07/03/2012
Isola della Madonna del Monte
Per la serie di post dedicati alle isole della laguna di Venezia oggi vi parlo di una di quelle isole definite “minori” poco note agli stessi veneziani: l'isola della Madonna del Monte.
Questa piccola isola di poco più di 5.000 mq si trova fra San Giacomo in Paludo e Mazzorbo, lungo il canale detto Scomenzera San Giacomo, ed è costituita da due isolotti collegati da una stretta lingua di terra.
Nel 1303 vi fu fondato un piccolo monastero di Benedettine dedicato a San Nicolò, anticamente l’insediamento era infatti noto come San Nicolò della Cavana.
Il convento venne abbandonato nel 1432 e tutti i suoi beni vennero ceduti a quello di Santa Caterina di Mazzorbo. Caduta in abbandono, nel 1712 l’isola attirò l’interesse del veneziano Pietro Tabacco, che vi fece costruire una chiesa, dedicata a Santa Maria del Rosario, e alcuni edifici da destinare ad una confraternita da lui fondata.
Da questo momento in poi l'isola fu comunemente nota come Monte del Rosario o Madonna del Monte. Il piccolo complesso che vi si ergeva fu però demolito a metà Ottocento per far posto ad una polveriera di cui restano oggi delle rovine.
Al momento l'isola è in uno stato di totale abbandono e sono state formulate numerose proposte per un suo futuro recupero, ma molto naturalmente dipenderà dai suoi attuali (e/o futuri) proprietari, visto che si tratta di un’isola privata.
08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: isola | OKNOtizie |
Facebook
29/02/2012
Mazzorbo
Continua la serie di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo di Mazzorbo.
Mazzorbo è un'isola della Laguna Veneta che si trova ad est di Burano ed è collegata a quest’ultima da un ponte. Oggi vi si trovano un centro sportivo, opera dell'architetto Giancarlo De Carlo, ed il cimitero di Burano, oltre ad alcune case popolari.
L'isola ha una forma rettangolare, con il lato maggiore di circa 880 metri. In parte il suo territorio è dedicato alla coltivazione. Alcune aree sono invece urbanizzate da quartieri di recente costruzione, nei quali abitano poco più di 300 persone.
Anticamente Mazzorbo era chiamata Maiurbium (forse una storpiatura di Magna Urbs, "città maggiore"), come tutti gli antichi centri lagunari nacque per effetto dello spopolamento delle città dell'entroterra, sotto la spinta delle frequenti invasioni barbariche.
Fin dai primi tempi l'isola, potendo godere della vicinanza di Torcello, a quel tempo grande centro commerciale della laguna, vantava ricchi palazzi e numerose chiese.
Raggiunto il massimo splendore nel X secolo, Mazzorbo, come altri centri vicini, iniziò a declinare in favore della vicina Venezia. Divenne così un'isola utilizzata per le attività agricole o per lo svago dei patrizi veneziani.
Dell'antica Mazzorbo non resta oggi praticamente traccia, eccezion fatta per la chiesa di Santa Caterina, databile tra il 1283 e il 1291, nella quale trova spazio la più antica campana della Laguna, databile al 1318.
08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: isole | OKNOtizie |
Facebook
24/02/2012
Strafalcioni, notizie errate o totalmente inventate
Quello delle guide turistiche è un grosso problema, molto sentito a Venezia e nelle principali città d’arte italiane. Non ci si può improvvisare guida turistica, serve una preparazione specifica e un tesserino che la attesti.
Ma che le guide “abusive” contribuiscano a diffondere un’immagine estremamente distorta della città agli incauti turisti che vi si affidano, beh questo non me l’aspettavo.
Leggendo un articolo pubblicato ieri dal Corriere del Veneto, mi si è davvero aperto un mondo.
Le guide, soprattutto cinesi e dell’Est Europa, ma anche provenienti dalla Grecia, da Russia, Germania e Francia, descrivono il Fontego dei tedeschi come una vecchia sede della Gestapo. Il ponte dei Sospiri viene rinominato ponte dei Baci e secondo loro i veneziani muoiono giovani, massimo a 45 anni, a causa dell’umidità eccessiva. Sembrano barzellette o leggende metropolitane, ma pare proprio sia uno di quei casi nei quali la realtà supera l’immaginazione.
Per ogni guida autorizzata ce ne sono almeno cinque abusive e, soprattutto, molto impreparate. A lanciare l’allarme è l’Associazione guide turistiche di Venezia (Agtv): quelle ufficiali sono attualmente 220, le altre sono tutte abusive e muovono un giro d’affari di 300 mila euro al giorno. Per colpa di queste persone la Bocca del Leone viene equiparata da molti turisti a quella della Verità, e la Basilica, con il nome storpiato in Basilica di San Marco Polo, si racconta essere stata costruita con i mattoni provenienti da un cimitero ebraico. Piazza San Marco, inoltre, sarebbe stata inondata per secoli dal sangue dei condannati, e le isole della laguna avrebbero preso tutte il nome da ordini religiosi.
Versioni davvero fantasiose. Sarebbe interessante sapere chi le ha ideate, se esistono fonti, abusive, comuni, o ognuno improvvisa.
08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in Arte, sfoghi, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: turismo, turista | OKNOtizie |
Facebook

