Troppe telecamere a Venezia

telecamera.jpgNon sto parlando delle telecamere per il film The Tourist che si sta girando in questi giorni a Venezia, ma di quel sottobosco di telecamere per la video sorveglianza più o meno nascoste, di tanti modelli diversi, posizionate praticamente ovunque.

La questione riguarda, va detto molte città, ma non è un caso che quando la si affronta, magari in un telegiornale come è avvenuto pochi giorni fa, tra le immagini montate, molte riguardino Venezia, non è solo per una questione di telegenia cittadina, ma dipende dal fatto che nel capoluogo lagunare gli occhi elettronici sono davvero moltissimi.

Avevo già parlato dell’argomento, in un post di gennaio dal titolo BIG BROTHER VIEWER, ma ora si aggiunge un nuovo capitolo alla storia, infatti il progetto Anopticon ha inviato un nutrito dossier sulla situazione veneziana al Garante per la privacy, chiedendo di prendere provvedimenti contro l’invasione di questi indiscreti occhi elettronici.

Dal garante è giunto una sorta di ultimatum, sei mesi di tempo per enti locali e privati per adeguarsi alle nuove regole per l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, in particolare la presenza di telecamere va sempre segnalata con appositi cartelli e le registrazioni, salvo particolari esigenze, come un’indagine di polizia, vanno conservate per non più di 24 ore.

MUSICA JAZZ E FUMETTI NOIR

JAZZ-COMICS.jpgPuò la musica fondersi con il Fumetto? Secondo l’associazione veneziana Veneziacomix la risposta è decisamente si.

Stasera alle 21 presso la Sala del Camino (Ex Cosma e Damiano) alla Giudecca, si terrà un concerto di musica Jazz con video-proiezione di tavole a fumetti di genere noir.

L’iniziativa fa parte del programma di eventi di Vivacittà, ed è stata realizzata dalle associazioni Veni ed Etiam, in collaborazione con il Comune di Venezia Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Pace nell’ambito dei Piani Locali Giovani – Città Metropolitane promosso dal Ministero della Gioventù.

L’anno chiamato “JAZZ & COMICS”, ed ad ingresso libero e, per la parte musicale prevede l’esibizione dei Blue Berry Jazz Quartet.
Questo gruppo nasce dall’unione di musicisti provenienti dal Conservatorio di Musica di Adria: Marco Putinato al Sax Tenore, Paolo Garbin al Pianoforte, Alessio Trapella al Contrabbasso e Francesco Bardelle alla batteria.

Questi ragazzi hanno sempre avuto una grande passione per la musica jazz in tutte le sue forme, suonando prima con la big band del conservatorio stesso e, in seguito, con l’”Adria Jazz Orchestra”.

Stasera proporranno brani originali, spaziando dallo swing, alla bossa, fino al be-bop.

La festa del boccolo

leon.jpgIeri, 25 Aprile, a Venezia, oltre alla festa della liberazione ci sono state, come ogni anno, altre ricorrenze, locali, molto più antiche, come la Festa di San Marco il patrono della città.

Le reliquie dell’evangelista Marco, infatti, che si trovavano ad Alessandria d’Egitto, furono avventurosamente traslate a Venezia nell’anno 828 da due leggendari mercanti: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello.

Va ricordato che a quei tempi la presenza delle reliquie era un potente aggregatore sociale e che il prestigio dato dai resti di San Marco ha permesso a Venezia di aumentare molto il suo potere e la sua indipendenza.
Alle celebrazioni per il santo, si sono accompagnate nel tempo alcune leggende e tradizioni popolari.

La più nota ha portato ad una tradizione diffusa ancora oggi e che fa indicare a molti veneziani il 25 aprile, come la festa del bocolo o boccolo, ovvero del bocciolo. In particolare si parla di un bocciolo di rosa rossa.

Il 25 aprile a Venezia infatti, si usa donare una rosa rossa alla propria amata e, in alternativa o in aggiunta, in perfetta tradizione italica, a propria madre.

Questa tradizione affonda le sue radici in due leggende popolari, una a lieto fine e una, la più nota, decisamente tragica.
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Quest’ultima narra di una contrastata storia d’amore tra la nobildonna Maria Partecipazio ed il trovatore Tancredi. Nell’intento di superare gli ostacoli della diversità di classe, Tancredi parte per la guerra cercando di ottenere così fama e rispetto. Purtroppo però, dopo essersi valorosamente distinto in guerra, cade ferito a morte sopra un roseto che si tinge con il suo sangue.

Tancredi morente affida al paladino Orlando un bocciolo di quel roseto perché lo consegni alla sua amata.
Orlando fedele alla promessa giunge a Venezia e, nel giorno di San Marco, consegna alla nobildonna il bocciolo del perito spasimante.

Secondo l’altra leggenda la tradizione del bocolo discende invece dal roseto che nasceva accanto la tomba dell’Evangelista.

Il roseto sarebbe stato donato a un marinaio della Giudecca come premio per la sua collaborazione nel furto delle spoglie del Santo.
Piantato nel giardino della sua casa il roseto alla morte dell’uomo divenne il confine della proprietà suddivisa tra i due figli. In seguito si verificò una rottura dell’armonia tra i due rami della famiglia, e la pianta smise di fiorire.

Un 25 aprile di molti anni dopo nacque un amore tra una fanciulla discendente da uno dei due rami e un giovane dell’altro ramo familiare.
I due giovani si innamorarono proprio guardandosi attraverso il roseto che riprese a fiorire.

In ricordo di questo amore a lieto fine, capace anche di pacificare le due famiglie, i veneziani offrono ancor oggi il boccolo rosso alla propria amata.

Creme alla veneziana

creme.jpgDa un po’ pensavo di creare una nuova rubrica in questo blog, dedicata a raccogliere delle ricette tipicamente veneziane, beh quel momento è arrivato, con questo post inauguro questa nuova sezione.

Ieri, parlando con la mia ragazza, che è siciliana, ho menzionato le creme alla veneziana e, come prevedibile, lei non era ferratissima sull’argomento.

Da qui m’è tornata in mente l’idea di parlare di cucina in queste pagine e di iniziare a farlo proprio con questo dolce.

Prima di proporvi la ricetta, una piccola premessa: io sono un esperto a mangiare ogni genere di piatto, ma non certo a prepararli.

Ad ogni modo questa ricetta è piuttosto semplice e facilmente realizzabile da tutti, se però siete particolarmente pigri o non avete proprio tempo, trovate le creme pronte da impanare e friggere in molte pasticcerie e negozi di alimentari di Venezia e provincia.

Creme alla veneziana

Le creme sono un dolce tradizionale molto antico, si consumano solitamente da Natale a Carnevale e possono essere servite sia calde che fredde.
Generalmente queste particolari frittelle chiudono il pasto e si accompagnano con un buon vino passito.

Ingredienti per 2 persone:

  • 100g di farina
  • 140g di zucchero
  • ½ litro di latte
  • 3 uova
  • Scorza di limone
  • Pane grattugiato
  • Olio di girasole

Preparazione:

Mettete in una casseruola i tuorli e aggiungetevi lo zucchero, mescolando.

Unite la scorza di limone grattugiata, la farina e il latte. Se volete potete aggiungere anche dei canditi o dell’uvetta, ma è una variante moderna alla ricetta tradizionale.

Fate bollire finché la crema non si sarà addensata.

Togliete dal fuoco, mescolate e versatela sopra ad una superficie oliata.

Fate raffreddare l’impasto e poi tagliatele in piccoli cubi ci circa 7cm di lato.
Passate questi cubi cremosi in un albume montato e nel pane grattugiato, friggetele, scolatele bene e servitele.

 

Buon appetito!


The Tourist

00.jpgIeri camminavo nei pressi di casa mia e, in campo dei Mori ho notato un’insolita giungla di cavi elettrici, poco più avanti, verso Madonna dell’Orto ho notato anche due bagni chimici e molti fari assieme ad altri materiali. Ho pensato che si trattasse di una troupe che stava girando uno spot pubblicitario o un documentario, cosa che di tanto in tanto si verifica in quella zona. Ma proseguendo lungo il mio percorso ho visto che in fondamenta avevano posizionato dei lampioni in stile vagamente veneziano e che sospesi sul canale c’erano dei fari, ovunque c’erano cavi elettrici ed attrezzature d’ogni tipo.

Arrivato alla scuola della Misericordia ho capito che non si trattava di un piccolo spot, di un video musicale (in quella stessa zona sono state girate alcune scene del video di “Piccola stella senza cielo” di Ligabue) o di un servizio di moda, ma di una mega produzione hollywoodiana, si trattava infatti di uno dei set veneziani di The Tourist.

Il film di Florian Henckel-Donnersmarck che, come credo saprete, viene girato a Venezia e annovera nel cast star del calibro di Johnny Depp, Angelina Jolie, Timothy Dalton e il nostro Nino Frassica.

La pellicola, che uscirà in America nel 2011, racconta le vicende di una agente dell’Interpol che sfrutta un turista americano nel tentativo di sfuggire ad un criminale con il quale in passato aveva avuto una complicata relazione.

Dopo le scene a Rialto, ora pare che anche le mie zone saranno immortalate nella pellicola.

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Su e Zo per i Ponti

suezo2010.jpgDuemila cinquecento gradini, metà da salire metà da scendere, ed ecco la “Su e Zo per i Ponti” una marcia non competitiva per le calli e i campi di Venezia, aperta a giovani e meno giovani, a famiglie e scolaresche, che offre l’incredibile opportunità di visitare molte zone della città lagunare.

Ieri s’è tenuta l’edizione numero 32 (ha la mia stessa età) con i consueti  due percorsi, fruibili da chiunque.

Era possibile scegliere tra il percorso da 13km e 53 ponti, con partenza e arrivo in Piazza S. Marco, e il percorso ridotto da 6Km con 26 ponti, riservato alle scuole materne ed elementari con partenza dalla Stazione Ferroviaria di Santa Lucia e arrivo in Piazza S. Marco.

La “Su e Zo per i Ponti” è un evento sportivo, anche se non competitivo, tra i più importanti e sentiti in città, ricordo d’averla fatta tante volte da bambino e di aver collaborato con i punti ristoro da ragazzo. E’ un’occasione, per molti unica, di attraversare in lungo e in largo Venezia, scoprendone anche alcuni angoli poco noti. Ma è anche una grande festa per famiglie, un’occasione per andare in gita scolastica o di organizzare un’attività diversa per gruppi catechistici. Inoltre, molte sono anche le attività collaterali che ne fanno una sorta di grande happening culturale.
La manifestazione organizzata da Tgs Eurogroup, associazione di promozione sociale collegata all’Ispettoria salesiana del Nord Est, prevede anche delle premiazioni per i gruppi folcloristici, per le scuole e molte altre iniziative, legate anche ad altri importanti eventi in città. A tutti i partecipanti, ad ogni modo, viene dato al traguardo un piccolo premio che diventa negli anni un simpatico ricordo di una giornata speciale.

Personalmente ho collezionato nel tempo circa una decina di medaglie della “Su e Zo per i Ponti”.

La casa battello alla Giudecca

casa-vaporetto.jpgE’ una storia curiosa, strana, originale, una storia che va raccontata, è la storia di Michael Kiersgaard, un uomo di origine danese che da 13 anni vive a Venezia e come casa s’è scelto un vecchio vaporetto dell’ACTV, ormeggiato nel canale Sant’Angelo alla Giudecca.

Recentemente, l’ufficio tecnico del comune di Venezia gli ha inviato l’ordine di sfratto corredato da un’ingiunzione di demolizione per abuso edilizio.

Il danese però, che vive nell’insolita houseboat con la moglie Anna, due figli e un cagnolino, non si è spaventato o demoralizzato, anzi ha presentato un ricorso. Nel frattempo ci sono state le elezioni e il neo sindaco Giorgio Orsoni si è già apertamente schierato dalla sua parte sia in qualità di primo cittadino che come avvocato.

Kiersgaard  ha acquistato il vaporetto 15 anni fa dopo averlo trovato abbandonato lungo il Po. E’ residente a Venezia dove il comune, a suo tempo, ha anche concesso un numero civico alla casa galleggiante, che è dotata di regolari allacci di luce e acqua a norme di legge.

La famiglia paga regolarmente le tasse e ha sempre dimostrato un grande amore per Venezia e per il mare, tanto da scegliere di passare la vita a stretto contatto con l’acqua.

Oltre all’interessamento del sindaco, la rete s’è scatenata per salvare il battello, ci sono petizioni online su vari siti ed è nato un gruppo su Facebook che ha racconto ad oggi circa 3600 sostenitori.

Addio vecchie cabine

cabina-tel-ve.jpgHanno ancora qualche estimatore, forse un po’ nostalgico, ma ormai hanno fatto il loro tempo, parlo delle cabine del telefono, un tempo strumenti utilissimi oggi, spesso dimenticate, vandalizzate, quasi sempre inutilizzate.
L’Italia è uno dei Paesi dove il cellulare è più diffuso e, inevitabilmente, la cabina del telefono è stata accantonata, spesso, soprattutto i più giovani non ricordano neanche di averla mai usata.

Nei giorni scorsi i media hanno dedicato spazio a queste vecchie signore per ricordare che presto ne verranno rimosse molte dalle principali città e che, se qualcuno volesse, è possibile “salvarle” se le si ritiene utili.

Anche Venezia vedrà presto una progressiva eliminazione delle poche cabine telefoniche rimaste nel centro storico, d’altra parte, pare che a partire da questi dispositivi siano appena tre telefonate al giorno, di media.

A Venezia, le cabine più vecchie sono attualmente concentrate fra piazza San Marco e Rialto, mentre le più utilizzate sono tutte fra Santa Croce, San Marco e Cannaregio, queste aree non verranno private delle cabine, proprio alla luce del loro utilizzo più frequente, il numero complessivo verrà comunque gradualmente ridotto, ma un 10% almeno rimarrà sempre in attività. Lo stesso vale per le postazioni intorno a piazza Barche a Mestre, e nei pressi della stazione.

La Giudecca

GIUDECCA.jpgLa Giudecca è un’isola situata a sud del centro storico di Venezia, di fronte al sestiere di Dorsoduro, di cui l’isola fa parte dal punto di vista amministrativo. Si affaccia sul canale della Giudecca, il più grande dei canali veneziani, in cui possono passare anche navi da crociera di grande dimensione.

Alla Giudecca (vera e propria) si è aggiunta successivamente Sacca Fisola, un’isola posta alla sua estremità occidentale, nata dall’interramento di parte della Laguna.

Oggi la Giudecca è una zona residenziale piuttosto tranquilla e con una presenza turistica limitata rispetto al centro storico di Venezia. La lunga banchina situata a nord, rivolta verso la città si presta a lunghe passeggiate, nelle quali è anche possibile apprezzare una veduta fantastica di Venezia, soprattutto ora che ci sono belle giornate di sole.

La Giudecca è stata da sempre parte integrante della città e la sua storia è strettamente legata a quella di Venezia.
In passato fu una zona ricca di orti e giardini, ridottasi poi a zona degradata e malfamata, contraddistinta da stretti vicoli e da molti palazzi trascurati e fatiscenti.
Negli ultimi anni però l’isola è stata oggetto di importanti interventi di recupero e valorizzazione, vi sono sorti complessi residenziali caratterizzati spesso da architetture moderne ed originali per il contesto veneziano. Ci sono associazioni culturali, un teatro, gallerie d’arte e sedi universitarie, nuove strutture che bene si integrano con il recupero dei vecchi spazi industriali abbandonati.

La Gondola di plastica

gondoeta.jpgMolti giornali locali e nazionali hanno riportato in questi giorni la notizia, se così vogliamo definirla, della Gondola di plastica.
Non mi riferisco al souvenir di dubbio gusto, made in Taiwan, che si trova su molte bancarelle e che, a quanto pare ha sempre il suo mercato. Parlo bensì di una proposta di sostituzione delle tradizionali gondole in legno con delle più economiche e, pare resistenti, in vetroresina.

Alla sola idea i gondolieri sono insorti e l’Ente Gondola, istituzione che tutela la conservazione dell’imbarcazione tradizionale veneziana e della figura del gondoliere, ma ribadito che un regolamento comunale vieta la costruzione di gondole con materiali diversi dal legno.

Ogni Gondola DOC è composta infatti da sette essenze lignee diverse, lavorate sapientemente da artigiani locali, per un costo complessivo di circa 25-30.000 euro a barca.

I Cantieri Navali Brindisini di Giuseppe Gioia che avevano proposto la Gondola in vetroresina non si sono scomposti più di tanto, hanno comunque realizzato un prototipo che, anche se molto probabilmente non solcherà mai i canali di Venezia, potrà forse trovare un discreto apprezzamento all’estero, dove le gondole sono entrate nell’immaginario collettivo, e riproduzioni di tutti i tipi hanno un florido mercato.