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01/07/2009
Storie di gatti e topi
Tra gli abitanti più rappresentativi di Venezia non possiamo dimenticare i gatti, che spesso possiamo incontrare inaspettatamente in qualche calle o spaparanzati, sornioni in qualche campo. A volte radunati in piccole colonie sfamate da anziane gattare, oppure viziati e a volte obesi relegati in qualche salotto. Sicuramente meno piacevole l’incontro che, specie la notte si può fare in qualche calletta... L’incontro con una pantegana, ce ne sono di belle grosse.
Ma la presenza di gatti e topi a Venezia non è per nulla casuale o banale, affonda le sue radici nella storia della città.
I mercanti Veneziani riportavano sete e spezie dall’oriente, ma nelle stive delle navi spesso si intrufolavano dei pericolosi clandestini. I topi, pericolosi perché portatori della peste. Pantegana, infatti, è un termine che deriva dal Greco pontykòs e significa proprio proveniente dal Ponto, ossia dall’oriente. I topi veneziani, quindi sono di origine asiatica. Come detto i topi portavano la peste e Venezia ha dovuto affrontare in più occasioni questa piaga, come testimoniano ancor oggi chiese come quella del Redentore o della Madonna della salute, erette proprio come voto per la salvezza della città dalle pestilenze. Ma i veneziani son sempre stati persone pratiche e, oltre ad affidarsi alla fede, hanno escogitato altri rimedi, semplici quanto geniali. Per ridurre il rischio che i topi portassero la malattia andavano ridotti e, per farlo, quale metodo migliore che importare, stavolta dalla Dalmazia il loro nemico tradizionale: il gatto.
Ed ecco che i gatti sono così diventati parte integrante della città. Oggi spesso i gatti si sono impigriti e non cacciano più i topi, ma per fortuna il numero di quest’ultimi è molto ridotto e la loro pericolosità limitata.
08:30 Scritto da: VirgilioVenezia in Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gatti, topi, peste | OKNOtizie |
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