Papa e Mose

mose.jpgVenezia si prepara a riceve il Papa, e i mastri vetrai di Murano, sotto l’egida del Consorzio Promovetro Murano, hanno realizzato per l’occasione 60 calici, 60 patene, due piattini, una brocca, un piatto e due ampolle, tutti in vetro soffiato e in foglia d’oro che verranno utilizzati per la messa con Papa Benedetto XVI l’8 maggio a Venezia.

E’ la prima volta che l’arte muranese entra da protagonista in una celebrazione di tale livello, alla presenza del Papa, trasformando oggetti liturgici che di norma sono in metallo, in opere d’arte in vetro artistico.

Cambiando argomento, riporto la notizia che alla sessantottesima mostra internazionale d’arte cinematografica in programma come ogni anno al Lido di Venezia, sarà Darren Aronofsky, regista, sceneggiatore e produttore americano il presidente della giuria. L’arduo compito della commissione da lui presieduta sarà quello di assegnare il Leone d’Oro al miglior film e gli altri riconoscimenti della Mostra, che si svolgerà a Venezia dal 31 agosto al 10 settembre. La scelta di Aronosfky è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, che ha accolto la proposta del direttore della mostra Marco Mueller.

In conclusione voglio parlare di una recente visita del Sindaco Orsoni ai cantieri del MOSE alla bocca di porto di Malamocco.

“Cinquecento anni fa sono state deviate le foci dei fiumi per evitare l’interramento, della laguna di Venezia. Oggi, per tutelare la città dalle acque alte, abbiamo a disposizione capacità ingegneristiche e nuove conoscenze. Per preservare Venezia va usata infatti la massima cautela”. Queste le parole pronunciate dal sindaco, Giorgio Orsoni, nel corso della conferenza stampa tenutasi a bordo della motonave Osvaldo, messa a disposizione dal Consorzio Venezia Nuova, per un sopralluogo ai cantieri del Mose.

Il MOSE salverà Venezia? Come titolavano alcuni giornali in questi giorni… Chi vivrà vedrà o, a seconda dei casi, nuoterà.

Musica ai magazzini del sale

sale.jpgCanadese di origini indiane, Imaad Wasif entra da protagonista sulla del rock indipendente americano nel ‘94, formando il duo Lowercase, di casa su Amphetamine Reptile; presto si ritrova compagno di avventure di Russ Pollard dei Sebadoh e del mitico Lou Barlow, nei Folk Implosion e negli album solisti di quest’ultimo; per poi finire a dar corpo al suono degli Yeah Yeah Yeahs cimentandosi con chitarra acustica, basso e Wurlitzer; partecipando en passant anche alla colonna sonora di “Where the wild things are”.

Nel nuovo album “The Voidist” personaggi come Dale Crover (Melvins), Bobb Bruno (Best Coast) e Greg Burns (Red Sparowes) lo aiutano a vestire quella voce tra Jeff Buckley ed Elliott Smith con “un gran bel concentrato di psichedelia west-coast deviata, stoner desertico […] e traditional americana”, impressionando critica e pubblico.

Mercoledì 27 aprile sarà a Venezia dalle 21:30 presso i magazzini del sale S.A.L.E. Docks – Dorsoduro 265.

Il gorno dopo invece, giovedì 28 aprile, sempre ai magazzini del sale, appuntamento con: GREAT WALL of SOUNDS #1: Rassegna di concerti di musica contemporanea cinese.

Per info: http://www.saledocks.org/

Secondo salone del collezionismo

salone.jpgIl turismo veneziano nel periodo pasquale è andato molto bene, gli stranieri hanno scelto tra le tante bellezze italiche le città d’arte e, in primis, proprio Venezia, che è stata meta in particolare di moltissimi turisti cinesi.

Guardando un po’ in avanti, vi segnalo dal 29 aprile al 1 maggio 2011 il secondo salone del collezionismo al terminal 103 della stazione crociere di Venezia. Si tratta di un evento molto atteso da appassionati ed addetti ai lavori.

La rassegna, ad ingresso gratuito, organizzata da Adriano Cattani in collaborazione con VTP Events, società che gestisce gli spazi espositivi, la Federazione delle Società Filateliche Italiane di Rimini, Poste Italiane e l’Associazione per lo Studio della Storia Postale di Padova, è l’appuntamento privilegiato del commercio filatelico: francobolli, cartoline, documenti di storia postale e prodotti di ogni genere.
Per il pubblico rappresenta un’occasione imperdibile per completare raccolte ed iniziarne di nuove, scegliendo tra offerte spesso molto vantaggiose. Un comparto che in Italia equivale ad oltre un milione e mezzo di amatori e più di 30.000 collezionisti affiliati alla Federazione, con in prima fila, per numero di appassionati al Nord, Lombardia, Veneto e Piemonte, ed al Centro–Sud, Lazio e Sicilia.
Due le anime della manifestazione: una sezione culturale ed una parte espositiva. Nella prima, protagonista assoluta sarà l’Esposizione Filatelica Nazionale.

La sezione culturale è affiancata da un’area mercato divisa in tre segmenti: Il primo riservato alla filatelia e numismatica, in cui si potranno acquistare, scambiare o vendere singoli pezzi o intere raccolte.
Nella seconda sezione spazio al fumetto e collezionismo cartaceo con albi d’eccezione, edizioni storiche ed introvabili affiancati da rare documentazioni, fotografie e cartoline d’epoca.
Completa l’offerta un settore del tutto nuovo dedicato al gioco ed al giocattolo da collezione, che proporrà anche iniziative interessanti quali tornei di giochi con carte da collezione.

Convegni e tavole rotonde, rivolte ad operatori del settore, associazioni di categoria e pubblico interessato all’approfondimento dei temi legati al settore filatelico completano l’ampia offerta del Salone.

Buona Pasqua

colomba_pasquale.jpgUltimo post del blog prima di Pasqua, ne approfitto quindi per fare a tutti i miei migliori auguri e nel farlo riporto una notizia a tema, piuttosto curiosa.

L’assessore comunale al turismo di Venezia, Roberto Panciera, a proposito dell’offerta merceologica delle tradizionali bancarelle pasquali, ha criticato chi vende biancheria e casalinghi.

I mercatini pasquali – dice Panciera – non trasmettono una bella e qualificata immagine della città, nè tanto meno concorrono al sostegno dei prodotti artigianali locali”. Forse neanche i turisti sono “interessati a merceologie quali biancheria e casalinghi”, mentre probabilmente gradirebbero trovare proposte commerciali più legate alla tradizione cittadina.

Proposta che sicuramente farà discutere. Intanto continua l’eterna lotta tra i commercianti, in particolare i venditori di souvenir dell’area marciana e gli ambulanti, generalmente africani, che propongono vari articoli, in particolare le ormai onnipresenti borse di grandi marche contraffatte.

Spero che per tutti questi soggetti la Pasqua rappresenti un momento per riposarsi e rilassarsi un po’, magari anche appagando il palato tra colombe e uova.

Le Storie di Ester rivelate

san-sebastiano.jpgTorno brevemente sul tema delle ricostruzioni e/o mappature 3D di Venezia che sembrano moltiplicarsi offrendo sempre maggiori possibilità a chi desidera esplorare virtualmente la città. Si tratta di strumenti molto utili ed interessanti, ma naturalmente, potendo, consiglio a tutti di visitarla live. Ad ogni modo un nuovo capitolo della storia vede protagonista Nokia, che ha lanciato delle nuove mappe fotografiche in 3D.
Le Ovi Maps 3D sono disponibili sui più recenti cellulari Nokia e, tra le città riprodotte ci sono Firenze, Milano e naturalmente Venezia.

Cambiamo discorso e parliamo un po’ di arte. Da oggi (20 aprile), fino al 24 luglio 2011, al Museo di Palazzo Grimani si terrà la mostra “Veronese. Le Storie di Ester rivelate”, che arriva al termine di un lungo e complesso restauro, durato dal novembre 2008 al gennaio 2010.
L’esposizione propone al pubblico, eccezionalmente ad altezza d’uomo, i tre capolavori di Paolo Veronese provenienti dal soffitto della chiesa di San Sebastiano. Le tele raffigurano tre scene tratte dal Libro di Ester: il Ripudio di Vasti, Ester incoronata da Assuero e il Trionfo di Mardocheo.

Restituiti all’originale splendore, i tre dipinti – realizzati tra la fine del 1555 e l’ottobre del 1556 – potranno ora essere osservati da vicino, prima di tornare definitivamente nella loro sede originaria, sul soffitto della chiesa di San Sebastiano, a circa dodici metri di altezza.

Passando all’Arte Contemporanea, ho trovato interessante la notizia che il ”Magazzino 26” del Porto vecchio di Trieste potrebbe presto venir utilizzato come sede espositiva del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della 54/a Biennale d’arte contemporanea di Venezia.

La proposta è emersa ieri alla Prefettura di Trieste, nel corso di una riunione al fine di individuare un sito strategico regionale nell’ambito del progetto denominato “esposizione diffusa”, in occasione della prossima Biennale, in programma dal 4 giugno al 28 novembre.

L’Autorità Portuale di Trieste ha dato la propria disponibilità a collaborare alla riuscita dell’evento, impegnandosi a risolvere le questioni inerenti la viabilità cittadina.

Riapre il negozio Olivetti

olivetti.jpgIl negozio “Olivetti” nelle Procuratie Vecchie di piazza San Marco a Venezia riaprirà le sue porte, dopo un accurato restauro, e sarà affidato per la sua seconda vita, al FAI, Fondo per l’ambiente italiano.

Lo storico negozio venne progettato nel 1958 da Carlo Scarpa su incarico di Adriano Olivetti e, nonostante le ridotte dimensioni del fondo, Scarpa riuscì a dar vita ad un’opera di grande respiro, giocando con le trasparenze che contribuirono a farla presto considerare una delle architetture veneziane più significative del ventesimo secolo.

La cerimonia di consegna dei locali al FAI si terrà il 20 aprile con un incontro a Palazzo Ducale. L’immobile attualmente è di proprietà delle Assicurazioni Generali che ne hanno curato il restauro in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia.

Un altro spazio restituito alla città, una buona notizia.

Ponti, pietre e “scoasse”

riva.jpgGiorni fa molti telegiornali nazionali hanno riportato la notizia di un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, avvenuto a Venezia.
Una donna anziana e il suo nipotino sono inciampati su delle pietre dissestate e sono caduti in acqua. Per fortuna sono stati prontamente soccorsi e tratti in salvo da dei camerieri di un vicino ristorante affacciato sulla riva.
Uno degli aspetti evidenziati però, proprio dai camerieri, è che la riva era in pessime condizioni e che il rischio di altri incidenti simili era tutt’altro che remoto.

Ieri, molti quotidiani regionali e nazionali hanno riportato una notizia molto diversa, ma riconducibile alla stessa tematica. Molti, dei 400 ponti veneziani, sono in cattive condizioni e avrebbero bisogno di interventi urgenti, e non si parla di piccoli ponti, magari in legno, su qualche canale secondario, in periferia, ma di ponti importanti, in pieno centro storico, tra cui il più monumentale ed iconico di tutti, il ponte di Rialto.
Io mi sono laureato a Venezia in Conservazione dei beni Culturali, quindi la tematica mi sta particolarmente a cuore, che si tratti di ponti, di rive, o di ogni pietra di Venezia, quello che sostanzialmente manca, e si tratta di un problema nazionale, non veneto, è il concetto di “ordinaria manutenzione”.

In Italia purtroppo, è da anni che lo ribadisco sempre più convintamente, il concetto di ordinaria manutenzione è alieno, si interviene solo quando il monumento di turno cade a pezzi o viene pesantemente vandalizzato, si riasfalta una strada solo quando ci sono buche capaci di inghiottire un pulmino.

Non si capisce che la manutenzione ordinaria non è una spesa inutile, non si tratta di soldi buttati, ma di un investimento, un modo per evitare interventi straordinari ben più costi, senza poi contare anche il danno di immagine per il nostro Paese, che è una meta turistica di prim’ordine e non dovrebbe permettersi di fare certe figure.

Altra questione, e poi chiudo, perché non vorrei essere troppo polemico, cosa che non mi si addice granché. Un mio amico giorni addietro ha pubblicato su Facebook una foto che ha suscitato molto sdegno, misto ad un po’ di incredulità. L’immagine ritraeva un cumulo di rifiuti infilati nella grata di una finestra al piano terra, in pieno centro storico a Venezia, c’erano cartacce, lattine di bibite, ecc… Uno spettacolo indecoroso che spesso si può vedere in varie zone della città. La questione è articolata e complessa, generalmente i veneziani incolpano i turisti e, devo dire, nel 90% dei casi lo fanno a ragione, infatti i Veneziani hanno, come tutti, molti difetti, ma a distinguerli è nella quasi totalità dei casi un grande amore per la loro città, quindi difficilmente la imbrattano.

Tornando alla manutenzione però, vorrei riflettere sul fatto che non basta non sporcare o farlo il meno possibile, bisogna anche pulire, impedire che la lordura dei turisti, o chi per loro, si stratifichi nei mesi o negli anni, così come andrebbe impedito che danni strutturali a pavimentazione, ponti, o altre strutture continuino a peggiorare fino a punti assolutamente critici. Bisogna intervenire per tempo, bisogna assistere Venezia ed amarla giorno per giorno, non solo correre ai ripari quando sta morendo.

IL GATTO SENZA STIVALI

gss-copertina web.jpgCosa fanno i gatti di Venezia quando calli, campielli e fondamente vengono sommersi dall’acqua alta? Si potrebbe pensare che se ne stiano rintanati nelle loro soffitte, sprofondati in morbidi cuscini. Ma se il gatto in questione è un gatto innamorato, attraverserà impavido la città, saltando da briccole a cornicioni, da ponti a barconi, osservando meravigliato i veneziani che, muniti di stivali, affrontano l’invasione della marea.

20 illustrazioni per raccontare, attraverso la storia di un gatto, cosa succede a Venezia quando c’è l’acqua alta!

Oggi, mercoledì 13 Aprile, alle 17:30 presso il ristorante – bar – enoteca Bistrot de Venise (bistrotdevenise.com) sarà presentato il volume “IL GATTO SENZA STIVALI” di Roberto Bottazzo, con introduzione del maestro Giorgio Cavazzano.

Sarò presente perché trovo interessante l’opera sia da un punto di vista visivo che narrativo, ma anche perché ho il piacere di conoscere personalmente da molti anni l’autore.
Poco distante dal Bistrot de Venise, almeno per i canoni veneziani, che scarpinando si muovono ovunque in città, spesso in pochi minuti, alle 16:30 presso il cinema Giorgione, aprirà «Incroci di civiltà», festival letterario giunto alla sua quarta edizione, che ha come obbiettivo far incontrare nella città considerata crocevia di saperi e culture, le voci, le parole, le pagine raccontate dagli scrittori di ogni angolo del globo.
Il festival, di cui già avevo parlato in questo blog, si concluderà sabato 16 aprile.

Concludo questo post con una notizia curiosa che spero possa essere d’esempio, spingendo magari qualcuno a mettere mano al portafogli per sostenere concretamente il nostro immenso patrimonio storico artistico, e non parlo ovviamente solo di Venezia ma dell’Italia intera.

Alessandrina Tamburini, presidente onorario del Colorificio San Marco, ha festeggiato da poco i suoi 90 anni e nel farlo ha voluto donare alla città il restauro della Settecentesca scala del Massari, uno dei tre esempi di scala ovale presente in centro storico, che è così tornata al suo antico splendore dopo l’usura e le manomissioni che ne avevano alterato la bellezza.
E siccome i grandi vecchi sono tali perché ancora capaci di progettare e di guardare con entusiasmo e tante idee verso il futuro, la presidente Tamburini ha anche annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà la creazione di due premi in collaborazione con lo Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia): uno dedicato agli architetti e uno ai laureandi.

Ca’ Foscari per il Giappone

mente.jpgL’università Ca’ Foscari di Venezia, che è uno dei migliori luoghi dove studiare lingue orientali in Italia, è molto vicina al Giappone in questo difficile momento e ha voluto pertanto organizzare degli eventi e una raccolta di fonti da inviare alla prefettura di Fukushima. Tra gli eventi in programma, ieri ho assistito ad un (come sempre) divertente concerto de La mente di Tetsuya, band veneziana specializzatasi con successo nelle cover delle sigle dei cartoni animati giapponesi con cui molti di noi sono cresciuti. Cartoni che naturalmente erano made in Japan, allora come oggi.

Ma non c’era solo il concerto, devo dire che l’università ha fatto un ottimo lavoro e studenti e docenti hanno realizzato anche un concorso di Cosplay e stand di calligrafia, origami, vendita di oggetti tipici, etc… tutto naturalmente per raccogliere fondi da inviare in Giappone. Un piccolo appunto ai bravissimi e simpaticissimi cosplayer, si sarebbero dovuti concedere un po’ di più a foto e telecamere… invece alcuni addirittura una volta chiamati sul palco a ritirare il premio s’erano già cambiati “tornando umani”.

Oggi si continua con altri appuntamenti, in particolare alle 14:00 all’Auditorium di Campo Santa Margherita.

Cambiando discorso, ieri ha chiuso, dopo 4 giorni, il salone nautico di Venezia, giunto alla sua decima edizione, molte le novità interessanti, come le barche elettriche, a testimonianza di una sempre maggiore sensibilità per le tematiche ambientali.

Il caldo di questi giorni mi fa pensare all’estate e uno degli eventi dell’estate veneziana è sicuramente la Biennale di arti visive, a tal proposito riporto la notizia che quasi sicuramente lo stilista Antonio Marras, non nuovo a commistioni tra arte e moda, sarà presente alla 54/a Biennale di Venezia che aprirà a giugno e che torna quindi ad affacciarsi con curiosità sul mondo del fashion. Ma in un momento politicamente e socialmente così complesso, forse maggiore interesse riuscirà a calamitare la presenza dell’Egitto con un suo padiglione in questa Biennale che molto probabilmente sarà tra quelle da ricordare a lungo.

Sempre a giugno ci sarà anche l’Heineken Jammin’ Festival, ecco i gruppi che si alterneranno sul palco quest’anno.

Il 9 giugno si esibiranno:

  • Coldplay
  • Cesare Cremonini
  • Beady Eye
  • We are scientists
  • Echo & the Bunnymen

Il 10 Giugno si esibiranno:

  • Negramaro
  • Fabri Fibra
  • Interpol
  • Verdena
  • Elbow

L’11 Giugno, giornata conclusiva, saliranno sul palco:

  • Vasco Rossi
  • All Time Low
  • Pretty Reckless

E con questo è tutto, solo un’ultima cosa, ringrazio tutti quelli che mi scrivono per complimentarsi e che sono diventai fan della pagina su Facebook, vi invito però a commentare un po’ di più anche direttamente qui sul blog. Grazie a tutti.

 

Incroci di Civiltà

incroci.jpgLa quarta edizione di Incroci di Civiltà, Incontri internazionali di letteratura a Venezia, promosso da Comune di Venezia, Assessorato alle Attività e Produzioni Culturali e Università Ca’ Foscari si svolgerà dal 13 al 16 aprile 2011, presentandosi con una nuova collocazione nel calendario e con un programma ricco di novità per portare ancora una volta il mondo a Venezia e Venezia nel mondo.
Si conferma la formula di osservare il mondo di oggi, avvicinarsi alle culture vicine e lontane, analizzare il loro incontrarsi ed incrociarsi, affrontare le tematiche più attuali attraverso lo sguardo privilegiato degli scrittori.

Il giro del mondo in 32 scrittori avrà tra i suoi nomi di punta: Antonia S. Byatt, Theo Angelopoulos, Petros Markaris, già noti da un po’, a cui si sono aggiunti il premio Nobel V. S. Naipaul, gli enfant terrible della narrativa contemporanea Etgar Keret e Wladimir Kaminer, i bestseller italiani Gianrico Carofiglio e Alessandro Piperno, la coraggiosa narratrice croata Dubravka Ugrešić, l’artista del fumetto Joann Sfar, dodici poeti di tutto il mondo venuti a celebrare il centenario di Czesław Miłosz, e molti altri autori per tante diverse culture tutte da scoprire.

Incroci di civiltà partecipa anche alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia inaugurando la manifestazione con un incontro con due autori italiani di radici africane, Pap Khouma e Igiaba Scego, che ci diranno se l’Italia sta diventando davvero multiculturale.

Tutti gli eventi che si terranno all’Auditorium Santa Margherita saranno visibili anche in streaming sul sito internet www.incrocidicivilta.org.

Vi segnalo poi, domenica 10 aprile alle ore 17:00 (circa) un concerto di beneficenza “Pro Giappone” presso la sede centrale dell’Università di Ca’ Foscari. A farvi divertire per circa 2 ore in compagnia delle più belle sigle dei cartoni animati una band molto nota ed apprezzata in città: La Mente di Tetsuya.