Ca’ Foscari Short Film Festival II edizione

università, festivalSi concluderà domani (sabato 31 marzo) la seconda edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival.

Il Festival di cortometraggi organizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia che in questa seconda edizione, dal 28 al 31 marzo 2012, è stato suddiviso in tre differenti programmazioni:

  • Il concorso internazionale di cortometraggi realizzati dagli studenti di cinema, scienze della comunicazione, o studenti universitari che frequentino corsi di cinema.
  • Il concorso di cortometraggi realizzati da studenti degli Istituti Superiori della Regione Veneto.
  • I cortometraggi fuori concorso, le retrospettive e le rassegne speciali.

Tra gli eventi speciali l’omaggio a Francesco Pasinetti, iniziato durante la scorsa edizione. Il regista veneziano, famoso soprattutto per il suo lavoro di teorico e per essere stato il primo studente a laurearsi con una tesi sul cinema in Italia, è ancora oggi poco conosciuto e studiato, anche dagli addetti ai lavori,

Grazie agli sforzi del Festival si prova a sopperire a questa lacuna, proponendo in anteprima quattro suoi cortometraggi, dei documentari nei quali Pasinetti affronta, con approccio innovativo, quattro tematiche differenti.

Un documentario “didattico” sulle orme di Giacomo Leopardi, un documentario “sociale” intitolato “Nasce una famiglia”, un documentario “industriale” sul Vajont e un documentario “artistico” dedicato agli impressionisti.

 

L’Isola dei Laghi

isoleL’isola dei Laghi ha una superficie di 8 ettari e mezzo e si trova di fronte a Torcello sul canale di Burano, immediatamente a nord di Mazzorbetto dalla quale è separata da uno stretto canale detto del Taglio.

Si tratta di un’isola di formazione molto recente e fu aggiunta nella carte lagunari solo pochi anni fa: fino agli anni sessanta, la zona non era altro che un’area di barene denominata Palude dei Laghi, in seguito interrata per il riversamento di fanghi provenienti dallo scavo di alcuni canali. 

Non è mai stata abitata ed è priva di costruzioni significative. Nel 1990 l’Associazione Culturale Veneziana (AS.CU.VE), affiliata all’AUSER regionale e nazionale, ha avviato su questo territorio delle attività di recupero gestite dagli anziani di Burano, con l’apertura di diversi sentieri e la creazione di alcuni orti, ricreando così la tradizionale integrazione tra orticoltura e pesca un tempo molto diffusa nel contesto lagunare.

Di recente l’isola è stata inserita nel piano di recupero morfologico portato avanti dal Consorzio Venezia Nuova che ha provveduto al rialzamento degli argini ed alla risistemazione delle canalette interne. Ha costruito anche un attracco dentro il Canal del Taglio per accedere in modo più facile agli orti.

Oggi quest’isola è in gran parte di proprietà comunale, ma la parte a ridosso del Canale di Mazzorbo è di proprietà privata e non è pertanto visitabile.

 

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Gustav Klimt torna in laguna

GiudittaKlimt è un artista che vanta moltissimi estimatori, che saranno ben felici di sapere che molte delle sue più importanti opere sono state raccolte in una imperdibile mostra dal titolo: “Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione“. 

L’evento, a cura di Alfreid Weidinger, ha aperto in questi giorni al Museo Correr di Venezia, e continuerà fino all’8 luglio 2012.

Gustav Klimt diceva di guardare alla sua arte se si voleva sapere qualcosa di lui. L’occasione di farlo, a 150 anni dalla sua nascita, è data ora dalla mostra allestita nelle sale del Museo Correr.

L’esposizione è nata da una collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Belvedere di Vienna e, tra l’altro, riunisce la “Giuditta” del 1901 e “Salomé (Giuditta II)”, del 1909, opera acquisita dalla Biennale durante l’esposizione del 1910.

 

mostra

Appuntamenti per il fine settimana

concerti, danza, Sabato 24 marzo, appuntamento con il penultimo incontro della rassegna “Pomeriggi Musicali a Palazzo Albrizzi”, con il recital del pianista Francesco Bissanti. Musiche di F. Liszt, A. Scriabin, P. Tchaicovsky, C. Debussy.

Se preferite un genere più moderno e trasgressivo non perdetevi la data veneziana del Caparezza Sogno Eretico Tour 2012, che vedrà impegnato il musicista fino a primavera inoltrata, in una nuova serie di live dopo le 50 date che hanno registrato oltre 250.000 presenze. 

Con la sua capacità di muoversi tra rap, rock ed elettronica, e con immensa gratitudine verso il pubblico che tanto gli ha tributato, Caparezza torna con un nuovo show, un nuovo allestimento, una nuova sfida. Il suo ultimo album “Il Sogno Eretico” è stato disco di platino e il 24 marzo l’artista sarà al C.S.O. Rivolta di Via Fratelli Bendiera a Marghera.

Sempre sabato 24, ma all’Auditorium San Nicolò di Chioggia, andrà in scena uno spettacolo dedicato all’artista statunitense Isadora Duncan (1878 – 1927), danzatrice considerata tra le più significative precorritrici della “danza moderna”. 

Domenica 25, all’Arsenale di Venezia si terrà la conferenza “I nuovi modi di fare arte”, un interessante approfondimento sul mondo dell’arte creata e fruita nella rete. Interverranno: Mario Gerosa redattore capo della rivista AD; Domenico Quaranta critico e curatore d’arte; Igor Zanti curatore del premio e Modera Valentina Tanni critico d’arte e giornalista esperta di arte digitale.

Al Café Sconcerto di Chirignago sarà invece possibile rivivere le atmosfere degli anni ’60 raccontati attraverso le belle canzoni e il divertente cabaret dei Gufi.

In fine, per i più piccoli, domenica 25, alla libreria Toletta Kids, un incontro dedicato alla lettura animata, in collaborazione con l’Associazione Barchetta Blu.

 

Settimana contro il razzismo

calendario, mestreI recenti fatti di cronaca ci fanno scontrare con la dura realtà, il razzismo è ancora tra noi e può davvero fare paura, per questo sono felice di segnalare che oggi, mercoledì 21 marzo, inizia l’ottava “Settimana di azione contro il razzismo”, promossa dal Comune di Venezia, con l’Assessorato comunale alle Politiche giovanili.

La settimana prevede un ricco calendario di iniziative che proseguiranno fino al primo di aprile, organizzate assieme all’associazione “Sos Diritti” e all’Unar – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. 

Oggi alle ore 10:30, per inaugurare l’iniziativa, si formerà, in Riva degli Schiavoni a Venezia, una catena umana contro il razzismo. 

Ma il programma, come detto è davvero ricco, e si articolerà tra il centro storico e la terraferma: sabato 24 marzo, alle ore 10:00, presso il centro culturale di Santa Maria delle Grazie a Mestre (in via Poerio 32) si terrà il convegno “Parole che discriminano”. Il tema della conferenza sarà quello del rapporto tra media e migrazioni e verranno inoltre presentati i risultati di un monitoraggio della stampa locale curato dall’Osservatorio Antidiscriminazioni di Venezia.

Giovedì 29, alle ore 20:00, all’Officina Sociale di Marghera (in via Fratelli Bandiera 20), avrà luogo una cena sociale, con piatti curati dagli studenti della scuola di italiano “Liberalaparola” e con l’accompagnamento delle musiche della “BandaNera”.

Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile, al Parco Bissuola di Mestre, decine di squadre composte da giocatori di diverse nazionalità si sfideranno in un torneo di calcetto nel segno dell’antirazzismo. 

Dopo il torneo, seguirà, alle 19:00 il “terzo tempo” al “Culture bar Conestoga” in via Bacchiglione a Mestre. 

Infine, la Fondazione Bevilacqua La Masa, nella sua sede di Palazzetto Tito a Venezia, propone, fino al 15 aprile, la mostra “Io, tu, lui, lei”, promossa dall’Osservatorio comunale Queer. L’evento rappresenta la conclusione di un percorso progettuale su dialogo ed identità, avviato con la VII Settimana Antirazzista del 2011.

Per informazioni e contatti: antidiscriminazioni@comune.venezia.it

 

Crisi e cultura

3024208203.jpgLa Galleria Franchetti della Ca’ d’Oro e Palazzo Grimani questa domenica sono rimasti chiusi al pubblico per mancanza di personale.

Quello in servizio è stato infatti dirottato per consentire l’apertura pomeridiana delle Gallerie dell’Accademia, che sono comunque rimaste chiuse nella mattinata.

La carenza di personale è dovuta alla mancanza di fondi e alla conseguente impossibilità di impiegare, come tradizionalmente avveniva, lavoratori delle cooperative.

Ancora una volta quindi a soffrire della crisi economica è la cultura, peccato, visto che si tratta di una delle principali risorse (anche, se non soprattutto, economiche) della città lagunare.

Il fatto che manchino i soldi per tenere aperti i musei è poi ancor più sconcertante se si pensa che soldi se ne trovano, e pure tantissimi, per altri discutibili scopi.

Parliamo, ad esempio, di una delle più recenti e discusse opere realizzate in città, il Ponte della Costituzione del celebre architetto spagnolo Santiago Calatrava, che recentemente è finito direttamente nel mirino del Procuratore Regionale della Corte dei Conti. 

Il Ponte infatti, non particolarmente amato da molti veneziani, ha richiesto ben 11 anni di lavori e alla fine, a fronte di una spesa prevista di circa 3,5 milioni di euro, ne è costato più di 11.

Inoltre questo ponte, costruito con le più moderne tecnologie, ha costante bisogno di costosi interventi, ecco perché adesso, Calatrava in persona, assieme ai sei responsabili del cantiere che si sono succeduti negli undici anni di lavori, dovranno spiegarne tempistiche e costi in tribunale.

 

Venezia si apre al mercato… dei film

lido, cinemaLa mostra del Cinema è ancora piuttosto lontana, ma c’è molto lavoro da fare, soprattutto da un punto di vista logistico, visto che il nuovo e discusso palazzo del cinema non sarà pronto prima di diversi anni.

Ma quest’anno, la mostra che andrà in scena al Lido, dal 30 agosto al 3 settembre, non riserverà solo novità legate a nuovi spazi e ristrutturazioni di quelli esistenti, c’è ben altro in ballo, ma andiamo con ordine. Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, dopo una recente riunione, ha preso significative decisioni nell’ambito della riqualificazione degli spazi utilizzati dalla Mostra.

D’intesa col Comune di Venezia continuerà l’opera di restauro della Sala Grande, iniziata nel 2011, ed inizieranno i lavori per la realizzazione di un nuovo, più ampio e funzionale, foyer del Palazzo del Cinema, che verrà adibito all’accoglienza del pubblico, dopo un intervento negli spazi dell’avancorpo al piano terra del Palazzo. L’intervento prevede anche il rinnovo delle due salette storiche Pasinetti e Zorzi, con un ampliamento complessivo di 50 posti. La Sala Volpi, che porta il nome del fondatore della Mostra del Cinema di Venezia, (ricavata a suo tempo riducendo il foyer) ormai risulta del tutto inadeguata per qualità e caratteristiche, e sarà pertanto temporaneamente sostituita da una nuova sala al primo piano del Casinò. La Sala Volpi (con i suoi 150 posti) tornerà successivamente a vivere in una nuova e più degna collocazione all’esterno del Palazzo.

Ma veniamo ora alla vera novità della 69° Mostra del Cinema, si tratta di un ambizioso progetto per portare in laguna un nuovo Mercato del Film (il Venice Film Market) proposto dal Direttore Alberto Barbera, e che si affiancherà all’Industry Office, per incrementare così la capacità di attrazione verso gli operatori della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il Mercato si concentrerà nei primi giorni dell’evento, da giovedì 30 agosto a lunedì 3 settembre, e sarà allestito in appositi spazi all’Hotel Excelsior. Responsabile del Mercato del Film sarà il francese Pascal Diot, che ha esperienza di co-produzioni, distribuzioni e vendite internazionali e di organizzazione di mercati cinematografici.

Il principale cambiamento del nuovo Mercato, consisterà nell’offrire già da quest’anno, la possibilità ai compratori di visionare e acquistare tutti i film che i venditori proporranno, oltre che quelli visionati in Mostra.

Questa novità elimina, almeno virtualmente, la marcia in più, fin qui avuta dal Festival di Cannes, da tempo importante appuntamento, non solo culturale e modaiolo, ma anche di mercato per tutti gli addetti ai lavori.

 

L’isola di Sacca Sessola

isolaPer il ciclo di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo dell’isola delle rose, più nota come Sacca Sessola.

Si tratta di una delle più giovani e grandi isole della laguna, è infatti un’isola artificiale di circa 16 ettari, realizzata nella Laguna Sud, tra il 1860 e il 1870 usando il materiale derivante dagli scavi per l’ampliamento del porto commerciale di Santa Marta. 

Sacca Sessola venne destinata inizialmente a deposito di combustibili e quindi convertita a finalità agricole, con orti, roseti e vigneti. 

Il suo nome è composto da “sacca”, ovvero isola artificiale, come la più nota Sacca Fisola, e “sessola”, visto che la sua forma ricorda l’omonimo strumento usato dai veneziani per eliminare l’acqua dal fondo delle barche.

Inizialmente quest’isola era di proprietà della Regia Amministrazione, che la diede in gestione al Comune di Venezia con una convenzione stipulata il 2 luglio 1875; l’Ente adibì l’area a capannoni per il Deposito Generale dei Petroli, ma questa attività venne definitivamente dismessa nel 1892. 

Si pensò quindi a usare l’isola come sede per un ospedale specializzato nella cura di malattie contagiose. Dopo molti anni di attività, nel 1979, l’ospedale chiuse e per l’isola iniziò un lento ed inesorabile processo di abbandono e degrado.

Nel 1981 la proprietà di Sacca Sessola passò al Comune con il vincolo della destinazione d’uso. 

Dal 1992 l’isola è gestita dall’Associazione Venice International Center for Marine Sciences of Technologies che vi svolge ricerche nel campo della scienza e della tecnologia.

 

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L’ecorivoluzione della luce

lampioni, economia, ambienteRendere Venezia all’avanguardia rispetto alle più grandi città del mondo, è un obbiettivo ambizioso e complesso da raggiungere, se poi si desidera perseguirlo “a costo zero” per il Comune, la sfida pare persa in partenza, ma non è affatto così.

In molti casi Venezia ha dimostrato di saper stare al passo con i tempi e, addirittura, di essere capace di innovare.

L’ultima sfida riguarda l’impianto di illuminazione urbana, che spesso avviene attraverso lampioni molto belli e caratteristici, ma basati su tecnologie obsolete, ad esempio sul piano del risparmio energetico.

Gli interventi per il loro ammodernamento saranno a carico dell’Ati di imprese (Citelum Sa, Gemmo Spa e Consorzio Cooperative Costruzioni Soc. Coop.), che dal 1 gennaio 2012 gestisce l’illuminazione pubblica cittadina dopo essersi aggiudicata il relativo bando.

Si parla già di una “ecorivoluzione della luce” che porterà l’illuminazione pubblica del centro storico di Venezia ad essere più efficiente, economica e rispettosa dell’ambiente. 

Si farà ampio ricorso all’ormai collaudata tecnologia Led e, in alcuni casi, all’auto alimentazione col fotovoltaico, come già avviene su alcune luci poste sulle briccole per segnalarne la presenza.

Si stima che nei prossimi anni, attraverso questi interventi, ci sarà un abbattimento di circa 4.500.000 KgCo2/anno, oltre ad una drastica riduzione dei costi di gestione da parte del Comune.

 

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La festa degli abusivi

773627061.jpgIeri era l’8 marzo, la festa della donna, e tutti i fioristi di Venezia, così come nelle altre città, s’erano attrezzati con mazzi e mazzetti di mimosa di ogni dimensione, anche le pasticcerie ed altri negozi proponevano una notevole varietà di dolci e gadget a tema, ma non ci si limitava a questo, era letteralmente possibile, acquistare della mimosa ad ogni angolo di strada (o quasi).

Io ho visto un venditore “improvvisato” in strana nuova, ma sicuramente ce ne saranno stati molti altri, visto che pare, da quanto si legge oggi sui giornali, che ben 2.140 mazzetti di mimose (chissà chi si è messo a contarli) siano stati sequestrati dalla polizia, in quanto venduti illegalmente.

Gli agenti hanno infatti svolto alcuni controlli per contrastare il fenomeno della vendita abusiva di fiori in strada, in occasione della festa della donna, e la caccia ha fruttato ben 166 mazzetti di mimose il 7 marzo e 1.981 (di cui 1.321 in terraferma e 660 nel centro storico e nelle isole) l’8 marzo.
Tutti sono già stati distrutti, se fossero stati venduti avrebbero fruttato almeno 10 mila euro.

Non solo borse taroccate quindi o improbabili giochini, tipo l’ormai classico pomodoro che si spiaccica al suolo, i venditori abusivi diversificano l’offerta e sfruttano le festività, così come fanno i negozianti in regola.

Operazioni come quella dell’8 marzo sono sicuramente meritevoli, ma andrebbe studiata una strategia per affrontare e, magari perché no, risolvere, il problema dell’abusivismo, in ogni settore, penso ad esempio anche a taxi, guide turistiche, ecc…