San Lazzaro degli Armeni

isola, isoleMentre scrivo questo post ho un gran bel raffreddore, e forse anche qualche linea di febbre, quindi spero di non scrivere troppe cavolate, nel caso confido nella vostra comprensione.

Venezia, come ben sapete, è uno straordinario scrigno di bellezze e ricchezze d’ogni tipo. Molte sono note, tantissime altre sostanzialmente sconosciute, nascoste, in alcuni casi addirittura perdute e dimenticate. Questo discorso si amplifica in modo esponenziale se non prendiamo in considerazione solo Venezia, ma tutte le isole ed isolette della sua laguna.

Oltre alle ben note Murano, Burano e Torcello, meta di molti turisti, esistono infatti tante altre isole, spesso sconosciute agli stessi veneziani, difficili o, in alcuni casi, impossibili da raggiungere, anche perché tra queste ce ne sono alcune di proprietà privata.

Già in alcuni vecchi post vi avevo parlato di alcune isole, come Torcello, Burano o San Francesco del Deserto, ma ora ho deciso di avviare una vera e propria rubrica, nella quale, ogni settimana, vi presenterò uno di questi veri e propri gioielli che affiorano dalle acque.

In molti casi si tratta di isole che conosco poco anche io, nonostante viva in laguna da 34 anni. Quindi, se vorrete accompagnarmi in questo viaggio, le sorprese non mancheranno, per tutti, in primis proprio per me che vi scrivo.

Entriamo quindi subito nel vivo della questione, con la prima delle isole che ho deciso di presentarvi, ovvero: “San Lazzaro degli Armeni”.

Si tratta di una piccola isola nella laguna veneziana, che si trova ad ovest del Lido; completamente occupata da un monastero che è la casa madre dell’ordine dei Mekhitaristi. L’isola è uno dei primi centri al mondo di cultura armena, e la sua posizione rispetto al centro storico di Venezia, l’ha fatta individuare come luogo ideale per lo stazionamento in quarantena. Fu perciò usata dal XII secolo come lebbrosario (lazzaretto), ricevendo il relativo nome da San Lazzaro, patrono dei lebbrosi.

Abbandonata nel XVI secolo, nel 1717 fu donata dalla Repubblica di Venezia ad un gruppo di monaci armeni che erano fuggiti dalla persecuzione turca ad Istanbul. Mekhitar ed i suoi diciassette monaci restaurarono la chiesa e costruirono un monastero, ingrandendo di ben quattro volte l’isola fino alla sua attuale estensione di circa 3 ettari.

La Chiesa di San Lazzaro degli Armeni ospita una biblioteca con circa 200.000 volumi, tra i quali 4.000 manoscritti armeni e molti manufatti arabi, indiani ed egiziani, come la mummia di Nehmeket del 1000 a.C., raccolti dai monaci o ricevuti come dono. Il monastero ed i relativi giardini possono essere raggiunti dal vaporetto una sola volta al giorno, in circa 15 minuti da San Marco, concordando una visita guidata.

 

Il Giorno della Memoria 2012

ghetto, malibranOggi, 27 gennaio è il “Giorno della Memoria“, istituito per legge nel 2000. Questo giorno è l’anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Ricordare è importante: la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, non devono e non possono essere dimenticati, così come tutti quelli che hanno sofferto a causa di ideologie abberranti.

Venezia, come molte altre città, si impegna da tempo per celebrare al meglio il “Giorno della Memoria”, e lo fa con un poderoso sforzo collettivo: un lavoro che ha visto coinvolti il Comune accanto alle molte associazioni diffuse sul territorio e che ha prodotto un articolato calendario di iniziative, concentrate in particolare il 29 gennaio, ed indirizzate ad un pubblico davvero variegato, per età, formazione, ed interessi.

Accanto alle molteplici occasioni di approfondimento, spicca il ricco carnet di interventi musicali e di spettacoli teatrali. Il cuore dell’evento sarà il 29 gennaio al teatro Malibran, alle ore 10:00. Si tratta dello spettacolo “Shoah la musica racconta” del Conservatorio Agostino Steffani. Al Teatro Goldoni, lo stesso giorno, andranno invece in scena i luoghi dell’orrore e della rimozione collettiva, come il “campo modello” di Terezin e gli scritti di Anna Frank, che forniranno nuova linfa per la messa in scena di parole ed azioni per nulla scontate.

In fine segnalo un gesto di notevole valore simbolico, la consegna al Sindaco di Venezia della bandiera del Popolo Rom, accanto al contributo straordinario proveniente dai registri matricolari del carcere di Santa Maria Maggiore, recanti la storia dei perseguitati che di lì sono transitati. Un lavoro preciso e puntuale, durato anni e svolto in condizioni disagevoli. 

Completano il quadro le iniziative dell’Ateneo veneto e della Biblioteca Nazionale Marciana.

 

La vita è teatro, specialmente a Carnevale

teatro, carnevaleCi siamo quasi, febbraio si avvicina e, con lui, torna uno degli appuntamenti più attesi in laguna, quello con il carnevale. Il titolo scelto per il Carnevale di Venezia 2012 è: “LA VITA E’ TEATRO. TUTTI IN MASCHERA” e l’obbiettivo è quello di rinnovare la secolare liaison della città con lo spettacolo, la messa in scena e la Commedia, che in laguna ha avuto la sua ufficializzazione storica proprio con le maschere del Carnevale. 

Dal 4 al 21 febbraio Venezia tornerà quindi ad essere capitale del teatro, con particolare attenzione a quello moderno, verrà rievocato il fermento culturale degli oltre 25 teatri attivi tra Seicento e Settecento, e il senso profondo del mascherarsi, modo per scoprire un nuovo “carattere” della nostra personalità attraverso il costume indossato. 

Questo Carnevale sarà un grande evento di performing art diffuse, in cui ogni ospite della città diventerà protagonista del grande cast di questa festa popolare, parte fondamentale del patrimonio culturale dell’Italia.

Spettacoli, concerti e live performance, esibizioni di artisti internazionali e sfilate di maschere animeranno tutti i campi principali e molti angoli della “Venezia minore”.

Gli eventi principali si svolgeranno però, come sempre, nel Gran Teatro di Piazza San Marco. Non mancheranno le tradizioni più note del Carnevale Veneziano come la Sfilata delle Marie, il Volo dell’Angelo e la gara per premiare la Maschera più bella.

Per il programma completo visitate il sito: http://www.carnevale.venezia.it/

 

VideoConcorso Francesco Pasinetti

concorso, videoIl Liceo Artistico di Venezia, dove ho studiato e del quale ho un ottimo ricordo, in collaborazione con l’Associazione “Amici del Pasinetti”, Circuito Cinema e con il patrocinio della Regione, della Provincia, del Comune e della Municipalità di Venezia, organizza la nona edizione del VideoConcorso “Francesco Pasinetti” Festival del cortometraggio e del micro metraggio.

Il concorso è aperto a tutti, ad eccezione delle sezioni “I giovani raccontano gli anziani” e “Adolescenza come sopravvivere?” che sono riservate alle Scuole medie superiori, alle Accademie e alle Università. 

Se siete dei creativi ed amate esprimervi attraverso i video, ecco delle informazioni utili. Possono partecipare cortometraggi di durata non superiore ai 15 minuti.

Tra i temi, visto l’avvicinarsi del Carnevale, segnalo “Carnevale sconosciuto”: una video ricerca per calli e campielli, di un carnevale nascosto ed originale, fuori dalle direttrici del grande turismo.

Ma di spunti e premi ce ne sono tanti, ad esempio quello offerto dall’Hard Rock Cafè di Venezia, o il premio Maurizio Cosua, che è pensato per video a tema libero.

L’iscrizione, è bene sottolinearlo, è completamente gratuita. Solo per la sezione VideoArte viene richiesta una quota di partecipazione di appena 20 euro.

La giuria sarà presieduta dal critico cinematografico Carlo Montanaro, e sarà composta da esperti del settore e da rappresentanti degli enti coinvolti.

Al primo classificato assoluto verrà consegnato il trofeo Pasinetti, realizzato in vetro di Murano, e 500 euro.

I vincitori delle diverse sezioni riceveranno invece un premio di 300 euro.

I video in formato DVD o mini DV dovranno pervenire entro e non oltre il 12 aprile 2012 al Liceo Artistico “Michelangelo Guggenheim”, Dorsoduro 2613, 30123 Venezia.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito www.festivalpasinetti.it

 

Ca’ Foscari dice addio alla carta

4070515868.jpgL’università Ca’ Foscari dice addio alla carta e introduce per tutti gli studenti le tesi di laurea e il libretto universitario in formato digitale. 

Si tratta di una novità importante, decisa dal Senato accademico dell’ateneo, che ha una notevole serie di vantaggi. In questo modo Ca’ Foscari riduce di circa 20mila euro l’anno i costi di stampa per i libretti, e gli studenti risparmieranno sulle spese per la stampa e la rilegatura delle loro tesi di laurea. Una scelta coraggiosa di cui andare orgogliosi.

Vanno poi sottolineati i vantaggi ambientali, con l’abbattimento del consumo di carta e la riduzione dei costi organizzativi derivanti dall’archiviazione delle tesi. Meno lavoro burocratico per i docenti che non firmeranno più i voti sul libretto, più velocità, più praticità.

Personalmente, come amante della tecnologia e dell’editoria digitale, e come ex studente di Ca’ Foscari, considero questa operazione davvero virtuosa, in quanto persegue con efficacia il duplice obiettivo della riduzione dei costi e della sostenibilità ambientale, senza dimenticare la semplificazione burocratica.

Spero che presto scelte simili saranno sempre più condivise da altri atenei e anche da scuole di ogni ordine e grado, che potrebbero così far risparmiare soldi e spine dorsali agli studenti.

 

Common Ground

architettura.jpgMi interesso da molti anni di architettura, ho studiato un anno allo IUAV e nonostante poi mi sia trasferito a Ca’ Foscari, dove mi sono laureato in Beni Culturali, l’interesse per architettura ed urbanistica e, in generale per il disegno degli spazi in cui viviamo, lavoriamo ed interagiamo, m’è rimasto. Un anno ho anche lavorato alla Biennale di Architettura di Venezia e, in quell’occasione, ho potuto notare, come molti altri più illustri commentatori hanno sottolineato, che questa mostra, in molti casi, supera per qualità e vitalità quella dedicata alle arti visive, ben più nota e titolata, ma sovente duramente criticata, da più fronti.

In questi giorni, il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Direttore della 13a Mostra Internazionale di Architettura, David Chipperfield, ha incontrato a Ca’ Giustinian i rappresentanti di 41 Paesi partecipanti alla Mostra, che si svolgerà dal 29 agosto al 25 novembre 2012 ai Giardini, all’Arsenale e in vari altri luoghi di Venezia.

All’incontro erano presenti per la prima volta anche rappresentanti di Cossovo, Kuwait e Perù. Il tema scelto dall’architetto britannico David Chipperfield per la 13esima Mostra Internazionale di Architettura è “Common Ground“.

Questa mostra sarà un omaggio a una cultura architettonica vitale ed interconnessa, che si interroghi sui territori condivisi, intellettuali e fisici. Nella selezione dei partecipanti Chipperfield ha per questo favorito la collaborazione e il dialogo, che considera il cuore dell’architettura. Idea che personalmente condivido.

 

L’Heineken Jammin Festival lascia Venezia

1790737269.jpgL’avevo già accennato in un precedente post, ma ora è ufficiale: l’Heineken Jammin Festival lascia Venezia, l’edizione 2012 non si terrà a Parco San Giuliano.

La disdetta dell’accordo, che prevedeva una durata pluriennale, è stata recapitata in questi giorni al direttore generale del Comune di Venezia Marco Agostini; lo stesso Agostini ha riferito poi al Gazzettino, principale quotidiano del Nord Est, alcune parti della comunicazione, che indica lo scarso successo e la conseguente rilevante perdita economica dell’edizione 2011, aggravate anche da opinioni negative arrivate dalla stampa.

Anche se è stata messa la parola fine all’esperienza veneta dell’Heineken Jammin Festival, non è esclusa una collaborazione del capoluogo lagunare con Livenation per futuri eventi: si parla infatti di una nuova edizione dell’ElectroVenice e del ritorno di Vasco Rossi a San Giuliano, appena le condizioni di salute del “Social Rocker” lo permetterano.

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La città più cara d’Italia

economia, turismoPer chi ci vive o la visita spesso non sarà certo una sorpresa, ma ora la nefasta notizia è ufficiale, è proprio Venezia la città più costosa d’Italia. 

Va detto che non va molto meglio in altre importanti città, come Milano, Firenze e Genova, non propriamente economiche, mentre i prezzi sarebbe scesi negli ultimi tempi a Roma, Torino e Bologna. 

A registrare questi dati, un’analisi del price radar diffusi da Hrs.com, portale leader in Europa per le prenotazioni alberghiere, che ha confrontato su tutte le prenotazioni ricevute nel corso del 2011 il prezzo medio delle camere nelle maggiori città in Italia, Europa, e nel resto del mondo.

Rispetto al 2010 i prezzi degli alberghi sono aumentati nella maggior parte delle destinazioni italiane, e la città più cara si è confermate proprio Venezia, con i suoi 123 euro in media per notte e un aumento del 4,38% rispetto all’anno precedente. 

In Europa le destinazioni più popolari sono state Vienna, Parigi, Praga ed Amsterdam e tra le 20 città monitorate, ben 17 hanno fatto registrare un aumento del prezzo medio per notte. 

Fuori dall’Europa l’andamento dei prezzi si complica notevolmente e, nelle già care New York, Rio de Janeiro e Sydney i visitatori hanno visto aumentare in modo rilevante le loro spese.

Per consolarci un po’ diciamo che New York è la città più costosa del mondo già da qualche anno, i turisti devono infatti spendere mediamente 180 euro a notte per alloggiare in un albergo della Grande Mela.

Probabilmente però, se oltre a prendere in esame gli hotel, ci si confrontasse sul costo di consumazioni al bar o dei mezzi pubblici, ci sarebbero non poche sorprese e Venezia potrebbe non solo confermarsi la più cara d’Italia, ma insidiare anche diversi primati internazionali.

 

L’acqua salverà Venezia dall’acqua

1996968760.jpgIeri stavo tornando a Venezia in aereo da Catania e un signore davanti a me leggeva il giornale. L’occhio m’è caduto su una notizia curiosa e decisamente interessante, ora non ricordo esattamente il titolo, riportato dal quotidiano, ma l’ho tenuto a mente il tempo necessario per poter, una volta fatto ritorno a casa, approfondire la questione cercando informazioni online.

Come noto Venezia ha una rapporto molto particolare con l’acqua, è una città che vive come sospesa, l’acqua è la sua forza, la sua particolarità, la sua ricchezza, ma è anche il suo peggior nemico, e non parlo del fenomeno dell’acqua alta, fastidioso o poco più, ma di un progressivo rischio per la vita stessa della città, specie se il livello medio del mare aumenterà, come previsto da molti studi, a causa del riscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacci.

Questo problema peraltro non riguarda solo Venezia, ma moltissime città costiere, in ogni parte del mondo.

Tornando al capoluogo lagunare, come noto, da tempo si mettono in atto interventi ordinari e straordinari, per rubare centimetri alla laguna e al mare, ma spesso si tratta solo di soluzioni temporanee o di dubbia efficacia.

Ora però un nuovo studio condotto da Giuseppe Gambolati dell’università di Padova, insieme all’Ismar del Cnr, sembrerebbe aver trovato una nuova strada, forse risolutiva.

La cosa sorprendente è che alla base di questa nuova “ricetta” c’è proprio l’acqua. L’acqua per salvare Venezia dall’acqua, sembra un controsenso, ma non è così.

Per sollevare Venezia fino a 30 centimetri basterebbe infatti, secondo lo studio, pompare acqua nel sottosuolo attraverso appositi pozzi. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Water Resources Research, secondo cui sarebbero necessari 150 milioni di metri cubi d’acqua salata iniettati a 650-1000 metri di profondità.

Sarà questa la soluzione che salverà Venezia? E’ presto per dirlo, anche perché non mancano i rischi e vanno naturalmente valutati anche i costi. In ogni caso, ogni nuova idea che prenda in considerazione nuove strade per salvaguardare Venezia, merita sempre attenzione.

 

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Proteste contro le grandi navi

naviLa questione delle grandi navi da crociera in laguna e, in particolare, nel bacino di San Marco, è tra le più complesse delle tante che riguardano il delicato equilibrio della città di Venezia. “Fuori le grandi navi dalla Laguna”, o ancora “Affitta il passato distruggendo il futuro”, fino all’internazionale “Big ship… you kill me”, sono alcune delle frasi scritte sugli striscioni appesi al Ponte lungo della Giudecca, per protestare contro il passaggio delle navi da crociera.

L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento cittadino contro le grandi navi in occasione della partenza di una nave da crociera dal porto di Venezia. “È solo l’inizio – ha spiegato Tommaso Cacciari, del centro sociale Morion – di una protesta contro le navi da crociera in Laguna che continuerà per tutto l’inverno, in occasione di ogni partenza”.

“L’obiettivo – ha aggiunto Luciano Mazzolin, di Ambiente Venezia – è quello di organizzarci al meglio per costituire dei presidi permanenti lungo tutto il tracciato percorso in Laguna da parte delle navi da crociera. Il messaggio che intendiamo lanciare è la risposta all’accordo sottoscritto nei giorni scorsi dal sindaco Orsoni e dal presidente dell’Autorità portuale Costa. E se i crocieristi vogliono vedere Venezia, che vedano anche noi cittadini, che facciamo parte di questo paesaggio”.

Gli striscioni sul Ponte lungo della Giudecca sono infatti ben visibili dai croceristi che ci passano davanti a bordo di colossi del mare sempre più giganteschi, e che per salutare ed ammirare la città si concentrano sui ponti delle navi.