Sta arrivando il Tram

tramContinuano, tra polemiche e disservizi, i lavori per far arrivare i Tram a Venezia. Il mezzo collegherà Marghera a Piazzale Roma e, forse, proseguirà anche per San Basilio.

Dopo qualche problema per i lavori sul ponte, non sempre fatti negli orari più intelligenti, ora si entra in una nuova, delicata, fase. Nei prossimi giorni infatti, non solo si completerà la rimozione dei lampioni dal ponte, così da recuperare lo spazio per la realizzazione di una quinta corsia, ma saranno ripristinate due corsie per ogni senso di marcia.

La quinta corsia permetterà la posa delle rotaie, senza interferire con la normale viabilità.

Alcuni lavori verranno poi eseguiti di notte, come spesso si fa in questi casi, per limitare i disservizi.

Venerdì i lavori inizieranno alle 7, per rendere percorribile la terza corsia in direzione Mestre, mentre di notte si partirà con l’asfaltatura degli ultimi 800 metri di strada che mancavano, in direzione Mestre.

Dal 16 luglio, se tutto fila liscio, inizierà la posa dei binari.

 

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In tram a Venezia

1485207422.jpgSono iniziati i lavori per far passare il tram sul Ponte della Libertà, il mezzo arriverà quindi a Venezia, salvo imprevisti, entro la primavera del 2014. Ormai superati i nodi che ostacolavano la prosecuzione nel suo percorso da Mestre verso Piazzale Roma pare così avvicinarsi la fine di un progetto ambizioso ed estremamente criticato e discusso.

In una recente conferenza stampa che ha visto intervenire il sindaco Giorgio Orsoni, gli assessori comunali alla Mobilità e Trasporti, Ugo Bergamo, ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, il presidente di Pmv, Antonio Stifanelli, la dirigente della Mobilità del Comune di Venezia, Silvia Grandese, sono stati presentati gli interventi che si andranno a realizzare, fino al completamento lavori che, come detto, è previsto per il 2014.

Oltre che del tram, nella conferenza stampa ci si è lungamente soffermati sui buoni numeri fatti registrare negli ultimi mesi dal turismo in laguna, con oltre 50 milioni di presenze, soprattutto di stranieri, tra gennaio ed agosto, numeri che rappresentano una crescita di più del 7% rispetto allo stesso periodo del 2010, anche per questi numerosi visitatori, oltre che per chi a Venezia vive e lavora ogni giorni, servono servizi di trasporto sempre più capaci di dare risposte ad esigenze in costante evoluzione. Per sapere se il tram sarà tra questi dovremo aspettare ancora poco, o almeno così si spera.

 

Arriva il Biennale Bus

bus, biennaleIeri il “Biennale Bus” ha compiuto il suo viaggio inaugurale. Si tratta di uno speciale bus che offre un collegamento con Venezia per i ragazzi delle scuole del Veneto, che vogliono recarsi in visita alla 54ma Esposizione Internazionale Biennale d’Arte. Questa iniziativa è tra le attività “Educational” che si realizzano anche grazie al contributo della Camera di Commercio di Venezia e, nel suo primo viaggio, ha trasportato 50 bambini di due classi della Scuola dell’infanzia “Il Girasole” di Conselve, in provincia di Padova, partiti da Conselve alle 9:30, ed imbarcatisi poi sul “Biennale Vap”, il vaporetto della creatività al Tronchetto alle ore 11:00.

La divertente esperienza educativa è continuata poi con apposite attività di laboratorio ai Giardini e all’Arsenale dalle 13:00 alle 15:00.

Una giornata davvero piena ed emozionante. Scoprire l’arte da bambini è molto importante ed ogni iniziativa che possa far vivere musei e mostre come strutture educative vive ed attive è fondamentale per la formazione dei più piccoli. Ricordo ancora le visite al museo quando ero alle elementari e sono state le esperienze più educative di quegli anni, nonché le uniche che ricordi.

Il “Biennale Bus” è diventato realtà quest’anno, dopo le numerose richieste delle scuole che sempre più spesso prenotano le attività Educational proposte dalla Biennale, ma che sentivano la necessità di raggiungere Venezia e di spostarvisi per raggiungere la sede dei Giardini e dell’Arsenale con maggiore facilità.

Il servizio è gratuito e resterà attivo, su prenotazione, fino al 27 novembre 2011, con 4 corse a settimana, sufficienti a trasportare circa 8 classi.

Tornano gli idrovolanti in laguna

dirigibile, lido, laguna, turismoDopo ben settant’anni un idrovolante torna a solcare la laguna di Venezia che agli inizi del secolo scorso fu la culla di questa attività sia a livello civile che, soprattutto, militare. Artefice del progetto è la società di gestione dell’aeroporto Nicelli del Lido, che ha allacciato contatti con la Seawings, società impegnata in questa stessa attività negli Emirati Arabi, e pronta ad accogliere l’invito di far tornare questi velivoli in città, naturalmente con finalità assolutamente pacifiche e, nella fattispecie turistiche. Un servizio che avrà come base sempre l’aeroporto del Lido, ma che vedrà l’aereo decollare e atterrare in un tratto di laguna vicino all’isola di San Clemente, senza arrecare nessun disturbo alla popolazione e agli ospiti del San Clemente Palace Hotel & Resort.

Si tratta di un progetto che non ha lasciato nulla al caso, anche perché, come spesso avviene in Italia a causa delle burocrazia, la preparazione e l’attuazione dell’idea è stata piuttosto lunga, soprattutto per ottenere il  rilascio delle concessioni necessarie alla sua concretizzazione.

Il servizio di voli turistici su idrovolante avrà un target medio alto e una durate media di volo tra i 20 e i 30 minuti, necessari per raggiungere la stazione crociere di Venezia o il centro storico, sempre partendo dal San Clemente Palace.

I voli sono già iniziati regolarmente attraverso prenotazioni. Per ora non è prevista una vera e propria tabella di volo, in quanto il servizio sarà attivo se le richieste riusciranno a riempire i nove posti disponibili a bordo dell’aereo. L’attività proseguirà fino alla fine di ottobre, affiancandosi agli altri voli turistici in aereo ed elicottero, già da tempo offerti dall’aeroporto del Lido.

Non dimentichiamo poi, come ho già detto anche in questo blog, che presto a Venezia, alzando gli occhi al cielo, potremmo incrociare con lo sguardo un dirigibile. L’idea infatti torna periodicamente e si continua a discuterne.

Cresce il car sharing

1099921795.jpgMentre scrivo questo post fuori “scravassa”, ovvero piove a dirotto, ma non vi voglio parlare di meteorologia e neanche del dialetto veneziano, su cui comunque mi piacerebbe tornare prima o poi. Oggi vorrei riportavi una notizia che trovo interessante, riguarda un tema di cui avevo già parlato e su cui penso tornerò anche in futuro.

Il car sharing o, se preferite l’italico idioma, la condivisione delle autovetture, che nel comune di Venezia è oramai una realtà consolidata, da ben 10 anni. Gli iscritti al servizio hanno ormai superato la soglia delle tremila unità, ed i punti di prelevamento e riconsegna delle autovetture sono tredici, sparsi in tutta la città.

In tutto i mezzi a disposizione sono 49, tra cui 2 dotati di pedana per il trasporto di disabili, e 2 idonei al trasporto di materiali e merci.

L’idea di condividere un mezzo di trasporto è ecologica ed economica e, in periodi come questo in cui si fa un gran parlare di blocco del traffico nelle principali città italiane, è anche un’idea molto comoda e capace di dare una efficace risposta ad una pluralità di questioni, spesso complesse.

Potrebbe sembrare un po’ strano che proprio a Venezia, o meglio nel suo entroterra, ci sia una così spiccata sensibilità per queste tematiche, d’altra parte i veneziani spesso non vanno molto d’accordo con le auto, ma invece, secondo me, bisogna capovolgere il punto di vista per capire meglio la questione. Forse è proprio perché i Veneziani non danno per scontato, come avviene nella maggior parte dei casi, di avere un’auto propria e di usarla per andare ovunque, senza neppure riuscire ad immaginare di prendere il bus o andare a piedi, che il car sharing è riuscito a ritagliarsi spazi importanti.

Vaporetto affonda topo

1420873147.jpgLa viabilità a Venezia è sicuramente uno degli elementi più caratteristici della città, molti da fuori pensano che i veneziani se ne vadano in giro in barca dappertutto, ma non è così, quasi sempre i veneziani, e in molti casi anche i turisti, preferiscono andarsene in giro a piedi. Le barche private che circolano per la città sono piuttosto poche se si fa un confronto con la presenza capillare delle auto nelle città “normali”.

Le imbarcazioni più frequenti sono quindi i vaporetti e le barche da trasporto o da lavoro. Altra caratteristica della viabilità veneziana è che gli incidenti sono piuttosto rari, sempre se si paragona il dato con quello delle strade su cui circolano auto.

Il fatto che una barca urti un muro o una briccola non è frequente, così come lo scontro tra due imbarcazioni, anche se i casi non mancano. Proprio per la loro relativa rarità, quando questi incidenti capitano fanno notizia, almeno in città.

Qualche giorno fa, lungo il Canal Grande, un vaporetto della linea 1 ha “tamponato” un “topo” (tipica imbarcazione veneziana) della Fenice.
Nell’urto il metallo del vaporetto ha avuto la meglio sul legno del topo che gravemente lesionato ha rischiato di colare a picco. Il tutto è stato immortalato da una delle tante telecamere di sorveglianza che “spiano” ogni movimento in città.

Si è reso quindi necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e in particolare della Squadra Sommozzatori che, giunti poco dopo sul posto, hanno letteralmente agganciato il “topo” della Fondazione Teatro La Fenice, rimorchiandolo fino ai vicini approdi di Palazzo Ferro Fini.

L’operazione è stata resa possibile grazie all’utilizzo di una serie di “palloni” galleggianti che hanno tenuto a galla l’imbarcazione in legno del Teatro La Fenice. Il vaporetto dell’Actv intanto proseguiva imperterrito il suo tragitto e successivi accertamenti hanno confermato senza aver riportato nessun danno.

Rialto cade a pezzi

riva.jpgLe rive di Venezia si sgretolano a causa del moto ondoso e in assenza di una manutenzione costante, anche il ponte di Rialto è ora a rischio.

Recenti foto scattate da Marco Zanon, gondoliere da sempre in prima linea nel denunciare il degrado che minaccia Venezia, sono state riportate da quotidiani locali ed hanno avviato un acceso dibattito. Molte rive della città sono in pessime condizioni a causa del moto ondoso che lentamente le divora. Tra queste anche quelle nei pressi del Ponte di Rialto, uno dei simboli della città lagunare. Servirebbero interventi urgenti, ma molto difficilmente ci saranno, mancano infatti i fondi.

«Purtroppo non abbiamo fondi per un intervento di manutenzione straordinaria come questo, ma solo per far fronte a piccole emergenze – ha dichiarato il presidente di Insula, Paolo Sprocati – quando siamo intervenuti per riposizionare le colonnine della balaustra accanto al Fontego dei Tedeschi la situazione, per quanto non così grave, era stata evidenziata dai tecnici: gli interventi sulle gradinate rientrano nel piano straordinario per le rive, per il quale però non ci sono fondi di Legge speciale a disposizione».

Mancanza di fondi che non ha mai fatto partire neppure l’annunciato studio sulle condizioni statiche del ponte di Rialto che il Comune, già nel 2009, aveva commissionato allo Iuav, l’istituto universitario di architettura di Venezia.

«A parte un finanziamento iniziale di circa 20 mila euro per organizzare il progetto, non siamo mai stati in grado di partire, perché i fondi previsti nella convenzione non ci sono mai stati assegnati – dichiara Salvatore Russo, docente dello Iuav e coordinatore del monitoraggio – l’assessore Maggioni si è dimostrato molto disponibile e partecipe al problema, ma purtroppo i fondi non ci sono».

Servirebbero almeno 250 mila euro.

 

Venezia è la città più ecomobile

share.jpgIl 2010 si è appena concluso ed è tempo di bilanci. Secondo l’associazione dei “mobility manager” Euromobility, Venezia nel 2010 è stata la città italiana con la migliore mobilità sostenibile.

Nel “Rapporto Mobilità“, sono stati riportati i risultati della valutazione dei sistemi di mobilità urbana di 50 città italiane ed è stata indicata in Venezia la migliore dal punto di vista della sostenibilità.

L’anno scorso la città lagunare era risultata sesta in classifica, ma nel 2010 ha battuto Bologna, vincitrice del 2009. Le motivazioni della vittoria si riassumono in un trasporto pubblico che funziona, importanti innovazioni nella gestione della mobilità come il car sharing e il bike sharing, una riduzione dell’indice di motorizzazione e un significativo aumento nella diffusione delle auto a gas.

Oltre a questi importanti aspetti, Euromobility, ha esaminato anche la situazione del trasporto pubblico, l’offerta di piste ciclabili e l’introduzione di strumenti per la gestione intelligente del traffico. È significativo il fatto che tra le prime dieci città in classifica, nove appartengano al Nord e solo una sia del centro e che, ben quattro, si trovino in Emilia Romagna, il che testimonia la spiccata sensibilità della regione alle tematiche della mobilità.

Novità sulla Sublagunare

sub-lag.jpgE’ da più di 10 anni che se ne parla, per alcuni è il treno del futuro, una grande opera capace di collegare sott’acqua la città di Venezia alla terraferma, per altri è solo fantascienza, per altri ancora è un’idea che, se realizzata, rischia di distruggere la città.

Ora, la Sublagunare torna d’attualità con la firma di un Protocollo d’intesa tra il sindaco Orsoni e la Camera di Commercio. che realizzerà entro il prossimo gennaio uno studio sulle ricadute socio-ecomomiche di quest’opera avveniristica, analizzando i flussi di mobilità, in chiave di aumento dei turisti, e l’interrelazione con gli altri mezzi di trasporto in vista di una rete integrata.

L’ambizioso progetto di questa metropolitana sottomarina, consentirebbe di collegare in soli 15 minuti il centro storico di Venezia all’aeroporto di Tessera.

Il Comune, guidato dal sindaco Giorgio Orsoni, stavolta sembra fare sul serio, ma prima di partire, vuol capire quali siano le ricadute sociali ed economiche di questa impresa, condividendo la scelta della sua eventuale realizzazione con la città.

Non si tratterà quindi di un’opera destinata a suscitare polemiche, come il Ponte sullo stretto di Messina o, per restare in laguna, il MOSE, ma bensì nascerà da una scelta condivisa sulla “mobilità del terzo millennio”, in una delle aree più delicata e complesse del nostro Paese.

Colpo di scena sul tram

Ennesimo colpo di scena sul tram, il Comune di Venezia trova un accordo su tracciato e soldi. Scartata l’ipotesi del sovrappasso tra Mestre e Marghera, si ritorna al vecchio tracciato.

Al via la progettazione per la linea via Torino, Vega e Venezia. Dopo giornate davvero frenetiche tra riunioni di giunta e maggioranza e mesi di approfondimenti tecnici, la soluzione è arrivata a cinque minuti dall’inizio del consiglio comunale straordinario sul tram. Il sindaco Giorgio Orsoni, il vicesindaco Sandro Simionato e l’assessore alla Mobilità hanno reso così pubbliche le scelte del Comune.

Il Tram è un’infrastruttura essenziale e strategica per questa città e il nostro impegno è quello di ripartire immediatamente con i cantieri per arrivare nel più breve tempo possibile a Venezia e a Marghera, entro 30 mesi“. Ha detto, il sindaco Orsoni, che ha commentato l’atto di indirizzo che la Giunta veneziana ha deliberato e che indica la definitiva (si spera) scelta del governo cittadino sulla questione del tram.

Si tratta di una scelta ponderata in base all’economicità e alla velocità di conclusione del progetto. Speriamo sia davvero la volta buona.