Capodanno LOVE 2011

LOVE2011.jpgCi siamo, il 2010 sta per lasciare il posto al 2011, e ancora una volta la festa veneziana per il Capodanno farà battere i cuori degli innamorati con l’ormai collaudata formula di LOVE.

LOVE 2011 si appoggerà alla scenografica cassarmonica allestita in Piazza San Marco per gli eventi natalizi. Dopo il programma di concerti di musica classica e natalizia, la notte di San Silvestro la struttura ospiterà l’intrattenimento di Mauro Marino, più noto come Principe Maurice e la musica di Radio Italia. A mezzanotte il Bacino di San Marco diverrà teatro di uno spettacolo pirotecnico che illuminerà, come da tradizione, la Notte di San Silvestro. Per tutti, un brindisi a base di Bellini Canella, e il tradizionale bacio collettivo.

La programmazione di Piazza Ferretto a Mestre non si discosta di molto da quella veneziana, ma punta su un pubblico più giovane, che verrà intrattenuto da Sergio Labruna e dalla musica di Radio Italia.

Ecco uno schema di massima del programma di Piazza San Marco:

22:30 Inizio spettacoli
23:00 Si inizia a brindare col Bellini
00:00 Countdown, brindisi, bacio collettivo
00:15 Spettacolo pirotecnico in Bacino
00:30 Danze e auguri

La festa continua sabato 1 gennaio 2011, alle ore 11.00 presso il Blue Moon, al Lido di Venezia, con l’ormai tradizionale Bagno degli Ibernisti.

TANTI AUGURI PER UN FANTASTICO 2011!

Veneziani [quasi] famosi

Veneziani [quasi] famosi.jpgNelle librerie di Venezia, in questo periodo, fa bella mostra di se un libro che è stato uno dei regali delle feste, almeno sotto l’albero dei veneziani o di chi ama questa città.

Si intitola “Veneziani [quasi] famosi” ed è una simpatica raccolta di profili di personaggi famosi, noti, conosciuti e famigerati, nella maggior parte dei casi solo a Venezia.

Si passa dal sindaco, a professionisti, albergatori, ristoratori e gondolieri, ma non mancano barboni e personaggi decisamente singolari. Tutti però noti, conosciuti o quantomeno riconoscibili, da chi frequenta la città.

Ogni personaggio ha una scheda corredata da una foto, il suo nome, il suo soprannome e una descrizione.

Dal sottotitolo del volume “294 modi di vivere la città” si capisce meglio il significato di questa raccolta di personaggi.

Attraverso dei veneziani “noti” si suggeriscono possibili percorsi, scelte, attività, spesso insolite, da fare in città, ma si tratta soprattutto di 294 spaccati di vita, tra cui 20 maggiormente approfonditi per la loro maggiore rilevanza nel contesto urbano.

Un libro sicuramente curioso, per chi non conosce Venezia e la sua “fauna”, ma molto divertente ed interessante, sopratutto per chi vive quotidianamente la città e (ri)troverà nei Veneziani [quasi] famosi moltissimi volti noti, di cui magari scoprirà aspetti sconosciuti.

Titolo: Veneziani [quasi] famosi. 282 modi di vivere la città.
Autori: Fiorin Alberto, Giorgi Sebastiano, Rizzardini Alessandro
Editore: Studio LT2
Anno: 2010
Pagine: 196
ISBN: 8888028609

Anno bagnato anno fortunato?

gluglu.jpgAnno bagnato anno fortunato? Beh speriamo sia così, anche se sicuramente la pensano diversamente i tanti commercianti, albergatori, ristoratori e turisti che in tutto o in parte si son visti le feste di natale rovinate da pioggia ed acqua alta, che ieri ha concesso una tregua, ma ha caratterizzato in modo importante sia la vigilia che il giorno di Natale.

Ora, come detto, il fenomeno dovrebbe rientrare, ma in compenso tornerà il freddo e magari, chi lo sa, anche la neve.

Il 2010 che sta per chiudersi è stato un anno davvero nero per le acque alte, mai così numerose e capaci di creare grossi problemi e disservizi.
Bisogna al più presto pensare a delle soluzioni che possano limitare il più possibile questo fenomeno, il MOSE, ammesso che funzioni, molto probabilmente da solo non basterà, alzare le rive serve solo in parte, aumenta i percorsi pedonali “asciutti”, ma non risolve i problemi degli esercizi commerciali che restano allo stesso livello, si alza infatti solo la strada davanti a loro. Pensare a mini MOSE, come quello che sta dando buoni risultati a Chioggia, potrebbe essere un’idea, ma la morfologia Veneziana lo rende complesso.

Oggi idea è ben accetta e andrebbe attentamente valutata da chi di dovere. Se avete soluzioni o semplici proposte, per quanto bislacche vi possano sembrare segnalatemele pure, via email o lasciando un commento.

Tanti auguri dalla laguna

babbogondola.jpgPer prima cosa naturalmente voglio farvi i miei migliori auguri di Buon Natale, per il nuovo anno ve li farò più avanti, visto che il blog sarà aggiornato anche durante le feste.

Vi auguro di passare un Natale sereno e di rilassarvi e rifocillarvi e, nel farlo, vi ringrazio per l’interesse e l’affetto dimostrato in queste pagine e nella neo nata pagina fan su Facebook dedicata a “Virgilio Venezia”, anzi chi non l’ha ancora visitata, lo faccia e clicchi sul “mi piace”.
Detto questo, in questi giorni, oltre che mangiare, scambiarsi regali e trascorrere del tempo con familiari ed amici, molti andranno al cinema, ci sono diversi film che, come ogni anno, escono proprio in questo periodo. Tra le pellicole al cinema nella seconda metà di dicembre c’è anche The Tourist, film di Florian Henckel von Donnersmarck, interpretato da Angelina Jolie e Johnny Depp, di cui ho già parlato durante le riprese, visto che in gran parte è stato girato a Venezia.

Voglio quindi segnalavi alcune curiosità e “piccoli” errori che ho notato qualche giorno fa vedendo il film.

Va detto che il 99% dei film ambientati a Venezia contiene errori analoghi, forse anche quelli ambientati in altre città italiane ed estere ne sono zeppi, ma non conoscendole altrettanto bene non posso dirlo.

Intanto una curiosità, parte delle scene iniziali che sono ambientate a Parigi sono in realtà state girate a Mestre.

Veniamo agli “errori”, iniziamo dal treno Parigi Venezia dove i due protagonisti si incontrano, apparte il fatto che lei si fa invitare a cena, ma bevono solo del vino e fuori dal finestrino c’è palesemente il sole, quindi semmai è un pranzo, ad ogni modo, in stazione a Venezia la polizia li attende e dicono che arriveranno tra 10 minuti, ma fuori dal finestrino si vede un paesaggio con alberi e campi che ricorda la campagna toscana e non Mestre, che dista appunto da Venezia 10 minuti di treno.

Nella celebre scena in cui Johnny Depp scappa per i tetti, vede davanti a lui il ponte di Rialto, dopo aver saltato su due o tre palazzi, si tuffa su una bancarella del mercato, che però si trova dopo il ponte e, soprattutto, dall’altra parte del canal grande rispetto a dove si trovava il suo personaggio.

the tourist.jpg

Quando il personaggio della bellissima Angelina Jolie accompagna Frank (Depp) all’aeroporto e lo invita a lasciare Venezia, pare dalle tempistiche del viaggio e dalle vedute della città, che questo si trovi in relazione a Piazza San Marco, più o meno dove si trova in realtà l’Accademia, ma è molto più lontano e da tutt’altra parte.

Quando gli invitati raggiungono il palazzo per la scena del ballo, la barca li conduce alla Ca’d’Oro, che oggi è un museo e non ospita feste da ballo, inoltre gli interni di quella scena sono girati in una location diversa, ovvero nella Scuola Grande della Misericordia.

Ad una più attenta analisi sicuramente ci saranno molte altre incongruenze, ma a prima vista queste sono quelle che mi sono saltate all’occhio.
Niente di grave comunque, ci siamo abituati, d’atra parte Venezia per chi non la conosce sa essere davvero labirintica.

 

Le paline… di plastica

paline.jpgNella laguna di Venezia si trovano dei pali conficcati nel fondo a volte singoli (palina) a volte uniti a gruppi di tre o quattro (bricola). Le paline si trovano generalmente lungo i canali e servono ad ormeggiare le imbarcazioni, mentre le bricole si trovano in laguna e servono ad indicare i percorsi che è possibile seguire in barca.

Sia le paline che le bricole sono da secoli in legno, in molti casi le paline sono dipinte o decorate e rappresentano una delle tante secolari tradizioni veneziane. Tuttavia questi pali in legno sono costosi e nel tempo si deteriorano rompendosi, da tempo quindi ci sono persone che hanno optato per altre soluzioni, come pali  in plastica (riciclata) o in metallo rivestito da gomma rigida. I più tradizionalisti inorridiscono solo all’idea, ma la realtà di molti canali veneziani oggi è già questa.

Ora pare arrivare anche un’apertura ufficiale da parte del Consiglio comunale, che ha recentemente approvato l’uso di paline in materiali sintetici. Ma la tradizione del legno resisterà, anche perché per ora la prudenza del Comune è stata notevole, se da una parte si sono riconosciute le paline in plastica, dall’altra si legge che prima di un’autorizzazione ufficiale si attendono ulteriori studi. Per molti, questo provvedimento quindi è più una sorta di condono per le paline in materiali diversi dal legno, già presenti in molti canali veneziani, più che una reale apertura a nuovi materiali.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. E’ da molti anni che se ne parla, ma lentamente la sensibilità sta cambiando, di paline in plastica si parlava anche quand’ero bambino, ma si trattava di battute o di nefasti presagi fantascientifici, oggi invece sono una realtà.

Freddo, neve e tram

tram280.jpgIeri mattina, dopo ritardi e polemiche, è stata finalmente inaugurata la prima tratta del nuovo tram di Mestre.

Generale soddisfazione, molta curiosità e qualche protesta.

Il nuovo mezzo di trasporto su rotaia, ha richiesto più di 6 anni di lavori, in gran parte dedicati alla preparazione della sede stradale, con conseguenti disservizi dovuti ai cantieri, è costato 140 milioni euro, collegherà Mestre a Favaro e, entro 24 mesi, se tutto fila liscio anche Venezia.

In seguito potrebbe collegare anche l’aeroporto di Tessera, ma in questo caso non ci sono ancora riferimenti temporali precisi.

Intanto Venezia è ancora imbiancata, sopratutto lo sono i suoi tetti, dopo la nevicata di qualche giorno fa e il freddo è davvero pungente.

Ci si prepara al natale con luci, babbi che visitano negozi e supermercati per raccogliere i desideri dei più piccoli, e i tradizionali mercatini che a breve animeranno la Strada Nuova ed alcuni dei principali campi veneziani, come San Luca e Santo Stefano.

Il Ghetto ebraico di Venezia

ghetto.jpgIeri mentre tornavo a casa mi sono fermato al Brek vicino alla stazione di Santa Lucia per un caffè e per riscaldarmi un po’ viste le temperature davvero polari di questi giorni. Vicino al banco ho trovato un volantino del museo ebraico di Venezia e mi son reso conto, che nonostante io abiti a pochi minuti dal ghetto non ne ho mai parlato in questo blog.

Ecco quindi che colmo questa lacuna con questo post, interamente dedicato proprio al Ghetto ebraico di Venezia.

 

La storia del Ghetto di Venezia
A seguito delle leggi emanate dal Governo della Serenissima Repubblica, il 29 marzo 1516 nasceva a Venezia il primo Ghetto d’Europa, una zona dove gli Ebrei dovevano abitare e dalla quale non potevano uscire dal tramonto all’alba. Quest’area era chiusa da cancelli controllati da guardie e tutt’oggi si possono vedere i segni dei cardini di quei portoni.
Il Ghetto continuò ad esistere come tale per oltre due secoli e mezzo, fino a quando nel 1797 Napoleone conquistò Venezia e finalmente venne eliminato ogni cancello e restrizione per gli Ebrei, che furono così liberi di andare a vivere in altre zone della città. Oggi sono molti gli ebrei e i cattolici che vivono nel ghetto, nelle zone limitrofe ed in altre parti di Venezia.

Le sinagoghe: Schola Canton
La Schola Canton è situata accanto alla Schola Tedesca. Essendo immersa nel tessuto urbano, la sinagoga si può notare dall’esterno solo per la cupola lignea che spunta tra i tetti. Come nelle altre sinagoghe, anche qui bimà e aron sono situati lungo i lati corti dell’aula che, avendo pianta rettangolare, ha i banconi e l’entrata sui lati più lunghi. Il pavimento è a terrazzo veneziano ed ha al centro un ornamento circolare. Il matroneo è posto sopra l’entrata, lungo un lato della sinagoga; il soffitto è ornato da una cornice a festoni in marmorino.

Le sinagoghe: Schola Italiana

In Campo di Ghetto, ma più spostata verso destra rispetto alle Schole Tedesca e Canton, troviamo la Schola Italiana, costruita nel 1575 e famosa per essere stata la sede nella quale Leon da Modena teneva le sue orazioni.

Le sinagoghe: Schola Levantina

Fondata nel 1538, la sinagoga, assieme alla Schola Spagnola, si affaccia sul “Campiello delle Schole” in Ghetto Vecchio e nel corso dei secoli fu più volte restaurata. Tra i vari artisti che hanno prestato la loro opera, è sicuramente da segnalare Baldassare Longhena.
Esternamente la facciata lunga appare ripartita da una serie di finestre, mentre sul lato corto si può notare la sporgenza della bimà. All’interno, l’atrio è rettangolare: sulla destra è presente una piccola aula di studio e preghiera, il Midrash Luzzatto, mentre a sinistra c’è la scala che porta sia alla sala di culto che al matroneo.

Le sinagoghe: Schola Spagnola

E’ la più grande tra le Schole veneziane, ed è databile alla seconda metà del 1500, con diversi restauri ed interventi successivi: uno nel 1635 per mano di Baldassare Longhena e uno verso la fine del 1800.

Le sinagoghe: Schola Tedesca
La Schola Tedesca è situata in Campo del Ghetto, dalla parte diametralmente opposta rispetto alla Casa di Riposo Israelitica. Iniziata nel 1529, è identificabile esternamente solo per le cinque finestre con cui si affaccia sul campo. La pianta della sinagoga è trapezoidale e lungo i lati paralleli sono posti, uno di fronte all’altra, aron e bimà: quest’ultima, a differenza di quelle presenti nelle altre quattro sinagoghe veneziane, è posta sullo stesso piano del pubblico e non è quindi rialzata.

Il museo ebraico
Il Museo Ebraico di Venezia è stato aperto nel 1955 e nel 1986 ha subito un riallestimento, arricchito con le donazioni di cui è stato oggetto nel tempo. All’interno delle sue sale sono oggi esposte stoffe, argenti e oggetti usati sia per i rituali che per ornare le sinagoghe.

 

Bosch a Palazzo Grimani

visioni.jpgL’arte visionaria del pittore fiammingo più famoso ed originale torna protagonista a Venezia: dal 19 dicembre 2010 al 20 marzo 2011, a Palazzo Grimani (Santa Maria Formosa) con la mostra ”Bosch a Palazzo Grimani”.

In questo nuovo appuntamento veneziano dedicato a Hieronymus Bosch, si potranno ammirare tre capolavori del noto artista: la Visione dell’Aldilà (1500 – 1503), il Trittico di santa Liberata (1505) e il Trittico degli eremiti (1510), provenienti da Palazzo Ducale.

Le opere in mostra facevano parte della collezione del cardinale Domenico Grimani e giunsero nelle collezioni di Palazzo Ducale dopo la morte del prelato, grazie al suo lascito testamentario alla Serenissima.

Il Trittico di santa Liberata e il Trittico degli eremiti, passarono per un periodo a Vienna, prima nelle collezioni imperiali fra il 1838 e il 1893, poi al Kunsthistorisches Museum fino al 1919, e fecero poi ritorno a Palazzo Ducale, dove sono attualmente conservati.

Il pittore olandese firmò alcuni dei suoi dipinti come Bosch (la corretta pronuncia in olandese sarebbe Boss). In spagnolo viene spesso chiamato El Bosco; in italiano talvolta Bosco di Bolduc (da Bosch e Bois le Duc, traduzione francese di ‘s Hertogenbosch = Bosco Ducale, città natale di Bosch).

I suoi lavori sono conosciuti per l’uso di iconografie estremamente fantasiose che attingono ai bestiari medioevali per illustrare concetti morali e religiosi. Protagonista delle sue grandi opere è l’umanità, che a causa dei suoi peccati è condannata all’inferno; l’unica via che sembra suggerire l’artista per redimersi si trova nella meditazione, come suggeriscono le figure di santi che, anche se circondati dal male, riescono a raggiungere la salvezza.

Nella foto dettaglio de: la Visione dell’Aldilà.

Presepi in mostra

maddalena280.jpgVi ho parlato nel precedente post della chiesa di Santa Maria Maddalena, conosciuta dai veneziani semplicemente come La Maddalena, un edificio che si trova a Cannaregio e costituisce uno dei migliori esempi di architettura neoclassica in città.

La chiesa fu eretta nel 1222, ma subì vari interventi e rifacimenti nei secoli, fino ad arrivare agli inizi del Settecento, quando venne completamente rinnovata. Nel 1780 poi, venne interamente ricostruita su disegno di Tommaso Temanza che gli diede l’attuale pianta circolare. Nel 1810 fu revocata dal ruolo di chiesa parrocchiale e nel 1820 fu chiusa, per essere riaperta in seguito come oratorio.

Attualmente è una chiesa rettoriale dipendente dalla parrocchia di San Marcuola e viene spesso utilizzata per l’allestimento di mostre, come nel caso di Giraffe Bottle Gun, a cui ho dedicato un post in occasione della 53a Biennale d’Arte di Venezia.

Questa chiesa inoltre ospita in questo periodo, da diversi anni, una mostra di presepi che merita una visita se vi trovate a Venezia. Vi si trovano presepi grandi e piccoli, italiani e stranieri, antichi e contemporanei, una piccola mostra con una selezione di pochi presepi, ma di alta qualità.

presepi

Alberi di Natale

indicazione280.jpgIl Natale si avvicina ed è arrivato il momento, come ogni anno, di fare l’albero e/o il presepe.

Se siete un po’ in ritardo sulla tabella di marcia e se non avete trovato, come di consueto, gli abeti accanto alla chiesa di San Felice, non temete, si sono trasferiti per ragioni logistiche, davanti alla chiesa della Maddalena.

La chiesa di Santa Maria Maddalena, più conosciuta come La Maddalena, è un edificio religioso nel sestiere di Cannaregio e rappresenta uno degli esempi più noti ed apprezzati di architettura neoclassica a Venezia.

Ma Venezia non si prepara al Natale solo con gli alberi…

 

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Ecco un paio di vetrine decisamente natalizie.

 

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