto trafficato, tra vaporetti, gondole, taxi e barche varie, in particolare quelle per il trasporto merci, spesso di discrete dimensioni.

Ora, proprio per queste barche, arriva una novità, novità per Venezia, ma cosa comunissima in ogni altra città.

Anche a Venezia arriva il disco orario per la sosta delle barche senza conducente. Lo ha deciso il Comune con un’ordinanza. La sosta a tempo per i natanti che trasportano merci, ad esclusione del sestiere di San Marco, scatterà dal 15 gennaio prossimo. Le barche potranno essere ormeggiate per mezz’ora, esponendo l’apposito segnale e l’indicazione di un numero di cellulare del conducente, per eventuali emergenze.

Per capire la portata di questa novità si pensi che a Venezia non esistono parcheggi, o meglio ormeggi, per le barche, l’unico posto barca è quello dato in concessione dal Comune, oppure in cantieri privati, ma non è possibile andare in barca in ufficio, ormeggiarla per 8 ore, e poi riprenderla per tornare a casa. Al lavoro, a scuola, ecc… si va a piedi, o coi mezzi pubblici.

Come dicevo, per capire la viabilità veneziana, dovete dimenticare tutto quello che solitamente date per scontato.

 

Tutti in piscina

acqua alta, san marco, turistaDa bambino mi ricordo che le previsioni del tempo erano molto approssimative, spesso erano uno spunto umoristico, perché pareva accadere quasi sempre il contrario di quanto era stato previsto. Negli anni devo dire che hanno fatto grandi passi in avanti e, complice lo sviluppo tecnologico, ora le previsioni limitate al breve periodo (qualche giorno) sono quasi sempre esatte, o addirittura molto precise.

Ieri però il centro maree le previsioni le ha cannate alla grande, aveva previsto 120 cm di acqua alta e invece ne sono arrivati 150, una delle 6 più alte maree della storia di Venezia.

Molti i disagi, anche se ormai i veneziani sono pronti (quasi) a tutto, e i turisti si divertono, quasi “intontiti” dalla bellezza di una città così unica, al punto da scambiare piazza San Marco per una grande piscina, spogliarsi e farsi una nuotata… Non dirò nulla sul decoro della città, sulla stupidità umana, ecc… perché l’unica cosa che mi viene in mente è brrrrrrrrrr forse erano degli ibernisti… ma come si fa?

Ad ogni modo, molti disagi, qualche danno, ma pare nulla di grave, anche se di sicuro, una previsione più accurata avrebbe aiutato. Purtroppo l’ondata di maltempo, con vendo, pioggia, mareggiate, piene dei corsi d’acqua, ha causato altrove ben altri problemi.

 

Lo sceicco innamorato

matrimoni, festaLo sceicco innamorato, non è un personaggio letterario, ma reale, ricchissimo e innamorato, dell’amore, oltre che delle belle donne, tanto che è al suo terzo matrimonio.

Parlo di Walid J. Juffali, e lo faccio perché questo sceicco arabo oltre ad avere da tempo acquistato una lussuosa casa a Venezia, ha scelto la città lagunare anche per il suo terzo matrimonio, tenutosi nei giorni scorsi presso la Scuola Grande della Misericordia, ormai sempre più spesso set per film o feste da mille e una notte.

Stavolta Walid ha impalmato Lulu, giovane, bella, bionda con gli occhi chiari.

Testimoni dell’evento ben 320 invitati da ogni parte del mondo, alcuni dei quali, come il loro ospite, non hanno certo badato a spese per raggiungere la laguna, come un invitato proveniente da Jedda, che è sbarcato all’aeroporto di Venezia con 80 persone al seguito.

Nel gioco dell’opulenza tipicamente araba, l’architettura della Scuola Grande della Misericordia non deve essere sembrata poi così “grande”, tanto da essere stata reinventata posizionando un ingresso “scenografico” di legno bianco e polistirolo, copie di sculture greche e romane, improbabili bracieri fuori scala, tendaggi e paline a metà fra la tradizione veneziana e l’obelisco. Ovunque lumini, lanterne, piante e fiori.

E i veneziani? I commenti, perlopiù ironici, si sono sprecati.

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La mia opinione sull’ecosistema urbano

593980875.jpgVenezia è una città molto particolare, anzi unica. Nonostante le sue tante bellezze e la sua unicità, spesso parlando con chi la conosce poco (o nulla) noto con un po’ di stupore, e a tratti con un certo disappunto, che la prima, se non l’unica, cosa che attira attenzione e curiosità, sia la mancanza delle auto. Come se ormai l’automobile fosse considerata alla stregua di un’irrinunciabile estensione del nostro essere. Ricordate che siete nati con le gambe, non le ruote.

L’auto alla portata di tutti, risale all’introduzione della catena di montaggio nella fabbrica di Henry Ford, nel 1913, in pratica ieri, se parliamo della storia umana.

Le auto sono molto comode e in alcuni contesti territoriali fondamentali, ma si può vivere anche senza, o comunque riducendone l’uso. Ci sono alternative valide, che tra un po’ diverranno anche necessarie, visto il costo dei carburanti e l’avvicinarsi della fine dell’era del petrolio.

Una città come Venezia, anche grazie al fatto che non vi circolano auto, è maggiormente a misura di bambino, è più silenziosa e meno inquinata. Anche se naturalmente l’inquinamento ambientale è una questione complessa e non dipende solo dalle auto. Tuttavia, è probabilmente anche l’assenza di auto che ha permesso alla città lagunare di ottenere la maglia rosa per il secondo anno consecutivo, quella nera invece è andata a Rovigo. Belluno ha ceduto lo scettro delle piccole città a Verbania dopo un biennio di regno. Padova e Verona si sono aggiudicate un dignitoso quarto e sesto posto tra le grandi province, mentre Vicenza e Treviso arrancano in mezzo alla classifica. È un Veneto che ci prova a diventare più «eco-friendly» quello che emerge nella diciannovesima edizione del «Rapporto annuale dell’ecosistema urbano» di Legambiente e Sole 24 ore. 

Nel complesso, le maggiori criticità della regione sono la gestione dei rifiuti e la qualità dell’aria, che a Verona è particolarmente ricca di polveri sottili. Nel complesso anche le piste ciclabili e le aree chiuse al traffico sono poche.

Ma tra i fiori all’occhiello di Venezia, ci sono proprio il verde pubblico e la mobilità collettiva: vaporetti, autobus, piste ciclabili, bike sharing (come ad esempio al Lido, e in terraferma) e anche car sharing.

Una città più verde, secondo me, è una città con meno auto, o almeno con meno mezzi inquinanti. Per fare qualche isolato una bicicletta, magari elettrica (se proprio non ce la fate), mi pare più che sufficiente e sarebbe d’aiuto anche per la salute del nostro cuore e per smaltire qualche chiletto.

 

Presentata la 55a Biennale d’Arte di Venezia

biennale, Paolo Baratta, Massimiliano GioniIl Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Curatore della 55a Esposizione Internazionale d’Arte, Massimiliano Gioni, ha incontrato ieri a Ca’ Giustinian i rappresentanti dei Paesi invitati, tra i quali gli otto che partecipano per la prima volta: Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Costa d’Avorio, Nigeria e Paraguay. Era inoltre presente all’incontro il vice Presidente del comitato promotore del padiglione della Santa Sede.

La 55a Esposizione Internazionale d’Arte si svolgerà dal primo giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale, e potrà contare, come ormai di consueto, anche su numerosi eventi collaterali in diverse location, sparse per la città lagunare.

I padiglioni dei Paesi ai Giardini sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia, come ricordato da Baratta. Una formula di presenza degli stati ancora viva e vitale.

Una formula più che mai interessante e utile, in tempi così globalizzati, per meglio evidenziare le autonomie degli artisti, e le loro provenienze, sempre nuove e varie. Ognuno ha la sua storia e il suo stile, compresi i curatori, che non sempre amano i padiglioni, ma questa è un’altra storia, della quale sinceramente “non frega nulla a nessuno”, la Biennale deve mettere al centro le opere degli artisti, scelti come testimoni della nostra contemporaneità, evitando il più possibile condizionamenti, pressioni o protagonismi, specie di chi artista non è.

 

FAI Marathon e Cleaning Day

fai, graffiti, facebook, pozziIeri, s’è tenuta la FAI Marathon, una camminata alla scoperta dei luoghi della bellezza, spesso dimenticati o sottovalutati, nelle nostre città.

Tra i luoghi nei quali il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) ha organizzato le maratone, c’è stata anche Venezia, in particolare l’obbiettivo di questa edizione era la (ri)scoperta delle tante vere da pozzo sparse per la città.

Naturalmente non tutte, visto che sono circa 2500, ma si sono scelte le più belle e caratteristiche.

Un tempo quasi ogni campo o corte aveva il suo pozzo, e molti di questi erano “incoronati” da costruzioni lapidee spesso riccamente decorate da abili artigiani. Vere e proprie opere d’arte, alle quali sono state dedicate anche numerose pubblicazioni, e che ieri, grazie al FAI, è stato possibile, per chi ha partecipato all’originale maratona, conoscere un po’ meglio.

Tra i monumenti oggetto di sfregio da parte di writers-vandali, ci sono anche le vere da pozzo, come viene detto anche nel video che riporto sotto, che si riferisce ad un altro evento svoltosi a Venezia nella giornata di ieri (domenica).

Il Cleaning Day organizzato dal Gruppo Facebook “I nostri masegni puliti e splendenti”. Un ottimo esempio di come i social network non siano solo una perdita di tempo, ma anche un potente strumento di socializzazione, aggregazione e condivisione di ideali e progetti, che possono poi prendere forma anche fuori dalla rete.

Ieri i membri del gruppo, hanno dedicato il loro tempo per ripulire alcuni muri della città, così da ripristinarne il decoro.

Questi sono i veneziani che mi piacciono, non quelli che si lamentano, ma quelli che si danno da fare per cambiare concretamente le cose.

Se non vi piace una città sporca, degradata, piena di graffiti… Pulitela!

Naturalmente molto importante è anche la prevenzione, che passa dalla formazione dei più giovani, che devono imparare, anche grazie ad iniziative come quelle del FAI, a conoscere meglio e, quindi, ad apprezzare e tutelare, le tante bellezze delle nostre città.