Il Molino Stucky all’asta

molino stucky,hotel,giudeccaIl Molino Stucky fu costruito nel 1895 per iniziativa di Giovanni Stucky, imprenditore e finanziere svizzero, il cui padre si era spostato nel Veneto con un’italiana della famiglia Forti. La progettazione dell’imponente complesso fu affidata all’architetto Ernst Wullekopf, che realizzò uno dei maggiori esempi di architettura neogotica applicata ad un edificio industriale.

L’edificio colpisce per stile e proporzioni anomale rispetto a quelle delle tradizionali architetture veneziane.

Il complesso alberghiero andrà ora all’incanto, su decisione del Tribunale di Venezia nel quadro di una controversia locale.

Si prevede che la vendita del ex Molino Stucky sarà conclusa entro un paio di mesi, e che l’operazione immobiliare movimenterà qualcosa come 300 milioni di euro.

Dopo l’Hilton sarà un altro gruppo alberghiero ad acquistare questo originale edificio veneziano che pare catapultato dall’Inghilterra, oppure l’ex Molino cambierà ancora destinazione d’uso? Si vedrà.

 

Il volo della pantegana

topo, barche, canal grande, canali, cannaregio, carnevale, maschereUna pantegana gigante (e volante) a bordo di un burcio (barca tipica) ha aperto in Canal Grande a Venezia il Corteo Acqueo delle Remiere per il carnevale 2013. Una delle prime manifestazioni di questa edizione del carnevale veneziano.

Il grande topo realizzato in polistirolo, accompagnato da figuranti vestiti da dame e cavalieri e da un’orchestrina che interpretava motivi veneziani in chiave rock e swing, simboleggiava ironicamente, secondo gli organizzatori dell’evento, l’imminente ”fine” della città abbandonata da tutti e lasciata in balia dei (giganteschi) roditori.

Le barche si sono radunate all’altezza del campo della Salute, si sono avviate lungo il Canal Grande, e hanno fatto volare la pantegana giù dal ponte di Rialto, per proseguire poi nel canale di Cannaregio, a due passi da casa mia.

Dall’acqua la festa si è poi trasferita sulle rive dove sono stati preparati numerosi stand enogastronomici che proponevano pietanze e beveraggi nel solco della più gustosa tradizione veneta.

Assieme al burcio, col sorcio, in navigazione una cinquantina di caorline e mascherate, con il resto del bestiario veneziano: la magoga, l’astice, il cavalluccio e il pesce, ma anche pinguini e tante altre variopinte creature, più o meno improbabili.

In corteo complessivamente ha coinvolto 300 persone, 200 vogatori e un centinaio di figuranti.

Peccato che, almeno per ora, tra il pubblico, numeroso ed incuriosito, di maschere se ne sono viste davvero pochissime, ma c’è tempo, siamo solo all’inizio.

 

Ocio, ciò! Città e sicurezza

teatro, anziani, mestre, truffe, ChirignagoIl progetto “Ocio, ciò! Città e sicurezza” del quale avevo già parlato in passato su questo blog, arriva ora anche a Chirignago, con un pomeriggio di informazione e spettacolo aperto a tutti. 

Mercoledì 6 febbraio, alle ore 16:45 nell’auditorium del Centro “Don Orione”, è in programma “Ocio ciò! A Chirignago“, promosso dal Comune di Venezia e dalla Municipalità di Chirignago e Zelarino nell’ambito del Progetto “Ocio, ciò!”. L’ingresso è libero.

Di cosa si tratta? Un appuntamento di informazione e divertimento per saperne di più su come difendersi da truffe, furti e scippi.

Tematiche molto importanti, in particolare per gli anziani che vivono soli e che vogliano complicare la vita ai sempre più numerosi truffatori che li prendono di mira.

Lo spettacolo, vedrà anche la partecipazione di Café Sconcerto, il duo composto da Salvatore Esposito e Monica Zuccon testimonial del progetto. Verranno portati in scena alcuni sketch ideati proprio per spiegare come avvengono le truffe “porta a porta”, cioè quando si presentano falsi assistenti sociali, persone che si spacciano per “amici di vostro figlio”, oppure falsi “controllori della pensione” che hanno il solo scopo di rubare. 

Lo spettacolo di cabaret proposto da Cafè Sconcerto sarà preceduto dagli interventi del Vice Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali, Sandro Simionato, del Presidente e del Delegato alle Politiche della terza età della Municipalità di Chirignago Zelarino, Maurizio Enzo e Lucio Zanetti. Sarà presente inoltre un dirigente del Commissariato di Polizia di Mestre, che fornirà alcuni suggerimenti i consigli per essere “più furbi dei furbi”, evitando così di cadere nei tranelli tesi dai truffatori.

In un territorio, come quello veneziano, dove ci sono sempre più anziani, spesso soli, queste iniziative sono molto importanti, inoltre “Ocio, ciò!” è anche uno spettacolo divertente, per passare un piacevole pomeriggio.

L’enogastronomia sale in cattedra

università, vino, lavoro, tradizioniL’enogastronomia è senza dubbio una delle eccellenze del Made in Italy, e ora sale addirittura in cattedra, con il master universitario di primo livello in “Cultura del cibo e del vino per la promozione delle risorse enogastronomiche” promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Si svolge lungo la “Strada del prosecco”, che va da Conegliano a Valdobbiadene, nella provincia di Treviso, la settima edizione di questo originale master universitario promosso dall’Università Ca’ Foscari e sostenuto dal Comune di Valdobbiadene.

Il programma, che si snoderà dal 31 gennaio al 30 giugno, è rivolto sia a giovani laureati, sia a professionisti interessati ad acquisire conoscenze e competenze in un settore decisamente in crescita.

Il master – sottolinea un articolo sul nuovo numero dell’Almanacco della Scienza del Cnr – favorisce l’inserimento nel lavoro in un comparto strategico per il Veneto e più in generale per il Paese: dalla tutela dei prodotti tipici all’organizzazione di eventi culturali e turistici, fino alla valorizzazione della cultura enogastronomica. 

Il percorso formativo si articola tra tradizionali lezioni in aula, seminari e working group per un totale di 360 ore. Le attività si allargheranno ai luoghi della filiera enogastronomica, muovendosi tra aziende agricole, cantine, distillerie, pastifici, ristoranti e caffè, ma anche case editrici, archivi e biblioteche. 

Al master seguirà poi un tirocinio obbligatorio di 300 ore che permetterà di avere un contatto ancor più diretto con gli addetti ai lavori di importanti aziende del comparto, facilitando l’inserimento degli studenti più meritevoli e capaci, nel mondo del lavoro.

 

Progetto Biennale College-Cinema

3691604158.jpgL’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, si era chiusa con qualche strascico di polemiche, niente di nuovo direte, ma queste in particolare riguardavano il calo degli incassi, e la scarsa presenza di registi giovani.

Se la prima questione si potrebbe anche liquidare con un generico “c’è crisi”, la seconda merita maggiore approfondimento.

Infatti una scarsa presenza di voci giovani in una delle maggiori rassegne cinematografiche italiane e mondiali, si può spiegare anche con la cancellazione della sezione Controcampo italiano dedicata alle opere prime degli emergenti, sezione che era stata reintrodotta durante la direzione artistica di Marco Müller, e che il suo successore Alberto Barbera ha invece liquidato definendola una “riserva indiana”.

Quest’anno si riparte, con un nuovo progetto, il 2013, è bene ricordarlo, sarà l’anno in cui la Mostra compie 70 anni, e sono molte le novità previste. Tra queste il progetto Biennale College-Cinema, concorso dedicato alle opere prime e seconde, che per la prima volta nella storia del festival lagunare si propone come laboratorio creativo e di produzione.

In tutto sono stati 433 i registi, di 77 paesi diversi, che hanno partecipato al concorso come emergenti, tra questi hanno superato la prima soglia della selezione soltanto in 15. I team di ciascun progetto composti da un regista e un produttore, hanno appena concluso il primo workshop di 10 giorni che si è svolto proprio a Venezia, durante il quale hanno anche avuto modo di presentare le loro opere alla presenza della stampa, del presidente Paolo Baratta e del direttore Alberto Barbera. Solo tre di essi accederanno al secondo workshop di 15 giorni che si terrà entro il mese di marzo, e alla fine del quale cominceranno le produzioni dei tre lungometraggi vincitori di un finanziamento di 150 mila euro, messo a disposizione dalla Biennale con il sostegno di altri sponsor.

Questo progetto è la strada giusta per aiutare i giovani creativi? Beh di sicuro è una delle possibili strade.

 

Una ricetta per delle ottime polpettine

bacari, tradizioni, cibo, cicchettiTra i “cichetti” più popolari dei “Bacari” veneziani ci sono senza dubbio le polpette, e alcuni bacari, come l’Osteria alla Vedova, si sono fatti un nome in laguna proprio per queste.

Naturalmente ogni locale ha la sua ricetta, che custodisce più o meno gelosamente. Io ve ne propongo una, ma come sempre le varianti sono numerose, e molto dipende dai gusti personali, oltre che da esperienze ed influenze di chi le prepara.

Iniziamo dagli ingredienti: macinato di manzo, mortadella, patate, uova, formaggio grana, pane grattugiato, prezzemolo, aglio, sale e pepe.

Mettere il macinato in un recipiente, bollite le patate e passatele poi in un passapatate. Tritare la mortadella e aggiungete aglio, grana, uova, e del pane grattugiato finché non otterrete un composto omogeneo e non troppo stopposo.

Aggiungete infine prezzemolo, sale e pepe. Impastate il tutto e create la polpetta della dimensione che preferite, se si tratta di un cichetto non sarà molto grande.

Passate poi le polpette in un po’ di pane grattugiato e friggetele in abbondante olio bollente, preferibilmente evitando che le polpette tocchino il fondo della pentola.

Per accompagnarle va benissimo un qualsiasi bicchiere di buon vino rosso, ovviamente meglio se Veneto.

A tal proposito vi lascio con un bel brindisi, in voga a Venezia nel XIV secolo.

Chi ben beve ben dorme,

chi ben dorme mal no pensa,

chi mal no pensa mal no fa,

Chi mal no fa in Paradiso va.

Ora ben bevè che el Paradiso avarè.

 

Tempo, letture e profezie

san giorgio, libri, mostra, Fondazione Giorgio CiniSiamo scampati alla nefasta profezia Maya e ci apprestiamo già a far festa con il colorato carnevale veneziano, ma in laguna diamo sempre spazio alla cultura, con mostre ed eventi, grandi e piccoli, per tutti i gusti.

Oggi vi parlo di una piccola mostra, visitabile fino al 13 febbraio, e ideata con il preciso scopo di valorizzare e far conoscere al pubblico il prezioso patrimonio conservato presso l’Isola di San Giorgio Maggiore.

Lo staff del Coordinamento Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini ha allestito un’interessante  esposizione con alcuni degli esemplari più significativi delle loro preziose raccolte antiche, creando un percorso dedicato al concetto di tempo. 

La mostra è stata pensata ed organizzata in bacheche tematiche: nella prima, si affronta la misurazione scientifica del tempo; nella seconda, i pronostici; nella terza, le profezie e i libri di ventura; nella quarta, la medicina e le ricette per il “buon vivere”; nella quinta, l’arte del “ben morire”; nella sesta: il ritorno all’Assoluto. 

Il tempo, inteso come la dimensione nella quale si verificano gli eventi, ha la necessità di essere misurato per poter concepire e determinare il passato, il presente e il futuro. Dopo alcuni esempi di studio e misurazione del tempo, la mostra prosegue documentando un aspetto rilevante della cultura del Rinascimento: la convinzione di poter guardare al futuro per affrontare profeticamente gli avvenimenti che in quegli anni risultavano essere spesso poco rassicuranti (guerre, epidemie, eclissi solari). 

Vengono a tal proposito esposti alcuni splendidi esempi dei più famosi libri di ventura, di profezia e di chiromanzia. Insomma, basta Maya, sull’argomento profezie anche noi italiani ne abbiamo parecchie da raccontare.

Sul tema del tempo, mi viene poi in mente un bel pensiero di Daniel Pennac, con il quale vi lascio (per ora) “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.

Lo dedico a tutti quelli che dicono che non leggono, libri, giornali, e magari anche il mio blog, perché non hanno tempo.

 

Il Carnevale dei colori

carnevale, colori, concerticerti, marieSi può dire che le feste natalizie siano appena finite e già si parla di quelle per il Carnevale, che infatti a Venezia prenderà il via già il 26 gennaio, per chiudersi poi il 12 febbraio.

Saranno quindi 13 giorni, animati da tantissimi spettacoli, concerti, giochi e divertimenti.

Il filo conduttore di questa edizione saranno i colori: Il Carnevale dei colori, i colori del Carnevale.

Proprio nel segno del colore saranno tutti gli appuntamenti del ricco calendario dell’evento, dai concerti in Piazza San Marco, ognuno dedicato a un tema cromatico differente, alle danze storiche e alle tante performance nei campi, passando per aperitivi in musica e gli immancabili eventi dedicati ai più piccoli.

Un turbine di musica e colori che travolgerà tutti, miscelando innovazione e grandi appuntamenti della tradizione, come il Corteo e la Festa delle Marie. 

Caleidoscopio di colori anche per i tradizionali voli, da quello dell’Angelo allo Svolo del Leon in programma per martedì Grasso, quando a mezzanotte la Vogata del Silenzio, corteo silenzioso di barche dal Ponte di Rialto al Bacino di San Marco, chiuderà ufficialmente il Carnevale di Venezia 2013.

 

La mamma dei cretini è sempre incinta

rioba, biennale, polemiche, graffitiChi segue da un po’ questo blog probabilmente ricorderà i miei post dedicati alla sparizione e, per fortuna, al successivo ritrovamento della testa del Sior Rioba.

Purtroppo nei giorni scorsi altri atti vandalici hanno colpito a Venezia ben nove sculture.

Si tratta prevalentemente di busti marmorei, realizzati tra il 1700 e il 1800 collocati nei Giardini di Castello, a ridosso della Biennale.

Ad un busto di Richard Wagner è stato rotto il naso, e sorte analoga è toccata ad altre sculture, tra le quali un busto di Giuseppe Verdi.

Dopo i graffiti e vari danneggiamenti, un ulteriore sfregio ad una città che certo non lo merita, da parte di persone che non riconoscono la sua bellezza ed unicità e che, pertanto, più che rabbia mi fanno provare compassione.

Se venissero, come auspico, identificati, più che puniti dovrebbero essere aiutati ed educati al rispetto per la storia e la bellezza.

 

Gobbe o pissabraghe

strade, tradizioni, venessiaOgni pietra a Venezia ha una storia e un suo perché. Probabilmente passeggiando per la città lagunare avrete notato in qualche angolo nelle “gobbe” in malta o mattoni. Di che si tratta? Sono elementi che servono alla statica degli edifici o hanno altri ruoli?

Ci sono almeno due teorie su questi elementi, piuttosto comuni in città, se ne contano infatti a centinaia. 

Secondo alcuni sarebbero delle “gobbe antibandito”, ovvero elementi che impedivano ai malintenzionati di nascondersi in qualche angolo buio in attesa di sopraffare qualche mal capitato passante.

Altra scuola di pensiero vede in queste “gobbe” le cosiddette “pissotte”, o “pissabraghe”, ovvero un deterrente a chi vedeva in ogni angolo, specie se poco illuminato, un orinatoio.

Farla in un angolo con la “pissotta” oltre a dare minore privacy, rendeva infatti particolarmente vulnerabili agli schizzi d’urina.

E voi che ne pensate? Avete mai notato queste particolari “gobbe” in città?