Crociera Zeppelin Venezia 2010

dirigibile.jpgLo «Zeppelin Nt» è un dirigibile ricostruito a quasi un secolo di distanza dai primi mitici prototipi di Zeppelin e prenderà il volo ogni giorno dall’aeroporto Nicelli per una serie di crociere promozionali durante la Mostra del cinema del 2010. Avrà 800 posti che sarà possibile aggiudicarsi per un volo breve spendendo 249 euro e per un volo di 40 minuti, spendendone circa 500.

I dettagli del progetto sono stati svelati al «Salone del Volo» in corso al Lido, dove è arrivato il pronipote del conte von Zeppelin, che ha ricordato come i dirigibili di suo nonno volassero già a inizio Novecento sopra Venezia. La «Crociera Zeppelin Venezia 2010» sarà forse solo un antipasto di quello che i tedeschi della «Zlt Zeppelin» vorrebbero diventasse una realtà consolidata, con voli tutto l’anno, così come oggi si fa sul lago di Costanza, a Tokio e sulla baia di San Francisco. Venezia diverrebbe così il primo approdo del dirigibile in Italia.

Per costruire uno Zeppelin occorrono due anni di lavoro e qualcosa come 10 milioni di euro. Il prossimo sarà pronto nel 2012 e potrebbe essere quello riservato proprio a Venezia. Intanto, per le tre settimane di assaggio, sarà utilizzato il dirigibile che oggi vola sul lago di Costanza. Sarà uno spettacolo vedere la sagoma di questo gigante dell’aria stagliarsi sui tetti della città, figuriamoci salirci a bordo e fluttuare leggeri trecento metri sopra la laguna. Saranno pochi però: circa un migliaio i fortunati che potranno accaparrarsi i biglietti per lo «Zeppelin», almeno nei giorni della mostra del cinema 2010.

Il Festival dei matti

festival-matti.jpgSarà il primo Festival dei matti, anzi il numero zero, quello voluto dal filosofo e psicanalista Umberto Galimberti che mette in guardia sul futuro e ricorda: «Si rischia la riapertura dei manicomi» e «La pazzia è il costitutivo della nostra identità».
Il Festival aprirà a Venezia ad ottobre e sarà portatore di una durissima denuncia. «La condizione dei cosiddetti matti oggi è precaria. Temo – dice Galimberti – che prima o poi si riapriranno i manicomi, che sono nati più per difesa del sociale dal matto che per la cura. Siccome oggi le istanze di sicurezza sono eminenti rispetto alla cura dell’altro, ho paura che prima o poi queste persone verranno di nuovo recluse come peraltro riteneva Basaglia un anno prima di morire nelle sue Conferenze brasiliane. Perciò la conquista della chiusura dei manicomi va difesa».
Per questo è importante portare le storie dei matti anche al centro di una riflessione culturale.
Ecco nascere quindi un festival teatrale che andrà in scena al Teatro Goldoni il 9 e il 10 ottobre.

Il corpo e il suono

automa.jpgDa oggi, fino al 3 ottobre si svolge il 53^ Festival internazionale di musica contemporanea della Biennale di Venezia. Apre con una performance di Suguru Goto che, con l’uso di robot, nel foyer del teatro alle Tese all’Arsenale di Venezia, indagherà i rapporti tra uomo, macchina e suono. Quest’anno, infatti, il tema della manifestazione è, ‘Il corpo e il suono‘, scelto dal direttore del settore musica della Biennale, Luca Francesconi, per celebrare il centenario del Manifesto Futurista.
Si inizia venerdì 25 settembre con un doppio appuntamento: l’Orchestra J Futura con due prime assolute di Beste e Kourliandski (Teatro alle Tese, ore 17:00) e l’Orchestra Sinfonica del Teatro La Fenice con un programma che include Rihm, Ligeti e Varèse (al Teatro La Fenice alle ore 20:00 e in diretta su Rai Radio3). Sabato 26, Quartetto Arditti e Oslo Sinfonietta.
Il Festival internazionale di musica contemporanea porterà a Venezia ben 73 compositori da tutto il mondo: Stati Uniti, Giappone, Germania, Svezia, Russia, Norvegia, Grecia, Belgio, Svizzera, Serbia, Cile, Francia, Spagna e Italia.

Ci saranno in 9 giorni 87 concerti, con circa 20 novità assolute. Inoltre: installazioni, incontri, laboratori e convegni.

Il presidente della Biennale Paolo Baratta è convinto che “il presente ascolta il passato e guarda il futuro”, per questo il Festival cerca collegamenti tra generazioni diverse, tracciando un percorso tra passato e presente. Dopo l’edizione dello scorso anno, dedicata alla ricerca delle nostre radici per meglio capire l’oggi, l’edizione 2009 si concentra sul Corpo del suono. Il corpo torna così al centro della scena sia nel rapporto uomo-macchina che in quello con la tradizione.

Ladri e antiquari d’accordo per saccheggiare il cimitero

san-michele.jpgL’isola di San Michele era deserta fino al 1212, quando i monaci camaldolesi vi edificarono un monastero e la chiesa, ricostruita poi nel 1500, primo esempio di architettura rinascimentale a Venezia. Il cimitero di San Michele in Isola è nato 1813 per volontà di Napoleone: in precedenza i morti venivano sepolti nelle chiese o nei piccoli Campi “santi” o “dei morti” nelle varie parrocchie.

Oggi l’isola di San Michele, cimitero di generazioni di veneziani, si sta, come denuncia la pittrice e scrittrice Fiora Gandolfi avviando ad un morte lenta, ma certa. L’allarme sullo stato del cimitero di Venezia arriva dalla vedova di Helenio Herrera, allenatore dell’Inter ai tempi del padre di Moratti e sepolto anch’esso a San Michele.

Fiora Gandolfi descrive, in una lettera al Gazzettino, la situazione dell’isola e del suo cimitero, preda di saccheggi e decadenza.

Tra le denunce della scrittrice la più grave ci pare: «Ladri e antiquari d’accordo per saccheggiare il cimitero». Secondo la vedova di Herrera infatti, alcuni «antiquari hanno facilitato l’opera», effettuando prima un vero e proprio censimento dei reperti e fornendo poi ai ladri mappe dei luoghi e foto di sculture, iscrizioni e altri ornamenti da rubare. I frati che abitano nell’isola sono pochi e molto anziani e non possono compiere una sorveglianza sufficiente, soprattutto la notte.

 

Cosplayer a Mestre

cosplay00.jpgIl Cosplay è la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile e di interpretarne il modo di agire. Poiché il fenomeno ha avuto origine in Giappone, il personaggio rappresentato da un cosplayer viene generalmente scelto tra quelli di manga e anime nipponici, ma non è raro che il campo della scelta si estenda ai videogiochi, alle band musicali,  ai giochi di ruolo, ai film, ai telefilm, a libri di qualunque genere e persino a personaggi di spot pubblicitari.

Il termine Cosplay è una contrazione delle parole inglesi costume e play inteso come interpretare/recitare, che descrivono accuratamente questo divertente hobby.
Domenica 20 in piazza Ferretto a Mestre si è tenuto un evento Cosplay organizzato dalla fumetteria “Supergulp“.

Eccovi un paio di foto:

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Flash mob in piazza San Marco

san-marco.jpgLunedì 21 settembre migliaia di persone in tutto il mondo saranno chiamate a far suonare sveglie e cellulari, per «svegliare» i leader mondiali e richiamarli alle loro responsabilità in vista della conferenza internazionale sul clima di Copenaghen.
Sarà una «flash mob» (mobilitazione flash) organizzata per le ore 12:18 di lunedì (la conferenza di Copenaghen inizierà il 18/12).
La manifestazione avverrà in contemporanea in molte importanti città come Parigi e Londra… Per Venezia il ritrovo per chi aderirà all’iniziativa è fissato alle 11:45 davanti allo storico bar Quadri in Piazza San Marco.

Una persona con un giubbotto arancione, farà un segnale poco prima del momento saliente che sarà, come detto, alle ore 12:18. In quel momento tutti attiveranno la sveglia del proprio cellulare per una «Wake up call», per «svegliare» i leader mondiali.
La «flash mob» durerà fino ad un nuovo segnale della persona col giubbotto arancione.
Questo tipo di eventi consiste in brevi azioni fuori dalla norma organizzate da una massa di persone in un luogo prestabilito.

Raduni organizzati quasi sempre via e-mail o sms. Mediamente durano una decina di minuti e finiscono sempre con un applauso generale e la dispersione immediata dei partecipanti.

Concerti del Conservatorio Benedetto Marcello in Campiello Pisani

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Ripartono i concerti al Conservatorio Benedetto Marcello.

La produzione artistica del Conservatorio “Benedetto Marcello” a Santo Stefano è riassunta in un stagione concertistica davvero ricca, che vede come protagonisti docenti ed ex studenti ora in carriera.
I concerti iniziati ad aprile, proseguono ora nel mese di settembre e di ottobre.

L’ingresso alle esibizioni è ad invito (ritirabile gratuitamente presso la portineria del conservatorio) fino ad esaurimento posti.

La vittoria di Lebanon

1250729895.jpgLebanon ha vinto la 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La giuria del concorso, presieduta da Ang Lee, ha premiato il film diretto dall’esordiente regista israeliano Samuel Maoz, che racconta la Prima guerra del Libano nel giugno 1982, mettendo in luce atrocità e violenze.

Premiato con il Leone d’argentoDonne senza uomini” (Women without men), della regista iraniana Shirin Neshat; un’opera che narra la vita di quattro donne che si intreccia con le vicende del loro Paese nel 1953, anno in cui il governo democraticamente eletto subì un colpo di stato.

Il Gran Premio della Giuria è andato alla pellicola forse più amata dal pubblico di questa edizione della Mostra: “Soul kitchen” di Fatih Akin.

Gli zombie al lido

zombie.jpgIn questi giorni alla mostra del cinema di mostri se ne sono visti molti, anche in passerella.
Tra escort, politici ed altri personaggi discutibili e difficilmente etichettabili sono arrivati anche gli zombie, con il loro papà George Romero. Con il suo ‘Survival of the Dead‘ Romero, padre dei morti viventi è, a sua volta, sopravvissuto a quarant’anni di imitazioni. Oggi si ritrova a Venezia e lo fa in concorso! Quarant’anni dopo la creazione del capostipite del genere, ‘La notte dei morti viventi‘ rieccolo col suo sesto film sull’argomento, stavolta dalle atmosfere western e ispirato a ‘The Big Country‘ di Wyler.
Il maestro, riferendosi a questo suo filone cinematografico, ha dichiarato: “Finché mi divertirò, continuerò a farli. Dopo ‘Il giorno degli zombie‘, che chiudeva una trilogia, pensavo avessi finito con loro. E invece ho ritrovato negli ultimi anni l’urgenza di mettere nuovo ordine al loro mondo”.
E ha poi continuato: “Difficile distinguere oggi tra i vivi e i morti”. Causticità e coscienza politica, quasi un marchio di fabbrica del regista che non perde la sua fiducia nell’horror, genere capace di esprimere considerazioni personali (anche feroci) sul mondo in cui viviamo, come pochi altri.

Lo spazio bianco

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Un convinto applauso ha accolto la proiezione per la stampa di Lo spazio bianco, di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Il film, in concorso alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, è tratto da un romanzo di Valeria Parrella e racconta con efficacia la storia di Maria una mamma ormai 40enne che partorisce una bimba, Irene, al sesto mese.

La donna in gran parte del film è come imprigionata nell’attesa che la figlia esca dall’incubatrice, da quello spazio bianco, in cui tutto appare sospeso ed incerto.
La pellicola, negli auspici della regista, è una “proposta di un nuovo patto d’amicizia tra uomini e donne basato sulle regole del rispetto e della conoscenza reciproca”.